Il Trumpismo si è ormai deformato in narcisismo maligno? Se lo chiedono in molti, dentro e fuori gli Stati Uniti, nel day-after i ‘raid’ di Donald Trump a Papa Leone, primo pontefice ‘americano doc’.
Pochi mesi fa, lo scorso dicembre, sono piovute da Vanity Fair le dichiarazioni non proprio lusinghiere del capo dello staff della Casa Bianca, Susie Wiles che aveva parlato dei comportamenti ormai borderline del presidente Usa attribuendoli a una “personalità da alcolista”. Parole che sono state poi ammorbidite, inquadrate, ‘contestualizzate’ per renderle accettabili all’opinione pubblica, ma che di per sé hanno rappresentato una spia che qualcosa proprio non stava filando nel giusto verso nelle stanze della Casa Bianca.
POI IL NARCISISMO MALIGNO, DI COSA SI TRATTA
All’indomani degli attacchi a Papa Prevost e del post definito dagli stessi trumpiani blasfemo– poi cancellato- con un presidente-messia in grado di curare i feriti e i malati, non stupisce che si torni ad indagare sui media americani- e anche italiani- la salute mentale del presidente degli Stati uniti. Tema su cui in realtà, si concentra puntualmente l’attenzione degli opinionisti statunitensi.
Di per sé, il fenomeno del Trumpismo identificano una serie di comportamenti riconducibili a grandiosità, megalomania, scarso rispetto per chi ha opinioni differenti dalle proprie, svalutazione e ipercritica, tutti potenziali indici di una sindrome del “narcisismo maligno” che si manifesta con comportamenti anti-sociali, sadismo, aggressività, paranoia, grandiosità. E proprio su questa patologia si sono concentrati oltre 200 psichiatri americani nel 2024, prima dell’avvio della campagna alle elezioni presidenziali che hanno poi portato al secondo mandato di Trump alla Casa Bianca. Una lettera aperta firmata da questi numerosi professionisti della salute mentale aveva infatti messo in guardia sul “narcisismo maligno” di Trump e gettato ombre sulla sua idoneità mentale come, allora, candidato repubblicano alla carica presidenziale.
LA LETTERA APERTA DI 200 PSICHIATRI
A meno di due settimane dalle elezioni in sostanza, un comitato politico anti-Trump, chiamato Anti-Psychopath Pac, aveva acquistato un’intera pagina pubblicitaria sul New York Times, sotto forma di lettera aperta,, sostenendo che il candidato repubblicano alla Casa Bianca rappresentasse “una minaccia esistenziale per la democrazia” negli Stati Uniti. Utilizzando il DSM-5, ovvero la quinta edizione del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, un testo fondamentale che aiuta i professionisti della salute mentale a definire e trattare i disturbi mentali, “è facile constatare che Trump soddisfa i criteri comportamentali per il disturbo antisociale di personalità”, riportava la lettera aperta.
IL SONDAGGIO: “TRUMP IMPREVEDIBILE PER IL 61% DEGLI AMERICANI”
La lettera del 2024 viene oggi riportata a galla insieme a un recente sondaggio Reuters-Ipsos, pubblicato a fine febbraio scorso, che mostra come gli americani si stiano decisamente disaffezionando da Trump ritenendolo sempre più inaffidabile. Secondo il sondaggio infatti il 61% degli americani (il 30% di repubblicani) ritiene che il presidente sia diventato “imprevedibile con l’età”. Ha inoltre mostrato un calo nel numero di persone che credono che Trump sia “mentalmente lucido e capace di affrontare le sfide”, dal 54% di settembre 2023 al 45% di oggi.
LO PSICOLOGO DELLA HOPKINS UNIVERSITY: “IL CERVELLO DI TRUMP SI STA DETERIORANDO”
La versione anglofona de El Pais, dopo la ‘gaffe’ nello Studio Ovale di Trump con il primo ministro giapponese Sanae Takaichi, ha pubblicato un’intervista allo psicologo John Gartner della Johns Hopkins University. Le parole di Gartner sono durissime non solo sui presunti disturbi mentali del presidente, ma anche sul fatto che “il cervello di Trump si stia deteriorando in modo scioccante”.
“NESSUN RIMORSO E RICERCA DI VENDETTA”
“È un narcisista maligno”, ha spiegato lo psicologo in una videoconferenza con il quotidiano El Paìs. Ha spiegato che si tratta di una malattia descritta dal sopravvissuto all’Olocausto Erich Fromm per diagnosticare Hitler e che, secondo il medico, presenta le seguenti componenti: “Narcisismo, ovviamente – molti politici ne soffrono – disturbo antisociale di personalità (psicopatia) – mentono, ingannano, danneggiano gli altri, violano le regole e non provano rimorso, cercano vendetta – grandiosità – il loro desiderio è quello di dominare ed essere al di sopra di tutti gli altri; ‘Sono il miglior presidente della storia’, ‘Nessuno ne sa più di me sui dazi doganali’, ecc. – e sadismo: provano piacere nel caos, nella distruzione e nell’umiliazione”. A tutto ciò, Gartner aggiunge che il cervello di Trump si sta deteriorando. “Il livello di declino è scioccante, se si confronta il suo modo di parlare attuale con quello degli anni ’80; una volta era un tipo eloquente. È molto bravo a dissimulare, ridere e fingere sicurezza quando inciampa”, osserva.
“NEL SECONDO MANDATO NESSUNA BARRIERA, INTORNO A LUI SOLO PERSONE CHE GLI DICONO ‘SI’”
Il quotidiano interpella anche un secondo parere, quello di Frank George, psicologo, neuroscienziato e autore del blog Gaslight Report, in cui scrive anche della salute mentale di Trump. In particolare, oo psicologo osserva due differenze fondamentali tra i due mandati presidenziali. In quello in corso infatti, Trump “si è circondato di persone da cui non vuole consigli, ma piuttosto un sì. Agisce senza le barriere del primo mandato”, afferma George. Poi, la seconda differenza, è che sta mostrando “sintomi sempre più preoccupanti di demenza frontotemporale (DFT)”, chiosa.
A queste accuse, la Casa Bianca risponde con emoji di derisione sui social media o con la minaccia di querela per chi tenti di “fabbricare menzogne sul presidente Trump”. Ma replica anche alle loro diagnosi fatte a distanza opponendo i risultati dei test medici a cui Trump si sottopone nell’ambito delle sue funzioni ufficiali. Così, nel referto dell’aprile 2025, la conclusione era che “un esame neurologico completo non ha rivelato anomalie nel suo stato mentale, nei nervi cranici, nella funzione motoria e sensoriale, nei riflessi, nell’andatura o nell’equilibrio”. “La funzione cognitiva, valutata utilizzando il Montreal Cognitive Assessment (MoCA), era normale, con un punteggio di 30 su 30”, aggiungeva il referto, firmato dal medico presidenziale, Sean Barbarella.
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