Il decreto sicurezza, dopo il via libera del Senato, e che è ora all’esame della Camera in attesa della conversione in legge, è stato varato dal governo il 5 febbraio e firmato dal presidente della Repubblica 19 giorni dopo.
Il decreto conta 33 articoli e comprende misure per la lotta alla criminalità, (specie giovanile o a carico di minori ad esempio coinvolti in accattonaggi); sanzioni più severe per manifestazioni e cortei; norme su organici e tutele delle forze dell’ordine e altre sulla gestione dell’immigrazione. Nel dettaglio, l’articolo 1 interviene nella lotta ai maranza e introduce il divieto di porto e vendita di coltelli con la deroga – voluta e aggiunta dal centrodestra al Senato – sulle tipologie di coltelli che si possono portare in giro anche senza una motivazione valida.
Tra gli articoli più contestati dal centrosinistra, c’è la «stretta» su manifestazioni e occupazioni: per le prime viene introdotto il fermo preventivo fino a 12 ore, che scatta per impedire che una persona, considerata pericolosa, possa partecipare a una manifestazione.
La novità – approvata con il primo via libera del Senato – prevede che il Consiglio nazionale forense sia coinvolto nel sistema di incentivi che premia l’avvocato che segue il rimpatrio volontario di un migrante. Al legale andrebbe un contributo di 615 euro e solo a rimpatrio concluso. Il provvedimento interviene pure sui mandati dei vertici delle forze dell’ordine, con due emendamenti aggiunti in corso d’opera dalla maggioranza. Uno proroga al 31 dicembre l’incarico del comandante della finanza Andrea De Gennaro; l’altro allunga a 2 anni il mandato del vicecomandante dei carabinieri, allineandolo ad altri corpi.
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