Riccardo Brazzale è oggi una delle figure più riconoscibili e influenti del territorio vicentino. Thienese doc, classe ’60, musicista, studioso, docente e direttore d’orchestra, ha costruito nel tempo un rapporto profondo con Thiene e con tutto l’Alto Vicentino, dove la sua attività artistica e culturale ha lasciato un segno costante. La sua storia professionale è strettamente intrecciata alla nascita e allo sviluppo di New Conversations – Vicenza Jazz, il festival che dal 1996 guida con una visione capace di unire tradizione, ricerca e una forte attenzione alla città che lo ospita . Il festival, nato da una proposta del Comune di Vicenza, è cresciuto fino a diventare un modello unico in Italia: un evento diffuso che occupa teatri, palazzi palladiani, chiese, librerie, locali e perfino il Cimitero Maggiore, trasformando la città in un ambiente sonoro immersivo e riconoscibile. Nel corso degli anni la rassegna si è distinta per l’abilità di mettere in dialogo i grandi protagonisti del jazz con i nuovi linguaggi e con le generazioni emergenti, costruendo un pubblico fedele e sempre più ampio .
Con l’edizione 2026 il festival raggiunge il traguardo dei trent’anni, intrecciandosi a una ricorrenza centrale nella storia della musica: il centenario della nascita di Miles Davis. La programmazione di quest’anno si muove infatti intorno all’eredità del grande trombettista, con concerti che spaziano dal cinema suonato dal vivo alle performance notturne, fino alle celebrazioni scandite allo scoccare della mezzanotte. Tra i nomi di punta figurano Paolo Fresu, Billy Cobham, Uri Caine, Joshua Redman, Enrico Rava e Fabrizio Bosso, oltre a molti progetti multidisciplinari che confermano l’identità trasversale del festival .
Parallelamente al lavoro curatoriale, Brazzale porta avanti dal 1989 l’esperienza della Lydian Sound Orchestra, oggi rinnovata nella forma della Lydian New Call, un ensemble che raccoglie musicisti delle nuove generazioni e continua a proporre un linguaggio originale e riconoscibile. La formazione, ispirata ai principi teorici di George Russell e al sistema lydian chromatic, si è esibita in festival, musei e luoghi monumentali in Italia e all’estero e ha collaborato con figure di primo piano del jazz internazionale. Con questo progetto, Brazzale ha consolidato una delle rare orchestre jazz italiane con attività stabile dal vivo, un risultato particolarmente significativo in un contesto in cui formazioni così numerose hanno difficoltà a trovare continuità .
Brazzale è stato inoltre una presenza di riferimento per la comunità musicale dell’Alto Vicentino. A Thiene ha diretto per trent’anni l’Istituto Musicale Veneto e ha formato generazioni di musicisti, oltre a contribuire alla diffusione della cultura jazzistica attraverso corsi, seminari, saggi e attività editoriali. La sua produzione come storico della musica lo ha portato a pubblicare saggi, traduzioni, monografie e una Storia del jazz tra le più aggiornate in Italia. Questo intreccio di ricerca, didattica e progettazione culturale ha fatto di lui un fulcro del tessuto artistico locale e nazionale.
La sua direzione artistica ha dato a Vicenza una rassegna riconosciuta anche oltre i confini italiani, capace di rinnovarsi ogni anno pur rimanendo fedele alla propria identità: un festival che mette in relazione la musica con architetture secolari, la contemporaneità con il patrimonio, e la dimensione internazionale con il coinvolgimento profondo della città.
Tra progetti ambiziosi, collaborazioni di prestigio e una costante tensione verso l’innovazione, Brazzale ha costruito in trent’anni un’identità culturale che oggi appartiene non solo al festival, ma a tutto il territorio vicentino. Un percorso che continua a intrecciare memoria e futuro, studio e improvvisazione, rigore e curiosità: gli elementi che da sempre definiscono la sua idea di jazz.
di Redazione AltovicentinOnline (ph Jazz Magazine)
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