“Attualmente non c’è nessun allarme, non ci troviamo di nuovo di fronte ad un nuovo Covid. Questo voglio ribadirlo con fermezza. In Italia non ci sono casi positivi. È un virus che già conosciamo, quindi non si affaccia ora nel mondo medico sanitario. Sicuramente esiste una variante più aggressiva, che è quella americana, che poi colpisce i polmoni ed è più letale. Ma la differenza fondamentale con il Covid è che ha una bassa contagiosità. Attualmente in Italia ci sono 4 passeggeri in sorveglianza attiva. Quando ci è stato comunicato dai Paesi Bassi che 4 passeggeri erano in Italia, di cui 2 con nazionalità italiana e 2 stranieri, ed erano presenti sul volo dove per pochi minuti è salita e poi subito scesa l’altra passeggera deceduta per antivirus, subito il ministero della Salute li ha contattati. Io stessa li ho contattati sui cellulari, mi sono assicurata che non avessero sintomi, e l’indomani, inviate le informazioni alle regioni, sono stati presi in carico dalle regioni di competenza, che ricordiamo sono Campania, Calabria, Veneto e Toscana e attualmente sono in sorveglianza sanitaria attiva e messi anche in isolamento fiduciario che è a solo titolo precauzionale perché attualmente non presentano alcun sintomo”. Sono le parole di Mara Campitiello, capo Dipartimento della Prevenzione, Ricerca ed Emergenze Sanitarie del ministero della Salute, intervenuta a Rtl 102,5.

Dottoressa, anche l’approvazione pochi giorni fa del nuovo piano pandemico è stata utile?  E’ stata applicata una parte di questo piano?, le chiedono alla radio. “Direi proprio di sì- ha risposto- Abbiamo dato prova dell’efficienza e dell’efficacia del lavoro fatto in maniera seria, rigorosa e scientifica, anche in accordo con le regioni. Il ministero si è mostrato pronto, abbiamo già attivato tutte le procedure previste dalla prima fase del piano pandemico, soprattutto di coordinamento con le reti sia regionali sia con gli esperti, ma anche e soprattutto con le autorità nazionali ed internazionali, che sono poi il nostro punto di riferimento, perché attualmente il virus non è in Italia. Ricordiamo Sappiamo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità pone un rischio basso e l’Ecdc, che in realtà è il Centro Europeo per le Malattie Infettive, per la prevenzione e il controllo delle malattie infettive, in realtà ci dà un rischio molto basso in Europa e l’Italia fa parte dell’Europa, quindi direi di non fare allarmismi in questo, sicuramente”.

Quando la situazione può diventare invece più preoccupante? Quando si dovesse scoprire dell’esistenza di un caso di positività nel nostro paese? “Esatto, sì, noi dobbiamo avere la comparsa di sintomi- ha spiegato Campitiello alla radio- ma soprattutto fare un test diagnostico che ce lo conferma. A quel punto si attiveranno tutta un’altra serie di procedure. Io invito alla calma, soprattutto perché leggo polemiche in questo momento che non fanno bene italiani. Gli italiani sono stati feriti dalla pandemia del Covid e hanno un riflesso psicologico profondo di paura della trasmissione del virus. Ecco, io vorrei che non si ritorni anche mediaticamente a questo, perché gli italiani sono ben seguiti. Esiste un Ministero della Salute che sta sorvegliando giorno per giorno quello che succede, ma soprattutto che informerà loro con massima trasparenza dell’evoluzione del quadro. Quindi io direi di seguire l’evoluzione cercando di essere quanto più razionali ed efficienti possibile”. L’Europa si sta muovendo bene. Forse preoccupano un po’ le decisioni dell’amministrazione americana che sembra essere molto meno cauta da questo punto di vista, chiedono da Rtl 102,5. “Ogni Stato decide per sé. Sicuramente- ha aggiunto Campitiello- noi abbiamo, per il principio di massima cautela, innalzato anche l’attenzione a livello delle frontiere, degli aeroporti, a livello marittimo, vittimo, proprio perché se non sono cittadini italiani in questo momento quelli coinvolti, cerchiamo di essere quanto più attenti possibile alla comparsa di eventuali sintomi. Noi ricordiamo che già esistono delle circolari, circolari ENAC, che ribadiscono l’attenzione massima laddove un passeggero possa presentare qualsiasi tipo di sintomo. Va fatto scendere, va comunicato in ogni caso a noi, ministero della Salute. Noi innalzeremo i controlli proprio nel principio di massima precauzione, ribadendo chiaramente di prendere decisioni in base all’innalzamento del rischio. Oggi il rischio è molto basso”.

Ecco, oggi il rischio è molto basso, ma non esiste una cura specifica o un vaccino, giusto? Quindi i medici possono intervenire solo con delle terapie di supporto, diciamo, è corretto?, chiedono infine da Rtl 102,5. “Purtroppo sì, questo succede però per tutti i sintomi, anche per l’influenza, per tutti i virus. Anche per l’influenza, per esempio, non abbiamo una cura specifica. In realtà si fa una cura palliativa dei sintomi con dei farmaci per i sintomi. Vale anche per questo virus, virus che di fatto dà sintomi parainfluenzali. Attualmente è vero che non c’è un vaccino, lo si starà sicuramente studiando. Sicuramente la differenza fondamentale rispetto agli altri virus come quelli influenzali, come quelli del Covid, è che è un virus che si trasmette solo in ambienti ristretti e per contatti prolungati a livello interumano. Normalmente la trasmissione avviene per gli escreti di urina, saliva, feci di roditori. Questa è la normalità. In casi eccezionali, quando ci sono contatti stretti e prolungati, può trasmettersi tramite le particelle aeree” ha concluso la responsabile del Dipartimento della Prevenzione, Ricerca ed Emergenze Sanitarie del ministero della Salute.

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