A Posina si respira aria di veleno in questi giorni e qualcuno racconta che la tensione per la campagna elettorale si percepisce non appena si entra nel paese noto per gli gnocchi e per le numero contrade disabitate, al punto che le case le stanno vendendo ad un euro. Oggi è esploso il bubbone, anche se è da tutta la giornata di ieri che circola la foto del manifesto elettorale dell’uscente Adelio Cervo, che esordisce con una frase che si sapeva che avrebbe fatto insorgere lo sfidante Andrea Cecchellero. Si parla dell’eredità ricevuta 5 anni fa, “complessa e difficile” a causa di una situazione di “profonda difficoltà finanziaria” Parole pesanti e audaci, che non sono passate inosservate e che hanno colpito l’opinione pubblica.

Non si è fatta attendere la reazione di Cecchellero, che con un post sui social ha detto al suo ex vicesindaco: ” Eh no, caro Adelio, mio Vicesindaco, così non va bene. Non sei arrivato in Comune nel 2020, sei arrivato insieme a me nell’aprile del 2005 e anche grazie a me nel settembre 2020 sei diventato Sindaco. Non ci si può dimenticare di avere condiviso e votato insieme tutti i provvedimenti di giunta e di consiglio, nonchè tutti i bilanci. Non ci si può dimenticare chi, sacrificando anche la propria vita personale e lavorativa per 15 anni, ed avendo trovato inizialmente una situazione ben peggiore di quella lasciata nel Settembre 2020, sia in termini economico-finanziari che di dotazioni tecniche, di personale nonché di opere realizzate, ha lasciato un’eredità, seppur con qualche problema contabile, comunque gestibile e sanabile. I progetti realizzati durante i miei mandati hanno dato adito a un flusso finanziario di 150.000€ all’anno con i quali è stato possibile sanare rapidamente tutte le problematiche. Nessun contributo alle famiglie venuto meno e nessun servizio è stato ridotto. Se serviva si sarebbe potuto, ad esempio, aumentare di due euro il biglietto per il parcheggio di Campiglia. Di questo, dei conti del Comune, della Fondazione, della Proloco e di tutte le dicerie messe in giro in questi ultimi anni e di quanto altro volete chiedermi, parleremo nei prossimi due incontri pubblici – a Fusine domani 13 maggio, a Posina venerdì 15 maggio, ore 20.00 dove presenteremo il programma e daremo puntuali evidenze e risposte a queste accuse”.

Stiamo parlando di Posina, paese di poco più di 500 abitanti…
Parole chiare e accuse forti di cui si chiacchiera nel paese del ‘posenello’, dove, come accade in altre realtà, ex sindaco e suo ex componente di giunta si ritrovano ‘l’un contro l’altro armati’. Non poteva non rispondere Cecchellero a tali parole messe su un volantino, che raccontano di problemi economici di un paese che amministrava lo stesso Cervo. Quest’ultimo, con il benestare di Cecchellero si era ricandidato trasformandosi in una persona che molti hanno stentato a riconoscere. Intanto il distacco fortissimo dallo stesso Cecchellero, come se dovesse difendere lo scettro da sindaco e, soprattutto, una chiusura che all’inizio gelò pure quei giornalisti che hanno depennato Posina, a causa dell’atteggiamento del neo sindaco, sembrato poco disposto a rapportarsi con chiunque avesse avuto legami con il suo predecessore. Tutto questo ha portato ad una chiusura del paese che grazie a Cecchellero era spesso sui giornali, ma che ad un certo punto è caduto nel dimenticatoio ed associato solo alle case a un euro. Inoltre, a Cecchellero, in questi giorni, accuse anche di avere in lista dei ‘foresti’, ossia persone non di Posina.
…e poi ci sono i debiti
Non grandissime cifre, si parla di poco più di 8mila euro, che lo scorso aprile ha visto l’attuale giunta comunale decide di intervenire con una variazione urgente di bilancio. L’obiettivo è esplicito: trovare le risorse e chiudere definitivamente il debito verso il Comune di Trambileno. Una partita aperta che affonda le sue origini addirittura negli anni 2016 e 2017. “È doveroso sottolineare che tali fatti si collocano in un periodo amministrativo precedente” ha specificato Cervo&C, come a dire che sta pagando i debiti lasciati dal suo antagonista Cecchellero.
Ma dove arriva questa cifra? Dal protocollo di intesa ‘Pasubio Grande Guerra’, con Trambileno capofila: un progetto celebrativo della Grande Guerra che prevedeva 4mila euro per Comune a titolo di cofinanziamento. Secondo le verifiche dell’attuale amministrazione, però, nei bilanci di quegli anni non risultano né stanziamenti né impegni di spesa. L’obbligo c’era, ma che fine hanno fatto le risorse?
Il risultato è una posizione rimasta sospesa per anni, tra solleciti e carte contabili mai chiuse, a cui si somma anche una richiesta legata alla ‘Genziana del Pasubio’. Oggi la chiusura del debito mette fine alla vicenda. Ma resta una domanda semplice e pesante: come può un impegno tra enti restare senza copertura per così tanto tempo?
di Redazione AltovicentinOnline
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