Sarà una settimana di full immersion nella cultura giapponese vista con la lente del tempo quella proposta dal 16 al 24 maggio a Villa Cornaggia dagli Assessorati alla Cultura e al Turismo con il patrocinio del Consolato Generale del Giappone a Milano per il 160° anniversario dell’istituzione delle relazioni diplomatiche fra Giappone e Italia e la collaborazione del Liceo “F. Corradini” e ITT “G. Chilesotti”.
«Con grande piacere – spiega l’assessora al Turismo e ai Gemellaggi, Marina Maino – annunciamo anche quest’anno il programma della “Settimana Giapponese”, un appuntamento che iniziato lo scorso anno, vuole diventare una tradizione. La Settimana Giapponese non rappresenta solo un’occasione culturale, ma è anche un segno concreto di dialogo tra comunità. Il patto di amicizia stretto tra il nostro Comune e la città di Tokorozawa ci porta ad approfondire aspetti della cultura e dell’arte di un mondo lontano dal nostro e di creare interconnessioni significative, avvicinandoci sempre più alla cultura giapponese attraverso arte, tradizioni, incontri e momenti di scambio. Il legame con Tokorozawa sta diventando un ponte di esperienze, progetti e collaborazioni. Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questa settimana ricca di preziose iniziative che ci consentono di scoprire nuovi aspetti e curiosità del Paese del Sol Levante».
Dichiara l’assessora alla Cultura, Ludovica Sartore: «Mi piace pensare che gli eventi organizzati nel corso di questa settimana possano essere un piccolo seme che cresce e che contribuisce a conoscere meglio alcuni aspetti della cultura giapponese per continuare a coltivare l’amicizia tra Thiene e Tokorosawa. Sono eventi di alto valore, a partire dalla mostra fotografica curata dalla prof.ssa Calgaro, storica e scrittrice che vede esposte foto scattate dal dott. Pignati nei primissimi anni Venti del secolo scorso, proprio negli anni in cui il nostro Arturo Ferrarin portava a termine la sua grande impresa. E mi piace pensare al legame tra Pignatti e Thiene visto che la sorella, Licia, è stata la prima donna assessora a Thiene negli anni ’70: come un filo che unisce realtà diverse in un unico racconto di Vita. E poi la mostra di Satoshi, amico di Thiene e promotore del legame con la Città di Tokorosawa, appassionato di volo e di Arturo Ferrarin (mitico il suo areoplanino riprodotto in ogni quadro!), Giorgio Bonato con la sua avventura davvero speciale di riproduzione dello Sva 9 di Arturo Ferrarin, la giovane Stefania Pierantoni e la prof.ssa Brancaccio. Sarà una settimana arricchente con eventi significativi per la crescita personale e culturale».
Si comincia con la cerimonia di inaugurazione di ben tre esposizioni a Villa Cornaggia sabato 16 maggio alle ore 17.00 nella Sala Meneghello, allietata dalla partecipazione di CorOrchestra con brani del compositore giapponese Hisaishi, noto soprattutto come collaboratore del regista Hayao Miyazaki, per un programma di eventi che comprende anche tre incontri culturali.
L’orario di visita delle mostre è dal lunedì alla domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 19.00.
La prima mostra si intitola Orizzonti di Seta. Il viaggio dell’incrociatore Libia. Cronache fotografiche di una missione navale degli anni Venti ed è curata da Raffaella Calgaro con la collaborazione degli Uffici Turismo e Cultura e della Biblioteca Civica.
Questo viaggio in Giappone, effettuato circa un secolo fa, è documentato dal prezioso materiale fotografico realizzato da Giuseppe Pignati, membro dell’equipaggio del Libia, l’esploratore che dal 1924 al 1932 diviene figura di riferimento per la presenza italiana in Estremo Oriente. Il Libia si muove in Cina, risale i fiumi, ma si porta anche in Giappone, dove si ferma in varie città. Pignati le visita e le fotografa, restituendoci una narrazione del mondo nipponico nelle sue varie sfaccettature.
Il Giappone è un luogo che negli anni Venti del Novecento sta riscuotendo un notevole interesse in Italia: solo qualche anno prima Arturo Ferrarin ha compiuto l’avventuroso viaggio Roma-Tokyo. La vicenda ha suscitato scalpore mediatico a livello mondiale; Arturo Ferrarin è un cittadino thienese ed è proprio la città di Thiene che, ancora una volta, tesse i fili della memoria di questo viaggio navale fino in Giappone. Giuseppe Pignati infatti è padre di una cittadina thienese, Licia, nota pediatra e primo assessore donna del Comune.
Se le cronache del tempo riportano le accoglienze cortesi da parte delle autorità e dal popolo giapponese durante le visite del Libia, avvenute spesso in contesti di tensione cino-giapponese, è tuttavia il percorso fotografico che ci consente l’immersione in un Giappone poco conosciuto, lontano dal solito cliché.
Giuseppe Pignati, documentandoci sugli spostamenti di città in città, ci regala sguardi verso paesaggi e figure dissolte nel tempo, che sorprendono e riportano alla luce memorie poco note o perse. Non sono sguardi nostalgici o dettati da curiosità turistiche, ma tentativi di fermare l’immagine di un Giappone che già negli anni Venti del Novecento sta scomparendo per lasciare posto a un processo tecnologico che di lì a poco avrebbe sovvertito città e campagne, persone e tradizioni. Il viaggio fotografico diventa così preziosa restituzione di identità e di memoria. Di tradizioni e di usanze. Spiega la curatrice: «Il materiale fotografico è accompagnato da una narrazione storica delle varie tappe effettuate dall’equipaggio del Libia e dalla testimonianza di un Giappone di cento anni fa: un mondo ormai perduto che qui ritrova una voce preziosa. Dalle fotografie emergono la vita quotidiana, le vie, i palazzi, le abitudini e i piccoli gesti di una realtà ormai dimenticata. Il racconto si fa ancora più profondo e toccante con la testimonianza di Nagasaki, ritratta prima della distruzione totale causata dalla bomba atomica».
Raffaella Calgaro, laureata in storia e docente, da anni studia e scrive saggi/ romanzi sulle figure femminili che non appartengono alla Grande Storia. La sua è una restituzione fatta attraverso documenti e fonti, che dà voce e identità a presenze appartenenti al nostro territorio.
La seconda mostra ospitata a Villa Cornaggia, Ali della Pace, espone opere del maestro Satoshi Dobara. Il cuore della mostra è rappresentato dalle recenti opere di Dobara, caratterizzate dalla presenza costante dell’Ansaldo SVA 9, il velivolo che nel 1920 compì l’impresa leggendaria del volo Roma-Tokyo con il pilota Arturo Ferrarin. Attraverso un’unità stilistica vibrante e toni accesi, l’artista ritrae il biplano mentre sorvola simbolicamente i luoghi iconici di entrambe le nazioni: dal Castello di Thiene al Foro Romano, fino alla Stazione di Tokyo. Particolare rilievo assume l’opera dedicata alla Cupola della bomba atomica di Hiroshima, città natale dell’artista. Il dipinto, descritto dal prof. Francesco Morena come un “inno alla vita”, fonde la memoria del dramma con la speranza.
Satoshi Dobara Satoshi Dobara è nato a Hiroshima, Giappone. Studia pittura all’Università d’Arte di Città di Kyōto. Nel 1986 viene in Italia grazie a una borsa di studio del Governo Italiano. Nel 1991 si diploma all’Accademia di Belle Arti di Firenze. È vice Presidente dell’Associazione “Roma Tokyo Hangar Museum” e coordinatore per il Centenario trasvolata Roma-Tokyo 1920-2020 del Comune di Thiene (VI).
La terza esposizione raccoglie, infine, i disegni di ragazzi e ragazze da Tokorozawa realizzati a seguito dello scambio culturale dello scorso maggio con la delegazione thienese in visita in questa città e a Hiroshima.
Alla cerimonia di inaugurazione sabato 16 maggio seguirà alle 17.30 nella sala Riunioni della Biblioteca Civica l’incontro culturale TRA SETA E KATANA. Storie di potere, talento e coraggio femminile a cura di Stefania Pierantoni.
Quando si pensa alle figure più rilevanti della storia e della cultura giapponese, vengono in mente molti nomi: Ōda Nobunaga, Hayao Miyazaki, Eiichirō Oda, Haruki Murakami, Shinzō Abe, e tanti altri. Cosa hanno in comune? Sono tutti uomini.
Eppure, sono state molte le figure femminili che sono state partecipe o artefici di importanti eventi storici, che hanno influenzato la civiltà giapponese e moderna.
Nell’intervento sono state selezionate sei figure più una: due donne al potere, due donne letterarie, due donne guerriere e, infine, una menzione speciale, la cui storia potrebbe essere più attuale che mai.
Stefania Pierantoni, laureata in Lingua e cultura giapponese all’Università Ca’ Foscari di Venezia, ha concentrato i suoi studi sull’influenza reciproca tra Occidente e Oriente, con una tesi sul Cristianesimo in Giappone. Nella sua relazione sulle donne nascoste dell’arcipelago, intende valorizzarne il ruolo fondamentale nella storia e nella cultura del Paese del Sol Levante.
Mercoledì 20 maggio 2026 alle 21.00 nella Sala Riunioni della Biblioteca Civica si svolgerà l’evento IL MIO VOLO L’Ansaldo SVA 9 “Arturo Ferrarin” vola da Thiene a Tokyo via Osaka a cura di Giorgio Bonato, presidente dell’RTHM. Giorgio Bonato racconterà l’avventura di ricostruzione dell’Aeroplano “Ansaldo SVA 9”, lo stesso usato dal celebre aviatore thienese Arturo Ferrarin per il “Raid Roma Tokyo” e recentemente esposto ad Osaka Expo 2025. Il racconto illustrato da interessanti immagini potrà dare dimostrazione di quanto è stato fatto e quanto rimane ancora da fare per la rievocazione del volo. Giorgio Bonato, classe 1965, da sempre grande appassionato di aviazione sportiva e storica nonché esperto di costruzioni aeronautiche tradizionali, pilota sportivo, dal 1988 per diletto restaura ed utilizza velivoli d’epoca svolgendo l’attività di volo all’aeroporto “Arturo Ferrarin” di Thiene. Da circa quindici anni impegnato nella ricostruzione del Biplano SVA 9 con l’intenzione di rievocare, a scopo culturale, il celebre volo “Roma Tokyo”, sede dell’operazione l’RTHM “Roma Tokyo Hangar Museum” da lui realizzato all’aeroporto di Thiene. Da tempo tutte le iniziative vengono seguite da attenti appassionati ed istituzioni giapponesi.
Infine giovedì 21 maggio 2026 alle ore 21.00 sempre nella Sala Riunioni della Biblioteca Civica si terrà Pop culture e soft power: l’influenza globale del Giappone” a cura della prof.ssa Annalisa Brancaccio.
Dagli anime ai videogiochi, dalla cultura kawaii alla moda e al lifestyle: il Giappone ha costruito una delle forme più potenti di influenza culturale globale. Ma come funziona davvero questo “soft power”? L’intervento esplora i meccanismi con cui la cultura pop giapponese si diffonde e plasma immaginari, gusti e mercati in tutto il mondo, tra successo globale e nuove criticità.
Annalisa Brancaccio si laurea presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale in Lingue e Letterature Comparate (inglese e giapponese), con una tesi su spiriti e femminilità nell’opera di Enchi Fumiko. Attualmente insegna Lingua e Letteratura Inglese presso il Liceo F. Corradini di Thiene, dove si occupa anche del corso base di lingua giapponese e del progetto di scambio culturale online con due scuole superiori di Tokyo.
L’ingresso a tutti gli eventi è libero.
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