E chi sarebbe il politico che starebbe tentando di “salire sul carro dei vincitori”?
A prima vista sembra il classico comunicato con cui una forza politica rivendica un risultato amministrativo. A una lettura più attenta, però, il recente post del Partito Democratico di Thiene sulla nuova viabilità tra la Valdastico e la Gasparona racconta qualcosa di più interessante. Anzi, racconta soprattutto ciò che non dice.
Nel testo si parla dell’area progressista e riformista, della coalizione, del Partito Democratico, delle esperienze civiche e delle amministrazioni che si sono succedute negli ultimi quindici anni. Manca però un nome: quello di Gianantonio Michelusi.
Può sembrare un dettaglio. In politica raramente lo è. Quando una maggioranza considera definita la propria leadership tende normalmente a personalizzare i risultati. Le opere diventano il frutto di una guida politica riconoscibile, di una figura destinata a rappresentarne la continuità. Qui accade l’opposto. Il merito viene attribuito a un soggetto collettivo: la coalizione, il centrosinistra, il Partito Democratico.
Una scelta comunicativa che non prova nulla, ma che lascia aperta una domanda politica legittima. Il Partito Democratico immagina una nuova candidatura dell’attuale sindaco oppure sta già ragionando a una soluzione diversa? E ancora: Michelusi immagina di ripresentarsi con la stessa coalizione che lo ha sostenuto nel 2022 oppure pensa a un percorso differente? Domande che oggi non trovano risposta nel post social , ma che il comunicato stesso contribuisce inevitabilmente ad alimentare.
Il secondo elemento è ancora più interessante.
A un certo punto il post afferma semplicemente: “Chi oggi prova a salire sul carro dei vincitori…” probabilmente la frase più politica dell’intero comunicato. Perché contiene un presupposto preciso: se qualcuno sta cercando di salire sul carro dei vincitori significa che, agli occhi del Partito Democratico, quel qualcuno esiste.
La politica thienese degli ultimi anni è stata caratterizzata da percorsi che si sono intrecciati più volte. Basti pensare a Maria Gabriella Strinati, che fu assessore nella giunta Casarotto insieme a Gianantonio Michelusi e che nel 2022 avrebbe dovuto affiancarlo nel ticket elettorale inizialmente immaginato per le amministrative, prima che quel progetto naufragasse a poche ore dalla presentazione ufficiale della candidatura.
Oggi Maria Gabriella Strinati viene indicata da molti come uno dei nomi più accreditati nell’area moderata del centrodestra in vista delle elezioni del 2027. Un quadro che potrebbe però essere cambiato con l’ingresso sulla scena di Giovanni Scarpellini, il nome nuovo attorno al quale potrebbe convergere l’intero centrodestra. Non si tratta di un dettaglio secondario. Perché Strinati rappresenta probabilmente uno dei pochi casi della politica thienese in cui il confine tra gli attuali schieramenti si intreccia con una lunga storia amministrativa condivisa.
Quando il Partito Democratico parla di chi vorrebbe “salire sul carro dei vincitori”, pensa a una figura che in passato ha condiviso un’esperienza amministrativa con l’attuale sindaco?
Pensa a Maria Gabriella Strinati? Oppure il riferimento riguarda qualcun altro? Il il post non lo dice. Ed è proprio questa omissione a rendere politicamente interessante quel passaggio.
Per questo il punto più interessante del post non riguarda la viabilità. Riguarda la politica. Da una parte una coalizione che rivendica il valore del gruppo senza indicare un leader. Dall’altra qualcuno che, secondo il Partito Democratico, starebbe cercando di accreditarsi su un risultato che il partito considera proprio.
Sono dettagli. Ma spesso la politica si lascia leggere meglio nei dettagli che negli slogan.
Mds
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