Sala piena, persone in piedi e un clima di forte partecipazione ieri sera a Schio, dove il Comitato in difesa della Sanità Pubblica dell’Alto Vicentino ha organizzato un incontro molto partecipato sul futuro del servizio sanitario nazionale e, in particolare, della sanità territoriale.
Accanto agli attivisti e alle cittadine e ai cittadini dell’Alto Vicentino, sono intervenuti Giancarlo Puggioni, segretario generale della CGIL di Vicenza, ed Emanuele Mossuto, medico di medicina generale in rappresentanza dello SMI (Sindacato Medici Italiani). A guidare il lavoro del comitato la coordinatrice Orianna Zaltron, pubblicamente ringraziata per l’impegno e la capacità di mobilitazione. Orianna Zaltron, responsabile del Covesap dell’Alto Vicentino si sta spendendo coinvolgendo quegli utenti in difficoltà per una sanità che non solo non è più eccellente, ma registra disservizi che impediscono ai cittadini di curarsi se non in privato. E chi non se lo può permettere?
Al centro del dibattito la medicina del territorio, considerata da tutti i relatori il pilastro fondamentale di un sistema sanitario pubblico capace di rispondere davvero ai bisogni delle persone.
Si è parlato delle Case di Comunità, progetto ancora incompiuto e pieno di difficoltà operative, e del ruolo dei medici di base, sempre più schiacciati fra burocrazia, carenza di personale e risorse insufficienti.
La serata ha messo in luce anche le criticità che interessano i Pronto Soccorso, dove – è stato sottolineato – si intravedono segnali concreti di privatizzazione dei servizi, in particolare nel territorio vicentino. Una “deriva” che, secondo i promotori dell’iniziativa, viene denunciata da anni e che oggi rischia di trasformarsi in una minaccia reale e “vicinissima”.
La proposta di legge : sanità pubblica finanziata al 7,5% del PIL
L’appuntamento di Schio si inserisce nella campagna nazionale della CGIL per il lancio di una legge di iniziativa popolare a difesa della sanità pubblica.
Cuore della proposta è la richiesta di fissare per legge una quota minima di finanziamento statale al 7,5% del PIL, in controtendenza rispetto agli scenari delineati dal governo.
Secondo quanto ricordato nel corso dell’incontro, il Documento di economia e finanza prevede infatti una progressiva riduzione della spesa sanitaria pubblica fino al 5,93% del PIL nel 2028. Una scelta che, per sindacati, comitati e operatori sanitari, significherebbe avviare una privatizzazione irreversibile del sistema e minare il diritto alla salute, trasformandolo da diritto universale in “merce” accessibile solo a chi può permettersela.
La CGIL sostiene che la sua proposta comprenda anche le coperture economiche necessarie, dimostrando che un adeguato finanziamento del servizio sanitario nazionale è possibile: “Finanziare la sanità pubblica si può fare – è stato ribadito – basta che ci sia la volontà politica”.
La mobilitazione: “Andate a firmare”
La serata si è conclusa con un appello chiaro e diretto alla mobilitazione: raccogliere le firme per sostenere la proposta di legge di iniziativa popolare e dare così forza a un fronte largo in difesa del sistema sanitario pubblico. Il messaggio che arriva da Schio è netto: “Salveremo il servizio sanitario pubblico solo se lotteremo uniti contro la privatizzazione”.
Un invito, rivolto a tutte e tutti, a recarsi ai banchetti e nei luoghi di raccolta per firmare la proposta e a continuare a presidiare il tema della sanità come questione centrale di democrazia e giustizia sociale.
di redazione AltovicentinOnline
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