La casa non solo come tetto, ma come luogo in cui ricostruire un progetto di vita, soprattutto quando si vive una fragilità psichica o una disabilità. È questa l’idea di fondo che ha guidato la visita dell’Assessore regionale ai Servizi Sociali Paola Roma alla Fondazione di Comunità Vicentina per la Qualità della Vita, che opera nell’Alto Vicentino con due progetti ormai considerati di riferimento: “Casa Dalla Rovere” e “Le Chiavi di Casa”.

L’incontro, svoltosi nel tardo pomeriggio di ieri su invito della Fondazione, ha messo in luce un territorio particolarmente ricco di iniziative innovative in tema di residenzialità assistita, autonomia e inclusione sociale.

Casa Dalla Rovere: un’abitazione che diventa progetto educativo

Prima tappa della visita è stata Casa Dalla Rovere, a Thiene, che a marzo ha festeggiato il primo anno di attività. La struttura dispone di 10 posti letto ed è destinata a minori tra i 12 e i 18 anni con fragilità psichica e con famiglie in difficoltà nel garantire il necessario supporto.

I ragazzi arrivano su segnalazione dei servizi di Neuropsichiatria infantile delle aziende socio-sanitarie e dei servizi di Tutela minori. La permanenza va, in media, dai 6 mesi ai 2 anni, sempre sulla base di un progetto educativo personalizzato, con un obiettivo chiaro: favorire il riavvicinamento a una socialità positiva e fornire gli strumenti per costruire o ricostruire il proprio progetto di vita.

L’accompagnamento passa innanzitutto per la scuola: gli ospiti sono sostenuti nel proseguimento del percorso scolastico oppure, quando questo non è possibile, inseriti in progetti di avvicinamento al lavoro. A completare il quadro c’è uno spazio socio-culturale che propone attività di coaching, orientamento scolastico e professionale, percorsi per adolescenti a rischio dispersione, e laboratori che vanno dalla fotografia ai manga, fino a esperienze espressive pensate per stimolare creatività e capacità relazionali.

L’intero progetto nasce dalla donazione dell’imprenditore Ambrogio Dalla Rovere, che ha messo a disposizione e fatto ristrutturare l’ex casa di famiglia. La Fondazione di Comunità Vicentina per la Qualità della Vita (Fondazione QuVi) ha curato l’analisi dei bisogni sociali e la progettazione, mentre la gestione operativa è affidata alla Cooperativa Radicà.

“Le Chiavi di Casa”: 18 anni di percorsi verso l’autonomia

Se Casa Dalla Rovere rappresenta una realtà relativamente recente, “Le Chiavi di Casa” è un programma ormai storico dell’Alto Vicentino. Nato nel 2008, è cresciuto negli anni con l’obiettivo di favorire l’autonomia abitativa e l’inclusione delle persone con disabilità che necessitano di assistenza.

La filosofia è chiara: nessun modello unico, ma risposte differenziate a seconda del grado effettivo di autonomia di ciascuna persona. Il progetto si traduce così in una rete articolata di servizi e strutture, oggi gestite da 9 soggetti tra associazioni, cooperative e altri enti: una comunità alloggio a Schio, 4 gruppi appartamento nei Comuni di Malo, Villaverla e Santorso, 6 appartamenti protetti a Piovene Rocchette, E ancora:  due strutture a Schio e Zugliano per brevi esperienze residenziali di “Primi Passi” verso l’autonomia. Un ulteriore progetto propedeutico all’autonomia abitativa con sede a Schio. Servizi diurni a Schio e Thiene e un servizio domiciliare di sostegno all’autonomia abitativa diffuso in tutto l’Alto Vicentino.

L’accesso ai percorsi avviene in accordo con il Servizio Disabilità e Non Autosufficienza dell’ULSS 7 Pedemontana e rappresenta una risposta concreta tanto alle aspirazioni di indipendenza delle persone con disabilità, quanto alle situazioni in cui la permanenza in famiglia è difficile o non più sostenibile. In totale, sono circa 70 le persone che, grazie a “Le Chiavi di Casa”, stanno riuscendo a realizzare il proprio progetto di autonomia abitativa.

Il ruolo della Fondazione e il modello Alto Vicentino

Per la Fondazione di Comunità Vicentina per la Qualità della Vita, le due esperienze costituiscono esempi emblematici di come sia possibile affrontare il tema della residenzialità assistita in un’ottica di riabilitazione, sviluppo di competenze e costruzione del progetto di vita.

«Siamo convinti – sottolinea il presidente Sante Bressan – che le esperienze realizzate nell’Alto Vicentino con il sostegno della Fondazione e il coinvolgimento in rete di associazioni, Comuni e ULSS 7 Pedemontana rappresentino un modello a cui possano guardare con interesse anche altri territori».

Bressan richiama in particolare due aspetti: nel caso di Casa Dalla Rovere, il lavoro congiunto tra la volontà del donatore privato e la capacità progettuale della Fondazione; per “Le Chiavi di Casa”, la crescita in rete con ULSS e Comuni, fino al raggiungimento di una autonomia finanziaria del progetto.

Entrambe le esperienze dimostrano, osserva il presidente, come l’ascolto del territorio e la collaborazione tra soggetti diversi possano incidere concretamente su questioni oggi cruciali come il contrasto alla marginalità e l’inclusione sociale, migliorando la vita non solo degli utenti diretti ma anche delle loro famiglie.

di Redazione AltovicentinOnline

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