Il virus è tornato a colpire. A pochi giorni dal ritrovamento del primo uccello infetto, arriva la conferma che le autorità sanitarie temevano: in Veneto è stato registrato il primo caso umano di infezione da West Nile Virus della stagione 2026. Il paziente risiede a Villa Bartolomea, in provincia di Verona, dove già da giorni era stata individuata la circolazione del virus.
In applicazione del Piano Regionale di Prevenzione, Sorveglianza e Risposta alle Arbovirosi 2026 – aggiornato con DGR n. 273 del 28 aprile 2026 – l’ULSS 9 Scaligera, in raccordo con i Comuni interessati, aveva già attivato tutte le misure di prevenzione e sorveglianza previste dal Piano, con particolare attenzione al rafforzamento dei controlli e degli interventi di verifica delle positività larvali sul territorio.
Cosa fare per prevenire
Si richiama inoltre l’attenzione della cittadinanza sull’importanza delle misure di prevenzione da adottare nelle aree private, che rappresentano uno degli strumenti più efficaci per il controllo delle zanzare. Si raccomanda pertanto di eliminare i ristagni d’acqua, svuotando regolarmente sottovasi, secchi, annaffiatoi e altri contenitori, nonché di mantenere correttamente coperti serbatoi e cisterne. È altresì importante effettuare periodicamente trattamenti larvicidi nei tombini e nelle caditoie presenti nelle proprietà private.
Si raccomanda inoltre l’adozione di adeguate misure di protezione individuale, in particolare dal crepuscolo all’alba quando la zanzara (Culex pipiens) – che può trasmettere questo virus – è attiva, quali l’utilizzo di repellenti cutanei idonei (contenenti come principio attivo, ad esempio, DEET o Icaridina), l’impiego di zanzariere alle finestre. La collaborazione attiva dei cittadini è fondamentale per limitare la diffusione dei vettori e contribuire all’efficacia delle misure di prevenzione e controllo attuate dalle autorità sanitarie.
di Redazione AltovicentinOnline
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