Nonostante le risatine degli hater che puntualmente spuntano sotto le notizie che riguardano il caldo, quando questo è eccezionale, c’è il dramma. Con il caldo estremo si muore sui posti di lavoro e molti “fragili” non reggono. Il loro cuore cede. Ma non è tutto. Il pensiero dovrebbe correre a chi un condizionatore non può permetterselo.
L’ondata di calore che sta investendo l’Italia sta lasciando segni concreti sulla salute pubblica, con due fronti particolarmente critici: i bambini e gli anziani. Nei Pronto soccorso pediatrici si registra un incremento degli accessi stimato tra il 5 e il 10%, secondo la Società italiana di medicina di emergenza e urgenza pediatrica (Simeup). Nelle grandi città l’aumento generale degli arrivi in Emergenza-urgenza sale al 10-15%, riferisce la Società italiana di medicina di emergenza-urgenza (Simeu). A pesare non sono solo le temperature eccezionali, ma anche la carenza cronica di personale nei reparti.
Il quadro clinico: dai colpi di calore alla disidratazione Nei bambini, specie lattanti e più piccoli, la capacità di termoregolazione è limitata: questo li rende vulnerabili a disidratazione, malori da esposizione, lipotimie, febbre, vomito e riacutizzazioni respiratorie e gastrointestinali. Nei casi più gravi si arriva al colpo di calore, un’emergenza medica che richiede intervento immediato. Tra i segnali di allarme da non sottovalutare: sete intensa o rifiuto di bere, bocca secca, pannolini asciutti per molte ore, pianto senza lacrime, irritabilità o sonnolenza marcata; e, per il colpo di calore, temperatura oltre 39-40°C, pelle calda e arrossata, vomito persistente, respiro accelerato, confusione, fino a perdita di coscienza o convulsioni.
La prevenzione “di buon senso”: le 5 regole d’oro La Simeup richiama le famiglie a comportamenti semplici ma decisivi: idratare spesso, anche senza sete; per i lattanti aumentare le poppate. Evitare l’esterno tra le 11 e le 18 e le attività sportive intense nelle ore calde. Vestire leggero e chiaro; cappellino e protezione solare all’aperto. Mantenere freschi gli ambienti, arieggiando nelle ore più miti; usare ventilatori o climatizzatori evitando sbalzi eccessivi. Mai lasciare un bambino da solo in auto, neppure per pochi minuti.
Focus Veneto: allerta gialla per disagio da calore In Veneto è confermata l’allerta gialla (fase di attenzione) per disagio fisico da caldo su tutto il territorio, con condizioni di disagio intenso attese almeno fino a lunedì. Possibili rovesci o temporali, soprattutto su aree montane e pedemontane, nelle ore pomeridiane e serali. Il messaggio è chiaro: programmare le attività, evitare le ore più calde, proteggere le fasce fragili.
Lavoro e caldo estremo: “non è emergenza, è la nuova normalità” Sul fronte lavorativo, il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, richiama gli accordi che consentono la sospensione delle attività in caso di caldo estremo: “A certe temperature e in certe condizioni non si deve lavorare”. Il nodo, sottolinea, è garantire tutele senza perdita di reddito per i lavoratori e senza penalizzazioni per le imprese, dentro una strategia più ampia di adattamento climatico, investimenti in rinnovabili e un modello produttivo che metta al centro sicurezza e qualità della vita.
di Redazione AltovicentinOnline
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