C’è un silenzio che pesa più di qualsiasi parola. E poi c’è un silenzio che unisce. A Schio, nella notte del Santo Patrono, quel silenzio ha avuto il volto di diecimila persone, il passo lento di un’intera comunità e la luce tremolante di migliaia di fiaccole accese per ricordare don Francesco Andreoli e il giovane animatore Alberto Fioretto.

Il suono dei passi e il bagliore delle candele hanno accompagnato un cammino che, più che una processione, è stato un abbraccio collettivo. Un gesto semplice, ma potentissimo, con cui Schio ha scelto di condividere un dolore che appartiene a tutti. Una città intera si è fermata, rinunciando al brusio della festa per lasciare spazio alla memoria. Ad aprire il corteo, lo striscione con una frase di San Giovanni Bosco: “Uno solo è il mio desiderio: vedervi felici nel tempo e per l’eternità”. Parole che, in una serata così, hanno assunto il valore di un testamento spirituale.

Tremila fiaccole, un solo cuore
C’erano tutti.  C’erano famiglie, bambini del Grest, educatori, autorità, anziani, cittadini. Tutti, nel mare tremolante di tremila fiaccole accese per don Francesco e per Alberto, hanno trasformato Schio in ‘presenza’: in un tempo in cui tutto corre veloce e spesso il dolore viene consumato in fretta, la città ha scelto di rallentare. Di non cercare spiegazioni impossibili, di non riempire il vuoto con discorsi, ma con la condivisione. Quando il lungo corteo ha raggiunto l’oratorio salesiano, il silenzio si è trasformato in un applauso lungo, intenso, liberatorio. Un applauso che sembrava voler raggiungere chi non c’era più.

Le parole di don Ivan: dal dolore nasce la speranza
Don Ivan Ghidina ha parlato di giorni durissimi per le famiglie di don Francesco Andreoli e di Alberto Fioretto, segnati da domande che continuano a rincorrersi senza trovare una risposta. Ha ricordato come, di fronte a una tragedia simile, emergano inevitabilmente tutte le fragilità umane, ma anche una straordinaria vicinanza da parte dell’intera comunità. Soffermandosi sulla figura di Alberto, uno degli animatori dell’oratorio, ne ha sottolineato la capacità di donarsi agli altri con entusiasmo, sorrisi e vitalità. Un’eredità che, secondo il direttore dei Salesiani, rappresenta oggi un piccolo ma prezioso segno di speranza: la loro scomparsa, pur nel dolore, richiama tutti a riscoprire e far emergere il bene presente in ciascuno di noi.

Il messaggio della sindaca
“Migliaia di persone hanno scelto di esserci. In silenzio. Con una candela tra le mani e con il cuore rivolto ad Alberto e don Francesco, alle loro famiglie e a tutti coloro che stanno vivendo giorni di immenso dolore. Le immagini parlano da sole: una comunità che ha camminato unita perché la vicinanza più sincera spesso si esprime semplicemente con una presenza-questo il pensiero della sindaca Cristina Marigo, che ha affidato alla città- Questa sera Schio ha mostrato il suo volto più autentico. Una città capace di fermarsi, di stringersi attorno a chi soffre e di trasformare la festa del Patrono in un grande abbraccio collettivo. Un grazie di cuore alla Comunità Salesiana, alla Parrocchia di San Pietro, alle Forze dell’Ordine, alla Polizia Locale, alla Croce Rossa Italiana, agli Scout, ai volontari e a tutti coloro che hanno contribuito all’organizzazione di questo momento. E grazie a ciascuno di voi”.

“Per noi Alberto era come l’aria”
Il momento più intenso è arrivato con le parole del padre del giovane Alberto. Una testimonianza che ha palpato l’anima e il cuore di ogni persona.  “Per noi Alberto era come l’aria”. Ha confidato di essere rimasto senza parole davanti alla folla raccolta in piazza: non si aspettava tutta quella folla per Alberto. Un’onda di affetto per lui e per la sua famiglia che ha rischiato di travolgerlo ma che gli ha fatto sentire l’amore di una intera comunità.

 

L’ultimo saluto: Schio si prepara ai funerali
Intanto, la città si prepara a dare l’ultimo saluto a don Francesco e ad Alberto. I funerali congiunti sono previsti per venerdì alle 18.30 al PalaRomare, salvo diverse disposizioni dell’autorità giudiziaria. La celebrazione resta subordinata al rilascio del nullaosta, atteso nelle prossime ore, ma la macchina organizzativa è già pienamente operativa. I Salesiani, insieme ai familiari di don Francesco e di Alberto, stanno lavorando per definire ogni dettaglio di una cerimonia che si preannuncia partecipatissima. Anche il Comune è impegnato nella predisposizione del piano logistico e delle misure di sicurezza per accogliere nel modo migliore le migliaia di persone attese.

di Redazione AltovicentinOnline

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