Doveva essere la discussione di una mozione contro la diffusione di simboli neofascisti e le affissioni abusive. Si è trasformata, invece, in un duro faccia a faccia politico tra il consigliere Kaabouri e il presidente Andrea Zorzan, con accuse reciproche, richiami al regolamento e un clima che ha infiammato l’ultima seduta del consiglio comunale di Thiene.

Ad accendere la scintilla è stato il consigliere di Alleanza Verdi e Sinistra Alaeddine Kaabouri che, prima di leggere la propria mozione, ha estratto una bandiera della Palestina annunciando l’intenzione di esporla sul banco. “Prima di leggere attaccherò la bandiera palestinese qua e la lascerò qua”, ha detto. Un gesto che ha provocato l’immediato intervento del presidente del consiglio comunale Andrea Zorzan, esponente del Partito Democratico: “la tolga, in consiglio comunale non si possono esporre simboli”.

Da quel momento il confronto si è rapidamente spostato dal tema della mozione allo scontro politico tra il consigliere di AVS e il presidente del parlamentino thienese. “Ha perso un’occasione per fare una bella figura”, ha detto Kaabouri. “No, la brutta figura la sta facendo lei”, ha replicato Zorzan.

Lo scambio è proseguito con toni sempre più accesi, fino a quando il presidente ha chiesto la parola come consigliere comunale e rappresentante del Partito Democratico.
“Il suo continuo puntiglio nei confronti del Partito Democratico ha raggiunto livelli esageratamente inopportuni”, ha affermato Zorzan. “Se intende trasformare quest’aula nella sua campagna elettorale personale e aprire uno scontro permanente all’interno del centrosinistra, se ne assuma la responsabilità”. Ma non solo.  Ha poi fatto riferimento anche ad alcuni post pubblicati sui social dal consigliere di AVS, accusandolo di presentare le proprie posizioni come “valoriali” e quelle degli altri come “strumentali”. Kaabouri ha respinto le accuse, negando di aver aperto una polemica personale: “Non c’è nessuna campagna elettorale. Se mai vi candidate siete voi, non io”.

La discussione è poi entrata nel merito della mozione presentate da Kaabouri, respinta dall’aula. Ma il vero titolo della serata era ormai un altro. Perché dietro quella bandiera palestinese, dietro il richiamo al regolamento e dietro il botta e risposta sempre più acceso tra Kaabouri e Zorzan, è emerso uno scontro politico che va ben oltre il singolo episodio.

Il 2027 non è poi così lontano. In politica, soprattutto nelle dinamiche di un Comune, un anno è il tempo necessario per costruire alleanze, marcare differenze e iniziare a posizionarsi.E a Thiene, sembra che i motori abbiano già iniziato a rombare.

di Redazione AltovicentinOnline

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