L’emergenza caldo si allarga e con essa aumentano le misure per proteggere chi lavora sotto il sole o in ambienti con temperature estreme. La Regione Veneto corre ai ripari: il presidente Alberto Stefani ha firmato una nuova ordinanza che rafforza le disposizioni già adottate a metà giugno. Da domani, 2 luglio, e fino al 31 agosto, lo stop dalle 12.30 alle 16 riguarderà anche chi opera nei cantieri stradali, nella logistica di piazzale e i lavoratori impegnati nella consegna di beni in ambito urbano con biciclette, e-bike, scooter e motocicli. Attività svolte quasi esclusivamente all’aperto, spesso senza alcuna possibilità di trovare riparo dal sole nelle ore più critiche della giornata.

Il documento, peraltro, raccomanda ai datori di lavoro di valutare nell’ambito dell’organizzazione, la rimodulazione degli orari di svolgimento delle prestazioni.

Il nuovo provvedimento, in vigore dal 2 luglio fino al 31 agosto, quindi, vieta lo svolgimento dell’attività lavorativa in condizioni di esposizione prolungata al sole dalle ore 12:30 alle ore 16, sull’intero territorio regionale nelle aree o zone interessate dallo svolgimento anche di attività lavorative svolte nei cantieri stradali, nella logistica di piazzale e nella consegna di beni per conto altrui, in ambito urbano, con l’ausilio di velocipedi o veicoli a motore a due ruote che comportano una esposizione prolungata al sole. Inoltre, le stesse disposizioni valgono nei luoghi di produzione del vetro artistico che determinano l’esposizione ad ambienti termici severi.

Tutto questo ha valore nelle giornate e nelle aree del territorio regionale in cui il sistema di previsione del rischio elaborato dal progetto Worklimate (INAIL-CNR) segnali un livello di rischio “alto” (ore 12) per i lavoratori esposti al sole e impegnati in attività fisica intensa.

L’ordinanza conferma l’applicazione nei casi in cui, nonostante l’adozione delle misure di prevenzione previste dalla normativa vigente e dalle linee guida regionali, permangano rischi rilevanti per la salute dei lavoratori derivanti dall’esposizione al calore. Restano validi eventuali accordi aziendali che prevedano misure di tutela equivalenti o più tutelanti per i lavoratori.

La Regione raccomanda inoltre il ricorso alle Linee di indirizzo in tutte le attività svolte all’aperto e negli ambienti chiusi non climatizzati influenzati dalle condizioni meteorologiche esterne. Sono esclusi dal divieto gli interventi di pubblica utilità, protezione civile e salvaguardia della pubblica incolumità effettuati dalle Pubbliche Amministrazioni, dai concessionari di pubblico servizio e dai relativi appaltatori, purché siano adottate adeguate misure organizzative e di sicurezza per ridurre il rischio da esposizione al caldo da parte dei datori di lavoro.

 

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