Nelle pagine di “I miei giorni alla libreria Morisaki”, di Satoshi Yagisawa, la protagonista trova rifugio in una piccola e polverosa libreria, gestita dallo zio. Seppur inizialmente diffidente, scopre pian piano che tra stretti scaffali e volumi usati, si nasconde qualcosa di molto prezioso e che proprio qui può prendere forma una nuova rinascita.

E’ un romanzo che parla di libri, non c’è dubbio, ma anche e soprattutto di quei luoghi che sanno accogliere, ascoltare e prendersi cura di noi nei giorni più difficili.

Leggendolo, veniamo trasportati nelle strette stradine del quartiere di Jinbōchō, colme di librerie di ogni tipo, dove il tempo sembra rallentare e ogni negozio custodisce una storia.

1870, Jinbōchō, Tokyo

Prestigiose università giapponesi, come la Meiji, la Chūō e la Nihon, iniziano la loro attività. Ecco allora che le librerie e i negozi di libri usati iniziano a prosperare sempre di più.

1914, Jinbōchō, Tokyo

Un incendio colpisce il quartiere, che viene raso completamente al suolo, distruggendo quattromila edifici nel suo divampare. Sulle sue ceneri Shigeo Iwanami, professore universitario, apre una nuova libreria che crescerà fino a diventare la Iwanami Shoten, ad oggi una delle case editrici più importanti in Giappone.

A poco a poco altre case editrici, seguendone l’esempio, apriranno nel quartiere, che diventerà un luogo di ritrovo per autori, studenti universitari e intellettuali.

Oggi, Jinbōchō, distretto di Chiyada, Tokyo.

Jinbōchō conta ormai più di 180 librerie di ogni tipo. In questa zona, infatti, ogni libreria ha la sua specializzazione. C’è chi vende solo testi accademici e chi solo copioni teatrali; alcune librerie molto particolari vendono vecchi albi illustrati o raccolte di fotografie.

Tra queste vi sono anche librerie molto famose come la Issedo, negozio di libri e mappe antiche; l’Ogawa Tosho Ltd, specializzata in letteratura inglese e americana; l’Infinity Books, una sorta di bar in cui è possibile accompagnare una buona birra alla lettura; la World Antiquarium Book Plaza, un vero e proprio museo del libro con testi di grandissimo valore; e ancora, l’Anegawa Book Store, libreria interamente devota ai gatti.

Insomma, ogni libreria, che sia piccola o grande, famosa o meno, ha le sue unicità, che fanno di Jinbōchō un quartiere intrigante e fuori dal comune. A rendere l’atmosfera di questo quartiere ancora più elettrizzante, vi è poi la fiera di libri usati di Kanda.

Solitamente allestita verso fino ottobre o inizio novembre, questa fiera dura una settimana, nel corso della quale ogni libreria espone su carrelli e bancarelle tantissimi volumi rari, usati o vintage. Ecco allora come una volta all’anno, amanti della lettura, vecchi o giovani, si riversano nelle strade del quartiere per immergersi tra i libri e lasciare ad un altro giorno tutto il resto.

Martina Furlan

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