“La denuncia fatta da un’esponente della Rete Pfas Zero sulla pesante contaminazione da Pfas riscontrata nelle uova prelevate in un pollaio della zona di Vicenza obbliga a una rapida verifica. E ripropone in maniera evidente il tema dei monitoraggi e di una informazione, puntuale e costante, riguardante la filiera alimentare nelle zone rossa e arancione. Su questo la Regione è palesemente in grave ritardo”. Lo dicono i consiglieri regionali del Pd veneto, Chiara Luisetto, vicepresidente della commissione Sanità, e Antonio Dalla Pozza, vicecapogruppo dem. I due avevano presentato a giugno un’interrogazione per sollecitare la massima trasparenza. “Il Piano di sorveglianza che doveva dare alle popolazioni e alle aziende agricole della Zona Rossa e della Zona Arancione un quadro aggiornato della contaminazione da Pfas sui prodotti vegetali, risale infatti alla fine del 2023. Eppure, a quasi due anni e mezzo di distanza, dopo il lavoro dell’Istituto superiore di sanità, dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie e del Dipartimento Dafnae dell’Università di Padova, non risulta alcuna pubblicazione ufficiale degli esiti”, segnalano Luisetto e Dalla Pozza. Quei dati riguardano la salute di chi vive e produce “in territori che convivono con la contaminazione da Pfas da anni. Vogliamo avere spiegazioni dall’assessore Gerosa- concludono- e ottenere una data precisa di pubblicazione. I cittadini e gli agricoltori hanno il diritto di sapere. Soprattutto alla luce di questa denuncia”.

“Regione trasparente su Pfas”

“La Regione è da tempo concretamente impegnata nella risoluzione della problematica dell’inquinamento da Pfas di una parte del territorio veneto. Impegno profuso sul piano sanitario, con un’ampia attività di assistenza e prevenzione, sul piano infrastrutturale, con investimenti milionari nel risanamento delle reti idriche, nonché sul piano giudiziario, avendo attivato ogni sforzo possibile in sede giurisdizionale per tutelare i diritti e la salute dei Veneti”. Alle accuse del Pd su ritardi in termini di monitoraggio trasparenza sui Pfas, rispondono così i capigruppo Matteo Pressi (Stefani Presidente) e Riccardo Barbisan (Lega-Liga veneta) che aggiungono: “I dati richiesti dai colleghi non sono nella immediata disponibilità della Regione. La loro pubblicazione è sottoposta all’assenso dell’Istituto superiore di sanitá, a oggi non ancora pervenuto -si presume- per ragioni legate alla necessità di validare le evidenze raccolte prima della loro diffusione. Non c’è quindi alcuna volontà di celare i dati o di abbassare la guardia sulla problematica dei Pfas. Sulla determinazione con la quale la Regione ha affrontato la problematica, parlano le azioni concrete fin qui intraprese e le azioni pianificate, in corso di esecuzione”. Sulla salute dei cittadini “evitiamo polemiche, anche considerando il fatto che dovrebbe essere noto ai colleghi che i dati sono detenuti dall’Iss”, concludono Pressi e Barbisan.

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