di Nicola Perrone
L’incubo alito. Lo ha ricordato Paolo Mieli parlando di Silvio Berlusconi che parlando dell’ultimo anno del suo governo, durato 5 anni, lo giudicò il peggiore di tutti. Ogni giorno accerchiato dai politici che si aspettavano o il premio della riconferma o quello della messa in lista. Ogni momento a tiro di fiato di questo e quello. Ed è storia l’ossessiva cura di Silvio Berlusconi per l’effluvio orale. Arrivò addirittura ad un ordine di servizio: attenzione, meglio mettersi in bocca una mentina prima di parlare a qualcuno. Molti ricordano il Cavaliere che distribuiva di persona caramelle alla menta a tutti quelli che incontrava, chiunque decidesse di parlargli da vicino doveva avere un alito sicuro, non mortale.
Anche Trump consuma chili di caramelle alla menta, nei suoi ‘faccia a faccia’ il suo alito deve essere all’altezza del ruolo di comandante in capo. E guai a starnutire o tossire nelle vicinanze, arriva la guardia del corpo e ti sposta altrove. Tornando in Italia c’è anche la leggenda Giulio Andreotti, sette volte presidente del Consiglio. Anche lui terrorizzato dalla troppa vicinanza fisica. Incontrava centinaia di persone al giorno e a chi parlava ‘pesante’ con gesto cortese sul tavolo allungava una caramella. Soprattutto durante la prima repubblica i corridoi parlamentari erano il regno dei sussurri all’orecchio, e tutti i leader avevano scorte di pastiglie Valda in tasca da offrire al sussurrante.
Poi c’è Angela Merkel, la Cancelliera di ferro, che ha il terrore dei cani, messa in seria difficoltà una volta da Putin, l’autocrate russo, che durante un incontro fece entrare in sala il suo gigantesco labrador nero per intimorirla davanti a tutti. Mentre si narra che Giulio Cesare, Napoleone, Hitler e Mussolini avevano una folle paura dei gatti. Pure Winston Churchill, che guidò il Regno Unito nella Seconda Guerra mondiale, quando soggiornava in albergo voleva ci fossero sempre due letti singoli. Se di notte si svegliava e le lenzuola erano troppo calde si trasferiva nell’altro.
Anche se ciccio e non proprio con un fisico invidiabile, Churchill detestava gli abiti e quando lavorava da casa a qualche segretario chiamato a prendere appunti era toccato vederselo comparire nudo e prendere appunti mentre girava così per le stanze. Anche Nixon, cacciato dalla Casa Bianca dopo lo scandalo Watergate, aveva la fissa del fuoco scoppiettante nel camino, tanto da tenerlo acceso alla Casa Bianca anche durante l’estate mandando al massimo l’aria condizionata. Collaboratori congelati, mentre lui se ne stava al calduccio davanti al fuoco.
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