L’appello bipartisan dei sindaci dei nove maggiori Comuni vicentini riapre la partita per Palazzo Nievo e rimette al centro il modello della ‘Casa dei Comuni’ in vista delle prossime elezioni provinciali. Per i primi cittadini firmatari la Provincia non deve trasformarsi nell’ennesimo terreno di scontro tra centrodestra e centrosinistra. È questo il messaggio politico che emerge dal documento sottoscritto dai sindaci dei nove Comuni più popolosi del Vicentino: un fronte trasversale che unisce il democratico Giacomo Possamai al leghista Nicola Finco, passando per amministratori civici di diversa collocazione.
Una fotografia che, più delle parole formali del comunicato, racconta la vera portata dell’iniziativa, perché dietro la richiesta ufficiale di ‘rilanciare la Provincia come autentica Casa dei Comuni’ c’è un messaggio preciso: riportare Palazzo Nievo al centro di una collaborazione tra territori, sottraendolo alla logica della contrapposizione permanente tra schieramenti.
Chi firma l’appello: un asse trasversale che pesa
Il documento arriva in un momento tutt’altro che casuale. A novembre si voterà per il rinnovo del Consiglio provinciale e, all’inizio del 2027, sarà la volta del nuovo presidente. Due appuntamenti destinati a ridisegnare gli equilibri politici del territorio. A sottoscrivere l’appello sono i sindaci di Vicenza, Bassano del Grappa, Schio, Valdagno, Arzignano, Montecchio Maggiore, Thiene, Lonigo e Cassola. Un gruppo che attraversa l’intero arco politico: dal Partito Democratico alla Lega, passando per amministratori civici di area centrodestra e centrosinistra.
Non è un dettaglio: nelle elezioni provinciali il voto è ponderato in base alla popolazione dei Comuni amministrati. Tradotto: i firmatari rappresentano una quota decisiva del peso elettorale che eleggerà il prossimo Consiglio provinciale. Più che un manifesto d’intenti, quello dei nove sindaci è quindi un segnale politico destinato a incidere sui futuri equilibri di Palazzo Nievo.
La riforma Delrio, il convitato di pietra
Nel mirino finisce, inevitabilmente, la riforma Delrio del 2014 che, scrivono i 9 sindaci, “ha lasciato le Province in una sorta di ‘terra di mezzo’: non più enti eletti direttamente dai cittadini, ma nemmeno istituzioni ripensate in modo organico e coerente. Una riforma rimasta a metà, che ha modificato il sistema elettorale senza ridefinire con altrettanta chiarezza ruolo, funzioni, risorse e prospettive delle Province”. Tradotto: un ente indebolito sulla carta, ma costretto ogni giorno a garantire servizi essenziali, perché, nonostante anni di incertezze normative e finanziarie, le Province hanno continuato a garantire manutenzione delle scuole superiori, viabilità, pianificazione territoriale, protezione civile e difesa idrogeologica. Un lavoro spesso poco visibile, ma decisivo per la vita quotidiana dei cittadini.
Il ritorno della Casa dei Comuni
Da questa analisi nasce anche la proposta politica contenuta nel documento. I sindaci chiedono di recuperare quello spirito unitario che per anni ha caratterizzato la Provincia di Vicenza. “Riteniamo che sia necessario rilanciare la Provincia come autentica Casa dei Comuni”, scrivono, ricordando una stagione nella quale amministratori di sensibilità politiche differenti seppero costruire un percorso comune, mettendo al centro territori e comunità locali.
I sindaci condividono ogni giorno gli stessi problemi: scuole, strade, dissesto idrogeologico, imprese, famiglie e proprio per questo la Provincia dovrebbe restare il luogo della collaborazione istituzionale, più che della contrapposizione politica.
Il messaggio ai partiti: rispetto, ma fate un passo di lato
È probabilmente il passaggio più politico dell’intero documento. I sindaci aprono con un riconoscimento quasi solenne del ruolo dei partiti, definiti “un pilastro fondamentale della nostra democrazia”. Una premessa che sembra voler disinnescare qualsiasi accusa di antipolitica. Ma è subito dopo che arriva il punto: proprio perché i partiti hanno il loro ruolo, le elezioni provinciali dovrebbero diventare il luogo della sintesi tra amministratori e non della contrapposizione tra schieramenti. Il sottotesto è difficile da ignorare. La Provincia viene descritta come uno spazio in cui dovrebbero prevalere gli interessi dei territori sulle logiche di partito. E quando i sindaci dei Comuni più popolosi annunciano di volersi “assumere una responsabilità”, il messaggio assume un peso ulteriore: non aspettare che siano le segreterie a costruire l’intesa, ma provarci direttamente tra amministratori locali. “Ci impegniamo a lavorare, fin dalle prossime settimane, per favorire un confronto aperto e costruttivo tra tutti gli amministratori locali e tra tutte le forze politiche e civiche del territorio, con l’obiettivo di ricostruire quello spirito unitario che ha rappresentato l’esperienza più significativa della vita istituzionale della Provincia di Vicenza”. Per questo i nove sindaci annunciano di voler assumere direttamente una responsabilità politica: promuovere un confronto tra tutti gli amministratori e favorire, già in vista delle elezioni di novembre, un percorso unitario sul modello delle liste Casa dei Comuni Nord e Casa dei Comuni Sud del 2021.
Lo sguardo è già rivolto al 2027
Ma il vero segnale guarda oltre il prossimo voto. I firmatari parlano apertamente anche dell’elezione del presidente della Provincia prevista nel 2027, auspicando una candidatura condivisa, autorevole e rappresentativa dell’intero territorio. Un invito al dialogo che, inevitabilmente, assume anche il valore di un messaggio rivolto ai partiti. “. Non intendiamo rinunciare alle nostre identità né chiediamo ad altri di farlo. Al contrario, crediamo che la ricchezza del pluralismo possa trovare nella Provincia un luogo di sintesi istituzionale, nel quale prevalgano il senso di responsabilità, il rispetto reciproco e la volontà di costruire insieme le migliori risposte per il nostro territorio”.
Il finale è una sorta di chiamata alla responsabilità. Le grandi sfide che attendono il vicentino tra infrastrutture, sicurezza idraulica, edilizia scolastica, ambiente, competitività delle imprese e sviluppo delle aree montane, non possono essere affrontate da Comuni isolati né da una Provincia ridotta a semplice spettatrice.
La partita è aperta e il documento dei nove sindaci segna il primo vero atto politico della corsa alle elezioni provinciali. Dietro il richiamo all’unità si intravede un messaggio preciso: chi vorrà guidare Palazzo Nievo dovrà dimostrare di saper rappresentare tutti i Comuni, non soltanto uno schieramento politico.
di Redazione AltovicentinOnline
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