Le fiamme hanno distrutto l’officina, ma non la determinazione di ricominciare. Mentre gli investigatori continuano a scavare tra le macerie per risalire alle cause del devastante incendio che ha divorato la ‘Marsetti Gomme’ , il sindaco di Malo affida ai social un appello semplice quanto urgente: “cercasi capannone in affitto per attività di autofficina e gommista, da 250 a 1000 metri quadrati, preferibilmente con piazzale, in zona Isola Vicentina-Malo”.
Un annuncio essenziale, corredato dai recapiti dell’azienda, che rappresenta molto più di una semplice ricerca immobiliare. Un primo passo per rimettere in moto un’attività spazzata via in poche ore da un incendio che ha provocato danni ingenti e lasciato senza sede l’azienda di Moreno Marsetti. La necessità di trovare al più presto una nuova struttura nasce anche dal fatto che il capannone distrutto resta sotto sequestro, a disposizione della Procura, che ha aperto un’inchiesta per chiarire le cause del rogo e individuare eventuali responsabilità. Fino al termine degli accertamenti, quell’area rimarrà il centro dell’attività investigativa.

Un territorio che si è stretto attorno al suo sindaco
Nei giorni successivi all’incendio, la risposta del territorio non si è fatta attendere. Attorno a Moreno Marsetti si è sviluppata una mobilitazione spontanea che ha coinvolto cittadini, imprenditori, associazioni e amministratori locali, ben oltre i confini di Malo. Messaggi di solidarietà, telefonate, visite e manifestazioni di vicinanza hanno riempito le ore più difficili del sindaco-imprenditore. Una dimostrazione di affetto che ha unito persone di sensibilità e appartenenze diverse, accomunate dalla volontà di sostenere chi ha visto andare in fumo il lavoro di una vita.
Ora, però, la solidarietà è chiamata a trasformarsi in qualcosa di ancora più concreto. La ricerca di un capannone rappresenta il tassello fondamentale per consentire all’officina di ripartire e ai dipendenti di tornare al lavoro il prima possibile.

Telecamere, testimoni e lettori targhe: la caccia ai responsabili
Parallelamente, le indagini proseguono senza sosta. Sono giornate di intenso lavoro per i carabinieri della Compagnia di Schio, impegnati a raccogliere ogni elemento utile per ricostruire quanto accaduto. Gli investigatori stanno analizzando le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private presenti nella zona, ascoltando testimoni e incrociando i dati dei sistemi automatici di lettura delle targhe installati lungo le principali vie di accesso e di uscita dall’area. Ogni passaggio, ogni veicolo, ogni dettaglio potrebbe contribuire a ricostruire la dinamica dei fatti e gli eventuali movimenti di chi potrebbe aver avuto un ruolo nell’incendio. L’obiettivo è definire nel più breve tempo possibile un quadro investigativo preciso, così da indirizzare gli accertamenti verso piste fondate.

La risposta è ripartire
Mentre la magistratura e le forze dell’ordine lavorano per dare un nome e un volto agli eventuali responsabili, Moreno Marsetti guarda già oltre le macerie. Il messaggio pubblicato sui social non è soltanto una richiesta di aiuto, ma la dichiarazione di una volontà precisa: riaprire, riprendere a lavorare e non lasciare che siano le fiamme a scrivere l’ultima pagina di questa vicenda. ” Il Team Marsetti non si ferma, stiamo già lavorando per ritornare ad offrirvi i nostri servizi il prima possibile-scrive sempre sui social- Il vostro sostegno e la vostra vicinanza in questo momento, è per noi una risorsa preziosa. Un sentito grazie per tutto il supporto emotivo che ci state offrendo”.
di Redazione AltovicentinOnline
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