È andato in pensione uno dei medici di famiglia che la comunità di Thiene difficilmente dimenticherà. Massimo Dal Zotto, residente ai Cappuccini e per anni punto di riferimento nel suo ambulatorio di via Garibaldi, da questa settimana si gode il meritato riposo. Eppure aveva tentato di prolungare la propria attività, chiedendo all’Ulss 7 Pedemontana di poter continuare a esercitare la professione con un carico di assistiti ridotto. Essendo già medico massimalista, però, l’azienda sanitaria non ha accolto la richiesta.

Dal Zotto è stato il classico medico di famiglia “di una volta”: sempre presente, disponibile e capace di instaurare con i propri assistiti un rapporto che andava ben oltre quello professionale. Per molti era diventato un punto di riferimento, tanto che oggi diversi pazienti confessano di sentirsi smarriti dopo il suo pensionamento.

«È stato il mio medico di famiglia e ieri c’è stato il click day per la scelta del nuovo medico – racconta Alessia Gamba –. Allo scoccare della mezzanotte e un minuto ho presentato la domanda per la dottoressa nuova, ma è scoppiato il caos: numeri telefonici che non funzionavano oppure che deviavano alla portineria dell’ospedale Boldrini, dove il centralinista, esasperato, finiva per prendersela con noi utenti. L’Ulss 7 ci ha chiesto scusa per i disagi di queste ore, ma abbiamo riscontrato una disorganizzazione davvero incredibile».

A salutare il medico è anche il sindaco di Thiene, Giampi Michelusi, che con Dal Zotto condivide un rapporto di lunga data.

«Con il dottor Massimo Dal Zotto mi lega un’amicizia nata ai tempi dell’oratorio e proseguita negli anni della scuola. Ho sempre conosciuto una persona seria, meticolosa, preparata e profondamente disponibile nei confronti dei suoi numerosissimi pazienti. È stato anche il mio medico di fiducia e ho avuto modo di apprezzarne non solo le qualità professionali, ma anche la grande sensibilità umana.

In molte occasioni ci siamo confrontati sulle problematiche della sanità pubblica, condividendo riflessioni e preoccupazioni con autentico spirito di servizio. Sono certo che i suoi pazienti conserveranno un ricordo affettuoso e riconoscente di un medico attento, competente e capace di ascoltare, qualità sempre più preziose nella professione medica.

A Massimo rivolgo i migliori auguri per questa meritata pensione. Mi auguro, però, che la sua esperienza, la sua competenza e il suo straordinario patrimonio umano non vadano dispersi, ma possano continuare a essere messi a disposizione della comunità, magari in nuove forme e in altri ambiti di impegno».

E, a quanto pare, questo auspicio potrebbe realizzarsi presto. Dal Zotto, infatti, non è una persona che sa stare con le mani in mano e avrebbe già offerto parte del suo tempo da pensionato al servizio di diverse realtà del territorio, confermando ancora una volta quello spirito di disponibilità che lo ha sempre contraddistinto.

di redazione AltovicentinOnline

 

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