Gentile Redazione,
vi scrivo perché, ogni volta che si parla di natalità, di sostegno alle famiglie e delle difficoltà di essere genitori, si sentono tante belle parole. Poi, però, nella vita di tutti i giorni, sembra che nulla cambi davvero.
Prendiamo il calendario scolastico del prossimo anno. Mi chiedo con quale criterio sia stato deciso di sospendere le lezioni il 29 e il 30 aprile, quando il 1° maggio, Festa dei Lavoratori, cade di sabato. Nella maggior parte delle aziende quei due giorni non saranno festivi e molti genitori dovranno comunque andare al lavoro.
Chi si occuperà dei bambini? Ancora una volta saranno le famiglie a dover trovare una soluzione, chiedendo permessi, ferie o pagando una baby sitter.
La cosa che trovo ancora più difficile da comprendere è che, invece, in occasione del 2 giugno, che cade di mercoledì, non è stato previsto alcun ponte, nonostante molte aziende potrebbero organizzarsi in quel senso.
Mi domando se, quando vengono predisposti i calendari scolastici, qualcuno tenga davvero conto delle esigenze concrete delle famiglie e dei genitori lavoratori. Perché è facile parlare di sostegno alla genitorialità, ma poi sono le scelte pratiche a fare la differenza.
La mia non vuole essere una polemica sterile, ma una riflessione. Credo che un calendario scolastico dovrebbe cercare, per quanto possibile, di conciliare le esigenze della scuola con quelle delle famiglie, evitando di creare ulteriori difficoltà organizzative.
Spero che questa mia considerazione possa trovare spazio sulle vostre pagine e magari aprire un confronto su un tema che riguarda tante persone.
Con cordialità,
Marta Corradin
Cogollo del Cengio
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