Un risultato che premia un progetto ancora giovane e che aggiunge un nuovo tassello alla crescente attenzione verso la ristorazione dell’Altopiano.

Un nuovo importante riconoscimento accende i riflettori sulla ristorazione dell’Altopiano di Asiago. Lemelae, il ristorante di Gallio guidato dallo chef Andrew Lunardi, è entrato nella selezione della Guida Michelin, figurando tra le novità nella categoria dedicata alla cucina creativa e contemporanea.

Un traguardo significativo per un progetto giovane, nato nel 2023, che in pochi anni ha saputo costruire una propria identità puntando su una cucina profondamente legata alla montagna, ma capace di reinterpretarla attraverso tecniche e sensibilità contemporanee.

Una cucina che parte dall’Altopiano

Alla base della proposta di Lemelae c’è il territorio. Non soltanto come fonte di ingredienti, ma come elemento centrale della filosofia del ristorante.

Boschi, pascoli, allevamenti e produzioni locali entrano nei piatti attraverso un lavoro di ricerca che privilegia il rapporto diretto con agricoltori, allevatori e piccoli produttori. Formaggi, carne, uova, selvaggina, erbe spontanee e altri prodotti vengono scelti seguendo la stagionalità e cercando di valorizzare ciò che l’Altopiano offre.

Particolare attenzione viene riservata anche alla brace e alla cottura sul fuoco, diventate una delle caratteristiche del ristorante. Il calore, la fiamma e il forno a legna non sono semplicemente tecniche di cucina, ma strumenti attraverso i quali lo chef cerca di esprimere i profumi e i caratteri della montagna.

Tra le materie prime utilizzate spicca anche la pecora di Foza, simbolo di un approccio che punta a riscoprire e valorizzare prodotti fortemente identitari.

L’esperienza di Andrew Lunardi

Dietro al progetto c’è Andrew Lunardi, chef nato ad Asiago nel 1996. Prima di tornare sull’Altopiano, Lunardi ha maturato esperienze professionali in diversi Paesi e territori europei, lavorando tra Danimarca, Svezia, Alto Adige e Londra, anche in realtà di alta ristorazione.

Un percorso che ha contribuito a definire lo stile di Lemelae: da una parte le influenze della cucina nordica, dall’altra la volontà di mantenere un legame concreto con la terra d’origine.

Al suo fianco opera il sous-chef Riccardo Tiella. Il lavoro della brigata si concentra sulla ricerca di nuovi equilibri, sulle fermentazioni e sulle tecniche di conservazione, senza perdere di vista la riconoscibilità degli ingredienti.

Un progetto che coinvolge anche il territorio

La filosofia del ristorante non si limita alla cucina. Lemelae ha scelto di costruire una rete di collaborazioni con realtà produttive locali, privilegiando una filiera corta e rapporti diretti.

Anche l’orto situato davanti al locale segue questa impostazione e contribuisce alla disponibilità di prodotti stagionali. Durante i mesi estivi, inoltre, lo spazio diventa parte dell’esperienza degli ospiti.

La stessa attenzione viene riservata alla selezione dei vini, con una proposta che guarda soprattutto a piccoli produttori italiani e stranieri e a realtà attente alla sostenibilità in vigna e in cantina.

Un riconoscimento che porta Gallio sulla scena gastronomica

L’ingresso nella Guida Michelin rappresenta per Lemelae una conferma del percorso intrapreso e, allo stesso tempo, una vetrina per Gallio e per l’intero Altopiano di Asiago.

A soli tre anni dall’apertura, il ristorante di via Camona si affaccia così sulla scena gastronomica nazionale con una proposta che prova a raccontare la montagna senza fermarsi alla tradizione, trasformando ingredienti, paesaggio e cultura locale in una cucina dal linguaggio contemporaneo.

 

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