La Lega prova a evitare lo scontro frontale, ma la distanza tra Matteo Salvini e la componente del Nord si fa sempre più evidente. Dal palco della Versiliana, Attilio Fontana e Massimiliano Romeo hanno rilanciato la loro proposta per il futuro del partito: una leadership più collegiale, con Luca Zaia in prima fila insieme agli altri governatori del Nord.
L’idea non è quella di sostituire Salvini, almeno formalmente, ma di affiancarlo con una squadra ristretta capace di condividere le principali decisioni. Oltre a Zaia, nella proposta potrebbero trovare spazio il governatore friulano Massimiliano Fedriga, lo stesso Fontana e un rappresentante dei sindaci.
Il tempo indicato per arrivare a una soluzione è breve: il 20 settembre, quando la Lega tornerà a riunirsi a Pontida. È lì che la fronda nordista vorrebbe vedere concretizzarsi il cambiamento, prima che le divisioni interne diventino difficili da ricomporre.
La richiesta di tornare alle origini
Dietro la disputa sulla leadership c’è però una questione più profonda: quale Lega vuole essere il partito nei prossimi anni?
Romeo ha criticato lo spostamento del Carroccio verso una linea sempre più orientata a destra, sostenendo che su quel terreno la Lega rischia di essere oscurata da Giorgia Meloni e Roberto Vannacci. Da qui la richiesta di recuperare le battaglie che hanno segnato la storia del movimento: federalismo, autonomia e centralità dei territori. Fontana ha mantenuto toni più cauti, insistendo sulla necessità di trovare una soluzione condivisa e negando che l’iniziativa sia una semplice battaglia contro Salvini.
Salvini davanti alla scelta
Il segretario, tuttavia, non sembra disposto a rinunciare al proprio ruolo. La sua linea resta quella di mantenere unito il partito e di coinvolgere maggiormente amministratori e dirigenti, senza però accettare una riduzione della propria leadership. Intanto il clima interno rimane teso. Alla Versiliana alcuni contestatori hanno interrotto il confronto con slogan a sostegno di Salvini, a dimostrazione di quanto la contrapposizione sia ormai arrivata anche alla base. Le prossime settimane saranno quindi decisive. Zaia rappresenta il nome simbolo della richiesta di una Lega più federale e legata ai territori, mentre Salvini resta il segretario e il punto di riferimento dell’area sovranista del partito. A Pontida si misurerà la capacità del Carroccio di ricomporre le proprie anime. E soprattutto si capirà se la proposta di una guida condivisa sarà l’inizio di una nuova fase oppure l’anticamera di uno scontro più profondo.
M.L.
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