Lavori sulla rete della fibra ottica, strade danneggiate, materiali di risulta scaricati nelle caditoie e cantieri lasciati con pericolosi dislivelli sull’asfalto. È durissima la presa di posizione del sindaco di Villaverla, Enrico De Peron, che denuncia una serie di episodi avvenuti nelle ultime settimane sul territorio comunale e annuncia una linea di tolleranza zero nei confronti delle imprese incaricate degli interventi. Nel mirino del primo cittadino sono finite alcune ditte impegnate nei lavori per l’allacciamento della fibra ottica di Open Fiber. Secondo quanto riferito dal sindaco, in più occasioni gli interventi sarebbero stati eseguiti senza la necessaria autorizzazione comunale, provocando situazioni di degrado e, soprattutto, potenziali rischi per la sicurezza stradale.
Il primo episodio in via Ghellini
Il caso più grave, secondo la ricostruzione del Comune, risale al 13 agosto, in via Ghellini. Una ditta incaricata dei lavori avrebbe iniziato a operare senza autorizzazione comunale. Durante le operazioni di fresatura, inoltre, l’acqua di risulta, contenente materiale fangoso, sarebbe stata riversata direttamente nelle caditoie pubbliche. Un comportamento che, secondo il sindaco De Peron, avrebbe potuto provocare l’intasamento delle tubature e creare conseguenze particolarmente pericolose in caso di forti precipitazioni. Ma ci sarebbe stato anche un ulteriore episodio contestato: sempre secondo la denuncia di De Peron, gli operatori avrebbero aperto un chiusino dell’illuminazione pubblica per scaricarvi acqua sporca e fango. Di fronte alla situazione, il sindaco ha fatto intervenire immediatamente una pattuglia della Polizia Locale, “che ha redatto un verbale con relativa sanzione”

Il dislivello di cinque centimetri in via Trevisan
Non è finita qui. Il secondo episodio denunciato dal primo cittadino è avvenuto il 26 agosto in via Trevisan. Anche in questo caso, secondo la ricostruzione del sindaco, un’altra ditta impegnata nei lavori per la fibra avrebbe operato senza autorizzazione. L’intervento avrebbe comportato la rimozione dell’asfalto in corrispondenza di alcuni chiusini. Il cantiere sarebbe stato poi abbandonato lasciando sulla carreggiata un dislivello di circa cinque centimetri. Una situazione che De Peron ha definito inaccettabile, considerato il possibile pericolo per pedoni, ciclisti e automobilisti. Il sindaco ha quindi contattato direttamente il responsabile di Open Fiber, dando vita a quello che lui stesso ha definito un confronto “bollente”. La reazione, stando a quanto riferito dal primo cittadino, è stata rapida: dopo circa due ore la ditta è tornata sul posto per provvedere al ripristino dell’asfalto.
“La fibra è importante, ma la sicurezza viene prima”
La vicenda ha spinto il sindaco De Peron ad assumere una posizione particolarmente netta. Il messaggio lanciato dall’amministrazione è chiaro: lo sviluppo della rete in fibra ottica è considerato un servizio importante per la comunità, ma non può avvenire a scapito della sicurezza e del rispetto delle norme. “La fibra è un servizio importante, ma la sicurezza e il rispetto delle regole vengono prima”, è la linea ribadita dal sindaco. De Peron assicura inoltre di voler mantenere alta l’attenzione sul territorio, con controlli e interventi ogni volta che si verificheranno situazioni analoghe.
“Villaverla non è un cantiere a cielo aperto”
Il sindaco promette dunque un presidio costante delle strade comunali e avverte le imprese che saranno chiamate a rispettare le regole. L’obiettivo dichiarato è impedire che gli interventi per la posa della fibra si trasformino in una successione di cantieri lasciati senza adeguati ripristini o realizzati senza le necessarie autorizzazioni.
La conclusione di De Peron è perentoria: “non tollererò che il nostro Comune venga trattato come un cantiere a cielo aperto senza regole”. Una linea dura, dunque, quella annunciata dal Comune di Villaverla, dopo due episodi ravvicinati che hanno acceso i riflettori sulle modalità con cui vengono eseguiti alcuni lavori sulla rete stradale. E per le imprese che operano sul territorio, il messaggio dell’amministrazione è inequivocabile: prima vengono sicurezza, decoro e rispetto delle regole; poi i lavori.
Un protocollo provinciale per evitare disagi e ripristini fatti male
La vicenda di Villaverla si inserisce, peraltro, in un quadro più ampio che nei mesi scorsi aveva già portato le istituzioni vicentine a confrontarsi con le società impegnate nella posa della fibra ottica. A gennaio 2026 la Provincia di Vicenza aveva riunito i sindaci del territorio, il prefetto e i rappresentanti di Open Fiber e FiberCop proprio per affrontare le criticità legate ai cantieri, ai ripristini stradali e alla sicurezza. Tra le richieste avanzate dai Comuni c’erano un referente diretto per i lavori, una programmazione condivisa degli interventi e indicazioni chiare su modalità di scavo e ripristino. Il confronto ha portato, l’11 marzo, alla sottoscrizione del Protocollo operativo per la fibra ottica e i ripristini stradali, firmato dal prefetto di Vicenza Filippo Romano, dal presidente della Provincia Andrea Nardin e dai rappresentanti di Open Fiber e FiberCop. L’intesa, applicabile all’intero territorio provinciale, punta a rafforzare la sicurezza stradale e la tutela del patrimonio pubblico, riducendo i disagi provocati dai lavori e migliorando il coordinamento tra operatori e amministrazioni. Il protocollo prevede inoltre specifici obblighi informativi e un sistema più rapido per segnalare e affrontare le anomalie riscontrate dai Comuni.
Le nuove regole nazionali e il margine d’azione dei Comuni
Nel frattempo, sul piano nazionale, il quadro normativo è cambiato con il decreto-legge 19 febbraio 2026, n. 19, convertito nella legge 20 aprile 2026, n. 50. Il provvedimento ha introdotto una procedura più rapida per alcuni interventi di posa delle infrastrutture a banda ultralarga. In particolare, per lavori che comportano scavi e infilaggi fino a 40 metri e che richiedono la chiusura, parziale o totale, della carreggiata, l’ente proprietario della strada deve adottare i provvedimenti di regolazione della circolazione entro dieci giorni dalla presentazione dell’istanza dell’operatore. Decorso tale termine, i lavori possono essere avviati anche in assenza del provvedimento.
È un meccanismo che punta evidentemente ad accelerare la realizzazione delle reti, ma che rende ancora più importante il coordinamento tra operatori e amministrazioni locali. Ed è proprio su questo terreno che il Protocollo sottoscritto a Vicenza assume particolare rilievo: mentre la normativa nazionale tende a comprimere i tempi delle procedure, ai Comuni resta la necessità di vigilare sulla sicurezza, sulla corretta esecuzione degli interventi e sulla qualità dei ripristini. Il caso di Villaverla mostra dunque quanto possa essere delicato l’equilibrio tra la necessità di accelerare la diffusione della fibra e quella, altrettanto importante, di garantire strade sicure e cantieri eseguiti a regola d’arte.
P.V.
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