Con 32 sì, 14 no e 5 astenuti il consiglio regionale del Veneto ha approvato la legge regionale sul fine vita. Ogni consigliere ha votato per appello nominale con dichiarazione del proprio voto. La comunicazione dell’esito è stata appena data dal presidente dell’emiciclo di palazzo Ferro Fini, Luca Zaia, favorevole al provvedimento. Ora è riunita una conferenza dei capigruppo per definire la prosecuzione dei lavori dell’aula, questa volta sul tema dell’autonomia.
ZAIA : “IL CONSIGLIO REGIONALE HA SCELTO DI NON VOLTARSI DELL’ALTRA PARTE”
“Oggi è una giornata importante per il Veneto. L’approvazione della legge sul fine vita è un atto di responsabilità del Consiglio regionale. È stata una discussione lunga, complessa e profonda, che ha coinvolto le coscienze prima ancora delle appartenenze politiche. Sono orgoglioso di un Consiglio regionale che ha scelto di non voltarsi dall’altra parte e di dare una risposta concreta a persone che vivono condizioni di sofferenza estrema”: Luca Zaia, presidente del Consiglio Regionale commenta sui social l’esito della lunga sessione di lavori che ha portato all’approvazione della legge sul fine-vita.
“IL VENETO HA FATTO LA PROPRIA PARTE”
“Lo abbiamo detto fin dall’inizio: questa legge non introduce il fine vita e non crea un nuovo diritto. Il perimetro è stato tracciato dalla Corte costituzionale. Il Veneto ha scelto di fare la propria parte, nell’ambito delle proprie competenze, organizzando e rendendo più chiare le procedure. È questo il compito della buona politica: ascoltare una domanda che arriva dai cittadini, confrontarsi nel merito e trasformarla in una risposta concreta. Il Veneto ha dimostrato che anche sulle questioni più profonde e divisive si può discutere senza rinunciare alle proprie convinzioni, ma mettendo al centro le persone”.
PRO VITA: “IL GOVERNO MELONI IMPUGNI DAVANTI ALLA CONSULTA LA LEGGE VENETA“
“Il Veneto ha appena approvato la legge sul suicidio assistito. La stessa legge bocciata un anno fa, oggi passa grazie ai voti del centrodestra e alla spinta radicale e martellante di Luca Zaia e del voto favorevole del presidente della Regione, Alberto Stefani. Questa vile vicenda smentisce clamorosamente il programma nazionale della Lega di Salvini, che dichiara il rifiuto esplicito di ogni normativa a favore dell’eutanasia e del suicidio assistito e segue la deriva di Forza Italia. Questi due partiti hanno, di fatto, la responsabilità storica di aver aperto la strada alla cultura della morte in Italia tradendo il mandato datogli dagli elettori di centrodestra.
Chiediamo al Governo Meloni di impugnare davanti alla Consulta la legge veneta sul fine vita perché si tratta di una norma già incostituzionale, come dimostrano le sentenze della Corte su leggi analoghe come nel caso di Toscana e Sardegna. Come associazione che difende la dignità della vita in ogni fase e condizione continueremo a fare pressione e a combattere affinché in Italia non si verifichi l’abbandono totale di fragili e malati e si viri verso una società dello scarto”. Così sul profilo X dei Pro Vita & Famiglia.
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