Prima le tinteggiature, poi il climatizzatore. È la vicenda che parte da un appartamento della Casa Albergo comunale di Thiene, in via Francesco Corradini e che ora approda sui social, sollevando interrogativi sulla gestione degli alloggi destinati agli anziani. A raccontarla è un familiare di un’anziana che fino alla fine di luglio viveva in uno degli appartamenti della struttura comunale. Con il peggioramento delle condizioni di autonomia, la donna ha lasciato l’alloggio per trasferirsi in un’altra struttura.
Una mano di bianco, ma anche una richiesta indigesta: via il climatizzatore dall’alloggio
E fino a qua, tutto ok. Il caso sorgerebbe nel momento in cui al Comune di Thiene viene riconsegnato l’alloggio. Secondo quanto riferito nel gruppo Facebook ‘Sei di Thiene se…’, da A.D.B., i problemi sarebbero sorti quando dagli uffici comunali viene detto di dare una mano di bianco alle pareti e, questa la miccia della contestazione, di togliere il climatizzatore che era stato installato. Una richiesta che, secondo la ricostruzione pubblicata sui social, avrebbe lasciato particolarmente perplessa la famiglia. Il motivo? Il climatizzatore, sempre stando a quanto riferito, sarebbe potuto rimanere nell’appartamento a disposizione del prossimo assegnatario, senza alcuna richiesta di rimborso. “Noi eravamo disposti a lasciarlo per il prossimo inquilino senza chiedere un euro”, scrive il familiare dell’anziana signora, ex ospite della Casa Albergo.
Quando la regola rischia di battere il buon senso
Ed è qui che la vicenda assume un significato più ampio. La domanda posta pubblicamente è infatti rivolta al futuro occupante dell’alloggio: se il climatizzatore viene rimosso, chi entrerà dopo dovrà eventualmente sostenere nuovamente il costo dell’apparecchio e quello dell’installazione? Un ‘non sense’ che magari trova una giustificazione nelle pieghe del regolamento della struttura o del diritto civile, ma che sembra inciampare rovinosamente contro il più elementare buon senso. Qui non si parla di un capriccio o di un lusso, ma di una necessità concreta: rendere più vivibile, durante le giornate torride, l’alloggio di una persona anziana. E così, nel nome della regola, si rischia il paradosso: un apparecchio già installato, già pagato e che potrebbe essere lasciato gratuitamente viene rimosso, per poi lasciare al prossimo ospite il compito di ricominciare da capo. Una sorta di eterno ritorno del climatizzatore, con il conto che, puntualmente, torna a presentarsi alla porta dell’anziano di turno.
Se questa è la procedura prevista, la domanda che palpa l’animo comune è sempre la stessa: quanto è ragionevole tutto ciò? Anche perché, continua il familiare di questa anziana donna, l’apparecchio non sarebbe stato utile soltanto durante i mesi estivi, ma anche nei periodi più freddi, per “stemperare un ambiente con muratura non isolata e con grandi vetrate”.
Casa Albergo, quanto costa essere anziani?
Il post pubblicato sul social cittadino ha scatenato una vera e propria valanga di commenti. E se molti si sono concentrati sulla vicenda del climatizzatore, alcuni interventi hanno inevitabilmente allargato il campo, riportando al centro una questione che in questi giorni sta facendo discutere parecchio a Thiene, soprattutto tra le famiglie che hanno un proprio congiunto ospite della struttura: il costo della permanenza alla Casa Albergo e le condizioni economiche richieste agli anziani. Un tema che, del resto, è già entrato a pieno titolo nel dibattito politico cittadino e che rischia di diventare sempre più sensibile per le famiglie chiamate a fare i conti con le spese legate all’assistenza e all’abitazione dei propri anziani. Per il momento le rette restano quelle attuali, ma dopo la fine del 2026 potrebbero cambiare le regole. L’opposizione, nel frattempo, ha chiesto alla giunta di chiarire quali siano le criticità dell’attuale sistema, quali effetti economici potrebbe avere la riforma sulle singole rette e se verranno valutati anche parametri come l’Isee.
Quando il climatizzatore, per una persona fragile, può diventare una necessità
Sono quindi due questioni diverse, quella del climatizzatore e quella delle rette, che finiscono però per incrociarsi in un punto tutt’altro che secondario: quanto deve gravare sulle tasche di un anziano il costo di vivere in una struttura pubblica pensata proprio per la terza età? Mentre la politica che guida l’amministrazione comunale è chiamata a decidere se, come e quanto ritoccare le rette, resta aperta un’altra riflessione, forse ancora più delicata: quella che riguarda il diritto alla salute e alla sicurezza degli anziani, soprattutto quando si parla di persone fragili e maggiormente esposte alle temperature estreme. Perché un climatizzatore, in un appartamento dove il sole batte per gran parte della giornata e in presenza di grandi vetrate e murature non isolate, può essere certamente un elemento di comfort, ma in determinate condizioni può assumere anche una funzione ben più importante, arrivando a rappresentare una sorta di dispositivo salvavita per una persona anziana. È evidente che la gestione di una struttura pubblica debba fare i conti con regolamenti, responsabilità, sicurezza degli impianti e criteri uniformi per tutti gli ospiti. Ma proprio queste regole aprono una domanda che merita una risposta: dove finisce la necessità di applicare una procedura e dove comincia il dovere di tutelare concretamente il benessere e la salute di chi quella struttura la abita?
Perché, alla fine, non si tratta soltanto di decidere se un climatizzatore debba rimanere o essere smontato. Si tratta di stabilire quale peso debbano avere, nelle decisioni amministrative, il buon senso, la dignità e la tutela delle persone anziane.

Il Comune: “gli uffici hanno applicato il regolamento”
A chiarire la posizione dell’amministrazione è il sindaco Giampi Michelusi. La risposta parte da un punto preciso: la richiesta di rimuovere il climatizzatore non sarebbe frutto di una scelta discrezionale degli uffici, ma dell’applicazione delle disposizioni previste dal regolamento della Casa Albergo per la riconsegna degli alloggi. “Gli uffici comunali hanno semplicemente applicato quanto previsto dal regolamento della Casa Albergo in merito alla riconsegna dell’alloggio”, spiega il sindaco, sottolineando come i regolamenti abbiano anche la funzione di garantire “regole uguali e parità di trattamento tra i cittadini, principio che deve guidare l’azione della pubblica amministrazione”. Una posizione che, di fatto, rimanda la questione dal singolo caso al contenuto stesso delle regole. Se il regolamento prevede la rimozione delle modifiche o delle installazioni effettuate dall’ospite, infatti, gli uffici non avrebbero margini per decidere diversamente sulla base della convenienza o dell’opportunità del momento. Michelusi aggiunge poi un passaggio politico, ricordando che il regolamento può essere modificato da chi amministra la città, qualora lo ritenga necessario: “chi, diverso dal sottoscritto, dovesse trovarsi domani ad amministrare la città avrà naturalmente la facoltà di modificare il regolamento, qualora lo ritenga necessario o opportuno”. Una possibilità che, precisa il sindaco, comporterebbe però la responsabilità di assumere una decisione, motivarla e sostenerla nel rispetto delle norme e dei principi che regolano l’azione amministrativa. Secondo Michelusi, il tema non può essere affrontato attraverso interventi occasionali legati al singolo appartamento. “Il cambiamento climatico delle ultime estati-osserva il sindaco-sta richiedendo di considerare interventi per mitigare il disagio dovuto alle ondate di caldo intenso” e questi interventi dovrebbero essere pensati in modo organico, “avuto riguardo a tutti gli immobili frequentati dalle categorie sensibili”.
Il caso dell’appartamento di via Francesco Corradini, dunque, resta formalmente una questione di riconsegna di un alloggio. Ma la domanda che rimane sul tavolo è più ampia: se le condizioni climatiche stanno cambiando, anche le regole pensate per gestire queste strutture dovranno necessariamente cambiare con esse? E, soprattutto, sarà possibile farlo prima che il prossimo climatizzatore diventi nuovamente oggetto di una disputa tra regolamento, esigenze degli ospiti e buon senso?
P.V.
Thiene. Casa Albergo, il conto potrebbe cambiare: “quanto pagheranno gli anziani?”
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