Due fine settimana di gusto, tradizione e affollamento. Made in Malga in Asiago, la manifestazione nazionale dedicata ai migliori formaggi e ai prodotti della montagna, ha chiuso domenica 13 settembre la sua 14ª edizione lasciando dietro di sé il consueto carico di visitatori, profumi e sapori. Ma anche qualche polemica.

Il bilancio dell’appuntamento, ormai diventato uno degli eventi più attesi dell’autunno sull’Altopiano, è quello di una manifestazione capace ancora una volta di richiamare il pubblico nel centro della città. Degustazioni, prodotti d’alpeggio, cultura casearia e tradizioni di montagna hanno trasformato Asiago in una grande vetrina dedicata alle eccellenze dell’alta quota.

Le ‘note piccanti’: prezzi sotto accusa
Fin qui, tutto bene, poi, però, arrivano le ‘note piccanti’. E non solo quelle lasciate sul palato.  Tra i commenti raccolti nel dibattito pubblico, via social,  non sono mancati quelli di chi ha giudicato troppo elevati alcuni prezzi durante la manifestazione. Una critica che accompagna spesso i grandi eventi enogastronomici: il visitatore cerca prodotti di qualità e un’esperienza particolare, ma alla fine deve fare i conti con il portafoglio. “Ottimi prodotti, peccato x i prezzi alti alti. Secondo me meno stand dei scorsi anni” scrive un utente sulla pagina Facebook di Made in Malga. Un altro scrive ” Niente da dire sulla qualità dei prodotti esposti, ma decisamente prezzi alti. Per quanto riguarda lo stand gastronomico, stendiamo un velo pietoso: prezzi esagerati e qualità scadente. Mai più allo stand , piuttosto in ristorante”. Commenti che comunque non velano la soddisfazione di chi ci è stato, e nemmeno di chi in quei stand ci lavora, come scrive un’altra persona: “Tanta roba, fatti ottimi acquisti” e anche “tantissime persone e prodotti buonissimi naturalmente si possono trovare anche nei negozi”.

L’altro protagonista: l’automobile
E mentre i formaggi prendevano il centro della scena, un altro protagonista, decisamente meno gastronomico, si è fatto largo sulle strade dell’Altopiano: l’automobile. Per alcuni residenti e frequentatori, l’impressione è stata quella di un territorio messo sotto pressione dall’enorme afflusso di veicoli. Il tema non è nuovo e, sui social, qualcuno è arrivato a sintetizzare la situazione con una frase destinata a far discutere: “Auto e cemento sembrano dominare l’Altopiano”, scrive un utente sulla pagina Facebook Altopiano nel Cuore. Varie le foto di auto parcheggiate, a dimostrazione comunque di quanti siano saliti in montagna per l’evento, seguite da un “È possibile una cosa del genere?”. Una provocazione? Forse. Ma dietro lo sfogo c’è una questione concreta: come gestire grandi flussi turistici senza trasformare le giornate di festa in una prova di pazienza per chi vive sull’Altopiano? In una discussione online dedicata proprio alla situazione della viabilità è stata avanzata anche una proposta: individuare aree di parcheggio, ad esempio nella zona Migros e Cimitero, e soprattutto organizzare corse di autobus dalla pianura, con l’obiettivo di ridurre il numero di automobili dirette verso Asiago. L’idea lanciata è semplice: lasciare l’auto a valle e salire con il trasporto pubblico. Una soluzione che, se adeguatamente organizzata, potrebbe alleggerire la pressione sulle strade nei fine settimana caratterizzati dai grandi eventi.

La festa finisce, il dibattito resta
Perché il successo di Made in Malga porta con sé anche questo paradosso: più l’evento funziona, più persone arrivano; più persone arrivano, maggiore diventa la necessità di organizzare mobilità, parcheggi e servizi. E così, mentre l’edizione numero 14 cala il sipario tra formaggi, prodotti della montagna e soddisfazione degli organizzatori, sull’Altopiano resta aperto un altro capitolo. Non riguarda il latte, le malghe o le forme di formaggio. Riguarda come far convivere turismo di massa e qualità della vita, evitando che a pagare il conto del successo siano proprio le strade, i residenti e l’ambiente che rendono Asiago una delle mete più amate della montagna veneta.

di Redazione AltovicentinOnline

 

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