Le parole dell’assessore alla Sanità del Veneto, Gino Gerosa, sulla riorganizzazione del sistema di prenotazione delle prestazioni sanitarie (Cup) -con il previsto passaggio di competenze ai Medici di medicina generale e l’integrazione dell’intelligenza artificiale- non fanno dormire sonni tranquilli in casa sindacale Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs e Uil Trasporti temono che si stia ragionando senza guardare alla reale struttura organizzativa dei servizi e alle vere cause che stanno alla base dei disservizi. “Crediamo che il malfunzionamento del sistema non derivi prevalentemente da una mancata ottimizzazione tecnologica tra domanda e offerta, ma da scelte strutturali che hanno caratterizzato la sanità veneta negli ultimi anni. Oggi la gestione del Cup affidata a personale che lavora in regime di appalto, che garantisce quotidianamente un servizio essenziale pur operando in condizioni di forte pressione, spesso insufficienti negli organici, per i quali bisogna anche rafforzare la formazione per le nuove competenze. Non per ultimo, questo personale è talvolta vittima di aggressioni, come dimostra il recente caso del Cup di Mestre”, indicano le tre sigle. Se la Regione ritiene il Cup fondamentale, allora apra “una riflessione seria sul modello organizzativo dei servizi in appalto, sapendo che le prenotazioni sono il primo biglietto da visita del servizio sanitario, ma soprattutto garanzia di cure in tempi adeguati. Puntare ad una qualità maggiore significa investire su questi servizi a partire da chi ci lavora, fuori dalla logica di concorrenza sui costi. Inoltre la discussione sulle tecnologie che migliorano i sistemi, va fatte con la consapevolezza che il valore dell’ascolto e dell’assistenza fornita agli utenti è sempre fondamentale”, avvisano i sindacati .

In generale, “prima di procedere con annunci di riorganizzazioni radicali, sarebbe utile il confronto con le organizzazioni sindacali, al fine di individuare soluzioni concrete per i cittadini che passino attraverso la valorizzazione e la collaborazione dei lavoratori che ogni giorno operano in prima linea un servizio pubblico essenziale. Resta inteso che ogni riorganizzazione dovrà salvaguardare occupazione, professionalità e qualità del servizio”, ammoniscono infine Filcams-Fisascat-Uiltucs e Uil trasporti in una nota congiunta.

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