Il pieno costa sempre di più, il portafoglio protesta e il Veneto riscopre il treno. Mentre il caro carburanti rende ogni spostamento in auto un piccolo salasso, sulle rotaie torna a crescere il traffico dei passeggeri. Nel 2026 quelli dei treni regionali sono aumentati dell’1,5%. Non sarà una fuga di massa dalle quattro ruote, ma il segnale è abbastanza netto da finire nel fascicolo: circa 700 mila viaggi in più, su un totale previsto di 46 milioni di passeggeri nell’arco dell’anno. E anche gli abbonamenti seguono la stessa pista: +1,8%.
Ivan Aggazio, direttore del Regionale Veneto di Trenitalia, ha dichiarato al Corriere del Veneto che la crescita è legata anche all’evoluzione del servizio e al rinnovo del materiale rotabile. Negli ultimi anni sono stati introdotti circa 100 nuovi treni, mentre l’azienda ha assunto la gestione diretta di alcune linee regionali, tra cui Verona-Rovigo, Rovigo-Chioggia e Adria-Venezia, con 70 convogli dedicati. Poi c’è la linea del Cadore, dove il completamento dell’elettrificazione, anche in vista delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, ha permesso di modificare l’offerta sulla direttrice Padova-Belluno. Il risultato dichiarato è un incremento di 110 mila chilometri-treno all’anno e l’eliminazione della necessità di cambiare convoglio lungo il percorso.
Una vecchia storia chiamata pendolarismo
La scena è quella, familiare, delle prime ore del mattino: stazioni, banchine, zaini, pendolari e porte che si chiudono. Per anni il rapporto tra utenti e trasporto ferroviario regionale è stato segnato anche da ritardi, disagi e coincidenze mancate. Ma, i passeggeri sono in aumento. Trenitalia punta anche sull’intermodalità, con collegamenti integrati tra treno e autobus come Garda Link e Jesolo Link, pensati per collegare le stazioni con destinazioni turistiche e aeroporti. E sui convogli veneti vengono messi a disposizione circa 6 mila posti bici ogni giorno.
Il dato, più delle dichiarazioni, restituisce la fotografia di un cambiamento. In Veneto il trasporto ferroviario regionale torna a intercettare una quota crescente di mobilità, sostenuto dall’aumento dell’offerta, dal rinnovo dei convogli e da una maggiore integrazione con gli altri sistemi di trasporto. L’incremento dell’1,5% dei passeggeri e dell’1,8% degli abbonamenti non rappresenta una rivoluzione, ma consolida una tendenza. A pesare sulle scelte dei viaggiatori anche i costi della mobilità privata, con il prezzo dei carburanti che rende l’auto una voce sempre più rilevante nel bilancio familiare. Il quadro che emerge è quindi quello di una domanda ferroviaria in progressivo recupero. La vera verifica arriverà nei prossimi mesi: capire se l’aumento dei passeggeri sarà un dato episodico oppure l’inizio di una crescita strutturale del trasporto su rotaia in Veneto.
di Redazione AltovicentinOnline
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