La morte per morbillo di un bambino deceduto in America nella contea di Lewis, nel nord dello Stato di New York, fa tornare a discutere di questa malattia che può fare ancora paura. E che in Italia, hanno messo in guardia gli esperti poco tempo fa, non è debellata e vede casi in crescita. Complice anche il fatto che la copertura vaccinale non è al di sopra del livello di guardia in nessuna regione italiana ed è disomogenea. Tanti non hanno fatto la seconda dose, e questo vanifica l’efficacia dei vaccini.
E in Italia quale è la situazione? Dall’autunno del 2023 i casi di morbillo in Italia sono in crescita, soprattutto tra giovani e bambini. E la copertura, ha avvertito una circolare del ministero di poco più di un mese fa, vacilla. Nessuna regione infatti raggiunge la soglia raccomandata – il 95% – per la seconda dose di vaccino contenente morbillo. Quella nazionale si attesta all’84,45%. L’Italia si trova dunque al momento al di sotto degli standard previsti dall’Organizzazione mondiale della sanità. E la circolazione di questa malattia potrebbe aumentare, in particolare tra i soggetti non immunizzati. Cosa ha detto il ministero? Ha raccomandato di “potenziare i sistemi di sorveglianza”, assicurando una tempestiva indagine epidemiologica dei casi sospetti e la conferma di laboratorio, soprattutto ha proposto di incentivare campagne vaccinali mirate.
Considerando i casi segnalati nel 2026, l’età mediana risulta pari a 30 anni. La fascia di età maggiormente interessata è quella compresa tra 15 e 39 anni (345 casi), seguita dalla fascia 40-64 anni (124 casi) e da quella 0-4 anni (98 casi), evidenziando una maggiore incidenza del fenomeno nella popolazione adulta. L’incidenza più alta è stata osservata nei bambini con meno di 4 anni (49,4 casi per milione), a seguire gli adulti con fascia di età 15-39 anni (22,3 casi per milione).
L’Oms ha stabilito che, vista l’elevata trasmissibilità del virus del morbillo, è richiesto il raggiungimento di coperture vaccinali al 95% con due dosi per interrompere la trasmissione e garantire l’immunità di gregge nelle coorti target (bambini, adolescenti e gruppi vulnerabili). In Italia questa soglia non è raggiunta in nessuna regione italiana per entrambe le dosi. (dati disponibili relativi al 2024). I valori più bassi in Sicilia, con il 67,88%, in Campania, con il 71,89%, e nella Provincia autonoma di Bolzano, con il 73,69% (dati Agenbio).
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