Dalle 8 fino a circa le 21: tra incontri, decisioni, sopralluoghi e imprevisti, il lavoro non si ferma mai. E lui non è un sindaco che, se c’è da uscire di notte per un’emergenza che riguardi la città, si sottrae. Tutt’altro: lui proprio non ce la fa a rimanere in panciolle sul divano o a letto.

Giampi Michelusi sta per concludere il proprio mandato e, nell’incertezza se candidarsi o no, abbiamo deciso di trascorrere un’intera giornata con lui per conoscere da vicino il lavoro del sindaco. Perché è un vero e proprio lavoro quello del primo cittadino, con una marea di responsabilità inimmaginabili e diverse squadre da coordinare. Durante il tempo che siamo stati con lui, là dove potevamo esserci, abbiamo visto porgergli almeno una trentina di documenti da firmare.

«La gente comune non si rende conto del lavoro che c’è dietro il nostro incarico, critica senza conoscere, attacca a volte con toni aggressivi, ma lo capisco perché prima di fare il sindaco ero anch’io come quei cittadini rompiscatole. Scrivevo al Comune di Thiene, al sindaco di turno, per fare le mie rimostranze. Qualcuna l’ho ritrovata depositata tra gli archivi del municipio e oggi ci rido sopra, pensando a quanto fossi ingenuo».

Michelusi ha accettato di «darsi» senza le riserve che spesso si hanno quando la stampa è presente. Lo accompagniamo in un’agenzia assicurativa, che ha appena aperto in via Roma.

«Quando una realtà imprenditoriale e commerciale apre a Thiene, io vado sempre a trovare chi decide di investire nella nostra città, per dare il benvenuto e per mettermi a disposizione».

Nel tragitto tra il Comune e l’attività dove siamo diretti, Michelusi viene fermato da una marea di persone. Sono soprattutto gli anziani a voler fare due chiacchiere con lui e molte signore, passando tra i tavolini del bar del centro, si alzano per andargli incontro.

C’è chi vuole solo salutarlo, ma la maggior parte ha qualcosa da chiedergli: che sia l’immondizia nel quartiere, il cassonetto rotto, il lampione o la richiesta di un posto in casa di riposo, che non c’è nemmeno in provincia.

«Abbiamo una vera e propria emergenza per gli anziani, liste d’attesa infinite e burocrazia che snerva», racconta con la frustrazione di chi deve spiegare ai propri concittadini che la situazione è drammatica. Michelusi è stato l’unico sindaco dell’Alto Vicentino a fare un appello ufficiale alla Regione Veneto.

Dopo la visita all’agenzia di assicurazioni, con il titolare Matteo Pasetti, che non si aspettava che il primo cittadino andasse personalmente a trovarlo, Michelusi ritorna in ufficio accompagnato da noi, che lo fotografiamo nei suoi incontri e nei suoi brevi dialoghi con i cittadini, che gli ricordano l’iconica figura del padre, commerciante di Thiene molto apprezzato.

«Mi ricordo di te quando eri piccolo», gli dice una signora in carrozzina, che lo afferra per la mano con affetto materno.

In ufficio è un susseguirsi di telefonate dalla Prefettura, dagli uffici municipali dislocati in città e da molti colleghi. Nel frattempo, le segretarie Daniela Zucchello e Rosella Guglielmi vanno e vengono dal suo ufficio, ma finalmente ci fermiamo per qualche domanda personale.

Sindaco, che bambino è stato Lei?

Molto tranquillo, di quelli che non davano problemi. Sono cresciuto tra oratorio e famiglia. La mia era una famiglia molto umile: pensi che il primo bagno in casa lo abbiamo avuto quando io avevo 8 anni. Ero un bambino diligente e buono, tanto che nel 1970 ho vinto il premio della bontà e, crescendo, una borsa di studio di 5 mila lire. Quindi la passione per la radio, che non mi ha mai abbandonato.

E che adolescente è stato? Si ricorda il suo primo bacio?

Un adolescente che non amava le trasgressioni. Mio fratello era più vivace, mentre io ero più casalingo. Il primo bacio a 15 anni. Ricordo la ragazza a cui lo diedi, ma poco le circostanze.

 

Era il suo primo amore?

No, il mio primo e unico amore è stato Lorella Guglielmi, la mia compagna, mia moglie, la madre delle mie due figlie, Sara e Giulia.

Beato tra le donne, non facile…

Sono da sempre la mia forza. Mia moglie è la mia metà in tutto, mi ha sempre supportato e sopportato con saggezza e grande pazienza, perché essere la moglie di un sindaco non è facile, specie se, come me, ti porti a casa tutti i pensieri.

Riguardo alle mie figlie, sono le prime a criticarmi, specialmente Giulia, che è la più severa. Sara è più complice, più mia alleata, mentre Giulia sa essere spietata nel giudizio critico.

Che rapporto ha con suo fratello Lorenzo?

Ottimo, c’è fiducia reciproca e credo sia orgoglioso di me.

Qual è stato il momento più brutto che ricorda da amministratore?

Quando ho dovuto sposare due persone in punto di morte durante il Covid. Non scorderò mai quel giorno, ce l’ho impresso nella mente. Ma ricordo con dolore la morte di Emiliano Basile, che a soli 38 anni morì nel 2021 dopo essersi scontrato in volo con un paracadutista americano. Ma anche la morte di Massimo Galletti nel 2024. Ricordo come fosse ieri l’ansia per la scomparsa di un ragazzino thienese, poi ritrovato a Ferrara. E come dimenticare l’incendio che ha distrutto i magazzini Munari? Di recente, sono tornato in piena notte a casa dopo il ritrovamento, da parte della Protezione Civile, di un nostro concittadino morto nei bagni del Bosco. È impossibile rimanere non toccati da simili tragedie, che ti toccano come uomo, anche se come sindaco devi dare forza alla famiglia.

Parliamo di cose belle… quali sono stati, invece, i momenti più felici del suo mandato che volge al termine?

Il ritorno delle Frecce Tricolori a Thiene dopo 26 anni, la Medaglia d’Argento al Valor Militare: le persone assistono alle cerimonie già pronte, ma non possono immaginare cosa ci sia dietro. Dietro quella Medaglia c’è un percorso di anni e anni…

Resterà sempre nel mio cuore anche il viaggio in Giappone, ma sono le giornate nelle scuole con i bambini a lasciare il segno: la loro ingenuità, la loro spontaneità, la loro curiosità, le loro domande tipo: «Comandi tu tutta Thiene?», «Puoi far chiudere tutta la scuola domani?», «Quanto guadagni?».

Che rapporto ha con i giovani?

Straordinario, ci dialogo tantissimo e ricevo messaggi che mi toccano molto, come quello di un ragazzo di 16 anni che, il primo giorno di scuola, ha voluto ringraziarmi con un messaggio perché gli era piaciuto il mio video sui social, dove auguravo buon inizio anno.

Lo incontrerò prossimamente, perché sono loro il futuro e non si può costruire niente senza ascoltarli.

Di cosa va orgoglioso del suo mandato?

Di tutta la parte del sociale, di tutto l’impegno per i fragili della nostra società con l’Ambito Territoriale, di cui Thiene è capofila. Si tratta di una riforma importantissima, una piccola rivoluzione.

La gente comune si sofferma a guardare la buchetta sull’asfalto o il lampione rotto, ma non sa cosa comporti l’impegno amministrativo quando ti occupi dei non autosufficienti, dei disagiati, di quelle persone che spesso non hanno nemmeno la voce per chiedere aiuto e che tu, Comune, devi intercettare per salvare dalla solitudine e dall’incuria.

È un lavoro silenzioso, ma previene anche quelle tragedie che spesso sentiamo in tv.

In materia di sicurezza, vado orgoglioso di tutto, dai 22 varchi aggiunti alle nuove telecamere, dalle ordinanze per i locali problematici al rafforzamento del Consorzio Nevi, dalla richiesta di un Commissariato di Polizia di Stato per l’Alto Vicentino alla nuova sede SVT, dove nascerà la nuova sede della Polizia Locale. Anche la battaglia per salvare e rinnovare le piscine non è stata affatto facile come i progetti portati in porto con il Pnrr sono stati molti complicati da non dormirci la notte.

Sono anche orgoglioso di essere uscito la sera, in solitaria, a controllare la città e le zone dove venivano segnalati disordini. Vado fiero, inoltre, dello splendido rapporto che ho con il personale del Comune: mi sento molto amato e apprezzato.

Lei è un sindaco accentratore?

Assolutamente no, anzi, i miei assessori li ho sempre lasciati liberi e autonomi. Certo, le cose voglio saperle, ma questo l’ho imparato dal mio predecessore, Gianni Casarotto.

Dare fiducia e indipendenza ai componenti della giunta ripaga e le posso assicurare che al mio fianco ho sempre avuto una squadra valida: lo posso dire di ogni mio collega amministratore, senza escludere nessuno. Alla fine, la squadra è rimasta unita, non ci sono mai stati rimpasti.

Ultima curiosità: qual è la chiamata più bizzarra che ha ricevuto in questi anni?

Guardi, mi chiamano per qualsiasi cosa, anche per quello che non mi dovrebbe competere, ma una risposta la do a chiunque. Una volta mi è arrivata una telefonata di domenica per il guasto di una caldaia di un privato…

N.B.

 

 

 

 

 

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