L’attenzione degli italiani verso la sicurezza è più che triplicata dall’inizio dell’attuale legislatura ad oggi, trasformando quella che era un’inquietudine marginale in una vera e propria priorità nazionale. È quanto emerge dall’analisi del Corriere della Sera, basata sulle ultime rilevazioni demoscopiche. Nell’ottobre del 2022, il giorno dell’insediamento del governo Meloni, la questione veniva citata solo dal 10 per cento degli intervistati, posizionandosi al decimo posto tra i problemi del Paese; oggi la quota sale al 35 per cento, proiettando il tema al secondo posto assoluto nella scala delle preoccupazioni cittadine.

Dalle rilevazioni pubblicate dal quotidiano milanese emerge anche un giudizio critico sull’azione dell’esecutivo. Il 64 per cento degli italiani ritiene scarsamente efficaci le misure approvate dal governo in materia di sicurezza, con il 36 per cento che le giudica del tutto inutili. Le opinioni si spaccano sull’approccio da adottare per il futuro: il 43 per cento chiede politiche punitive e repressive, mentre il 44 per cento preferisce interventi di prevenzione e inclusione.

In vista delle prossime scadenze elettorali, il 48 per cento del campione ritiene che la sicurezza sarà il tema chiave del dibattito. La percezione di centralità resta forte nel centrodestra al 65 per cento, ma si conferma maggioritaria anche nell’elettorato progressista al 52 per cento. A fronte di questo quadro, l’opinione pubblica appare disorientata sull’offerta politica: il 46 per cento degli intervistati dichiara di non individuare alcun partito capace di formulare proposte convincenti sul tema.
Agenzia Dire
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