L’ultima pennellata è stata data poche settimane fa, quasi all’insaputa di tutti, e sotto gli occhi distratti degli automobilisti di passaggio. Ma un piccolo nucleo di religiosità popolare antico di 500 anni, altrimenti scomparso per sempre, è tornato a rivivere in via delle Pastorelle a Thiene, sulle pareti del capitello di casa Ferrarin.

 

Da quello che era solo un affresco sbiadito sul quale si intuivano a malapena delle immagini sacre, con l’aiuto di un vecchio finanziamento della Provincia ma soprattutto grazie al lavoro di coordinazione dell’Associazione di Valdastico ‘Cammino passo dopo passo’, il sindaco dello stesso paese Claudio Guglielmi, presidente dell’associazione e residente a Thiene, e gli altri soci hanno voluto con un bel gesto da mecenati regalare ai thienesi questa occasione di conoscere un angolo del paese riportandolo alla bellezza originaria.

 

Il restauro del capitello, il cui affresco originario risale ai primi decenni del ‘500, ha visto la collaborazione di più attori. Primo fra tutti il restauratore Manuel Balzarin, chiamato non solo a riprodurre fedelmente quello che non c’era ormai più, ma anche a fare il necessario lavoro di ricerca storica per recuperare vecchie immagini sacre che potevano essere d’aiuto nel suo lavoro di ricostruzione. Non è stato facile, ma Balzarin ha avuto la fortuna di reperire le immagini da vecchie foto in bianco e nero, che immortalavano il capitello, inserite nella raccolta conservata ai Cappuccini ‘Thiene e i suoi capitelli’ di Padre Fiorenzo Cuman dell’ordine dei Cappuccini di Thiene e Nicola Scudella, edito negli anni ’70.

capitello pastorelle

 

L’iconografia originaria è quindi stata recuperata, quella che ritrae sul lato sinistro di chi guarda 3 pastorelle in ginocchio e un uomo in piedi davanti alla Madonna, posata sopra un olmo. Sul lato destro si vedono ancora raffigurate le pastorelle in ginocchio davanti alla Madonna su una nuvola, con un piccolo olmo sullo sfondo. Pulendo gli affreschi, come ha raccontato lo stesso Balzarin, sono poi riemerse le cromie originarie, riprodotte anche queste fedelmente.

 

E non solo gli affreschi sono tornati a splendere, anche la struttura muraria è stata del tutto bonificata e rafforzati gli intonaci. I due scudi in ferro che coprivano a protezione le immagini, che hanno poco più di 30 anni, sono stati fatti restaurare dagli studenti della Fondazione Villa Fabris di Thiene.

 

Ma chi erano queste pastorelle che danno il nome alla via e che sono così importanti, tanto che qualcuno ha dedicato loro anche un capitello? La loro storia è legata al culto della Madonna dell’Olmo, nato nel 1530 a seguito della distruzione delle campagne thienesi causata da una invasione di cavallette. La vergine apparse 3 volte alle 3 pastorelle perché pregassero i thienesi di abbandonare i vizi e di edificare un edificio sacro, ma nessuno credette alla loro storia. Finchè non giunse a convincere gli scettici uno storpio chiamato Simone il Gobbo. L’uomo guarì miracolosamente dopo aver toccato l’albero delle apparizioni e si fece portavoce delle 3 bambine. Fu così che i thienesi iniziarono ad incontrarsi all’Olmo, dove in seguito venne eretto il santuario curato dai Cappuccini, e le cavallette volarono via.

 

capitello pastorelle 2

L’antica casa del miracolato, tuttora esistente a Centrale di Zugliano accanto all’Oratorio della Madonnetta, fa parte di una delle tappe di quello che è stato battezzato il ‘Cammino delle apparizioni’, ancora in via di perfezionamento da parte dell’Associazione, diviso in 5 tappe da Vicenza a Montagnaga di Pinè (TN).

 

Nei prossimi mesi il lavoro verrà completato da un pannello informativo e da una inaugurazione con tutti i crismi. Il capitello, già meta dei fedeli di passaggio diretti a Monte Berico, sarà allora punto fondamentale della prima tappa del Cammino che si prefigge di diventare il Santiago dell’Alto Vicentino e promuovere anche a livello turistico il territorio percorso.

 

Marta Boriero

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