La risposta del pubblico è stata significativa: entro la scadenza del 16 aprile sono pervenute 78 proposte di acquisto, nove dall’estero e cinque da cittadini stranieri residenti in Italia. Le richieste di informazioni, nei mesi precedenti, avevano superato le 500 unità.
La riqualificazione del patrimonio edilizio abbandonato come leva per contrastare lo spopolamento. È su questo presupposto che si fonda l’iniziativa promossa dall’Unione montana Pasubio Piccole Dolomiti, realtà che riunisce dieci Comuni nella parte settentrionale della provincia di Vicenza. Il progetto, raccontato in modo esteso dal Corriere del Veneto, prevede la vendita simbolica a un euro di edifici ormai in rovina, con l’obiettivo di riportare vita nei centri montani.
L’iniziativa si inserisce nel quadro del programma Pnrr Green Communities, che mira allo sviluppo sostenibile di territori marginali dal punto di vista energetico, ambientale, economico e sociale. L’aspetto innovativo del progetto sta nel coinvolgimento congiunto di più Comuni: una scelta non scontata nel panorama italiano, dove spesso operazioni di questo tipo vengono lanciate da singole amministrazioni.
Una strategia per rivitalizzare i borghi montani
I Comuni coinvolti nell’Unione sono Monte di Malo, Piovene Rocchette, Posina, Recoaro Terme, Santorso, San Vito di Leguzzano, Schio, Torrebelvicino, Valdagno e Valli del Pasubio. A guidare il progetto è Mosè Squarzon, presidente dell’Unione e sindaco di Monte di Malo. Come riportato dal Corriere del Veneto, Squarzon definisce l’iniziativa «poco amministrativa e molto romantica»: un tentativo di riportare persone, relazioni e quotidianità in luoghi progressivamente svuotati da modernità e comodità urbane.
Per convincere i proprietari a mettere in vendita gli stabili, spesso in rovina, l’Unione ha fatto leva sui costi fiscali legati agli immobili inagibili. Un approccio che ha prodotto risultati concreti, anche se solo una parte degli edifici mappati è effettivamente arrivata sul mercato.
Dove si trovano gli edifici messi in vendita
Su 385 immobili considerati fuori uso, solamente 24 sono stati messi in vendita, distribuiti in tre Comuni: Recoaro Terme, Posina e Valli del Pasubio. Si tratta delle realtà che, confinando con il Trentino, possono beneficiare dei cosiddetti Fondi comuni confinanti, strumenti utili alla realizzazione di opere strutturali.
Recoaro è il Comune che ha dato maggior disponibilità, con 20 edifici sui 49 censiti. Tra questi, come segnalato dal sindaco Armando Cunegato al Corriere del Veneto, anche un ex albergo storico situato nel cuore della cittadina, per il quale è arrivata un’offerta d’acquisto che potrebbe evitarne la demolizione.
Posina e Valli del Pasubio hanno invece portato sul mercato due immobili ciascuno. A Posina, l’assessora Ilaria Lorenzato sottolinea come la ricerca di una vita più semplice e a contatto con la natura, accentuata dopo la pandemia, stia spingendo alcune persone a ripensare le proprie scelte abitative. A Valli del Pasubio, il sindaco Gianvalerio Piva parla apertamente di una «scommessa», ma porta anche esempi positivi di giovani che hanno scelto di trasferirsi in paese, contribuendo a rivitalizzare la comunità.
Perché molti proprietari non hanno aderito
Tra i Comuni in cui nessun immobile è stato messo in vendita figura Valdagno, dove ben 70 edifici risultavano conformi ai requisiti iniziali. Tuttavia, come osserva Squarzon nel servizio del Corriere del Veneto, la maggiore dimensione e la migliore dotazione di servizi di queste realtà hanno alimentato nei proprietari una più solida fiducia nel mercato immobiliare ordinario. Una condizione che ha ridotto la disponibilità ad aderire al progetto del “prezzo simbolico”.
La pubblicazione della graduatoria definitiva è prevista per l’inizio di maggio. Solo allora si conosceranno i nominativi di chi potrà dare avvio alla rinascita di questi frammenti di comunità alpina, portando nuova vita nelle aree montane delle Prealpi vicentine.
di Redazione AltovicentinOnline
Il servizio completo sul Corriere del Veneto
https://corrieredelveneto.corriere.it/notizie/vicenza/cronaca/26_aprile_20/case-e-un-albergo-in-vendita-a-un-euro-ripopolare-la-montagna-vicentina-centinaia-di-chiamate-anche-da-israele-e-in-78-vogliono-fc1056be-22d6-4bca-b0ef-ada6eb472xlk.shtml?fbclid=IwY2xjawRSqQhleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeW9-ZaPlb5SQgDN7rPdpELbtH58ClbkDzT7__E9zcRGbPNAYG_BtEW6dIuug_aem_I62jt5otmMrXQebEjwLpig&refresh_ce
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