I cittadini di Cogollo lo hanno scoperto solo negli ultimi giorni quando in molti si sono visiti notificare dall’Ufficio Tributi l’avviso di pagamento con relativi F24 precompilati, ma nelle stanze del Municipio di Piazza Libertà la decisione dell’amministrazione Capovilla di ritoccare l’aliquota dell’imposta municipale propria dallo 0,76% allo 0,90% già aveva animato il dibattito politico della primavera.

La nuova Imu, con la Legge 160/2019 è dovuta dai possessori di immobili – sono escluse dal computo le abitazioni principali –  e dai locatari di immobili concessi in regolare affitto: una dinamica che in entrambi i casi a Cogollo è molto diffusa se si considera che un numero considerevole di caseggiati del centro storico risulta disabitato.

Se da un lato il sindaco Piergildo Capovilla e la sua giunta ‘giustificano’ l’aumento con la necessità di garantire la corretta gestione ed il mantenimento dei servizi erogati dall’Ente oltre che per consentire la conservazione degli equilibri di bilancio, dall’altro la minoranza di ‘Viviamo Cogollo’ accusa senza troppi giri di parole l’amministrazione, rea di aver messo mano nelle tasche dei cittadini proprio in un anno pesante anche dal punto di vista finanziario: “A Cogollo le seconde abitazioni non sono turistiche” – dichiara Alberta Dal Castello a nome di tutto il gruppo – “basta solo fare quattro passi per rendersi conto che le seconde abitazioni versano nella quasi totalità in uno stato di degrado e abbandono che sicuramente non porta reddito ai proprietari. Sono immobili ereditati sui quali si è costretti a fare manutenzione per non arrecare danno ai vicini e per contingenti situazioni di sicurezza, quindi sul bilancio familiare sono posti alla voce ‘passivi’.

Questa situazione unita all’anno drammatico che stiamo vivendo per l’emergenza pandemica ci porta alla conclusione che non era certo il momento di gravare ancora sull’economia dei nostri cittadini: noi consiglieri del gruppo Viviamo Cogollo riteniamo che una buona ottica amministrativa debba andare oltre il mero calcolo aritmetico e guardare al reale beneficio della comunità. E’ innegabile che molte persone da marzo 2020 ad oggi hanno lavorato poco o addirittura non hanno lavorato o si sono trovate improvvisamente con un solo reddito in famiglia: dobbiamo essere obiettivi e riconoscere che il covid ha messo in ginocchio intere classi come i ristoratori, baristi, commercianti costretti a chiudere per lunghi periodi o a tenere aperto con un bilancio passivo. L’aumento dell’aliquota Imu ricade anche su di loro: per essere concreti ci sono persone che si sono ritrovate un aumento di 300 euro e non sono affatto pochi per una famiglia”.

Dello stesso avviso anche due consiglieri di maggioranza, l’ex vicesindaco Sofia Zordan e l’ex assessore allo sport Diego dal Santo che durante il consiglio che ha ratificato le nuove aliquote, in difformità dal loro gruppo hanno votato contro al provvedimento definendolo “inopportuno e irrispettoso del difficile momento economico attraversato dalle famiglie, oltre che dannoso anche per l’aggravio su capannoni ed aree fabbricabili”.

Per il pagamento dell’imposta intanto, si potrà provvedere entro il 16 giugno con la prima rata ed entro il 16 dicembre con il saldo: ammessa la possibilità di un versamento unico sempre entro il 16 giugno.

M.Z.

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