Dal 2027 il bollo auto e moto sarà abolito. La decisione del Governo Meloni accende il dibattito anche in Veneto, dove il presidente della Regione Alberto Stefani accoglie positivamente la misura, mentre il Pd regionale esprime preoccupazione per le possibili conseguenze sui bilanci e sui servizi ai cittadini.

Il provvedimento prevede infatti l’eliminazione di un’entrata che rappresenta una risorsa diretta per le Regioni. In Veneto, secondo i dati richiamati dal Pd, il gettito del bollo automobilistico si aggira intorno ai 600 milioni di euro all’anno. Il Governo ha previsto un trasferimento compensativo alle Regioni per coprire le minori entrate.

Stefani ha espresso il proprio apprezzamento per la scelta dell’esecutivo, sottolineando il significato della riduzione del carico fiscale per gli automobilisti.

Di segno opposto la reazione del gruppo Pd in Consiglio regionale. Il capogruppo Giovanni Manildo mette in guardia dalle possibili ripercussioni sui conti regionali e chiede chiarezza sulle modalità con cui saranno compensate le risorse che verranno meno.

«Il bollo automobilistico rappresenta una risorsa fondamentale e diretta per le Regioni», sostiene Manildo, ricordando come le entrate regionali contribuiscano al finanziamento di trasporti, infrastrutture e altri servizi. Per il Pd, dunque, la questione centrale riguarda la certezza e la continuità delle compensazioni statali.

Manildo parla inoltre di una contraddizione rispetto al percorso dell’autonomia differenziata: da una parte si rafforzano le competenze regionali, dall’altra, sostiene il capogruppo dem, si interviene su una delle principali entrate proprie dei territori. Il confronto politico si concentra ora sulle coperture e sulle modalità con cui verrà garantito alle Regioni il recupero delle risorse. Per il Veneto, dove il gettito indicato dal Pd è di circa 600 milioni di euro, sarà questo uno degli aspetti più rilevanti dell’attuazione della misura.

 

Bollo auto cancellato? Non per tutti: ecco quali modelli davvero non lo pagheranno

La premier Giorgia Meloni lo ha spiegato chiaramente: l’abolizione del bollo per le auto deciso dal Consiglio dei Ministri vale esclusivamente per “le auto di piccola e media potenza, fino a 80 kW, e per i motoveicoli” e con un’esenzione per un solo veicolo a cittadino. Quindi, si tratta di un beneficio ‘per molti ma non per tutti’. Vediamo nel dettaglio quali sono i ‘paletti’ e i modelli che effettivamente non dovranno più versare ‘l’odiata’ tassa. E per quali invece si dovrà continuare a versarlo.

I PALETTI

Il beneficio riguarda innanzitutto “un solo veicolo regolarmente assicurato” a persona e si applica- almeno per ora- ai versamenti della tassa automobilistica con termine ordinario di pagamento compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027. Nel decreto si legge poi che il beneficio riguarda le auto alimentate a benzina o gasolio (anche ibride) “aventi potenza non superiore a 80 kW“. Nel caso in cui il contribuente abbia più autovetture agevolabili, l’esenzione viene riconosciuta per una sola vettura, individuata in quella con la minore potenza.

COME RISALIRE AL REQUISITO DELLA POTENZA IN KW DELLA PROPRIA AUTO

Il primo passo da compiere per capire se la propria autovettura dovrà o meno pagare il bollo è guardare il relativo libretto di circolazione: è lì infatti che si può recuperare l’informazione relativa alla potenza massima in Kw, più precisamente nel campo P.2. In linea generale 80 kW di potenza corrispondono a circa 110 cavalli. Si tratta per lo più di citycar e utilitarie: queste infatti hanno in genere motorizzazioni al di sotto degli 80 kW (circa 108 cavalli).

‘PROMOSSE’ PER L’ESENZIONE PANDINA, DACIA, POLO & LE ALTRE CITY CAR

Nel dettaglio, i modelli più in circolazione sulle strade italiane che offrono versioni sotto gli 80 kW sono Fiat Pandina, Dacia Sandero, Citroën C3, Toyota Yaris, Renault Clio. Ma anche crossover come la Jeep Avenger la cui versione a benzina (1.2 Turbo) eroga esattamente 74 kW di potenza. Rietrano nel parametro anche Volkswagen Polo, Seat Ibiza, Peugeot 208, Opel Corsa, Hyundai i20 e Lancia Ypsilon. Ma bisogna fare attenzione perché per questi modelli 80 kW di potenza corrispondono alla versione più economica della vettura.

E CHI RESTA ESCLUSO DAL BENEFICIO

Fuori dai giochi dunque tutte le auto con motori dalla potenza superiore ai 110 cavalli. E quindi modelli, per esempio, come Volkswagen Golf, Toyota Yaris Cross fino ad Audi A3, Bmw Serie 1 o Mercedes Classe A. E tanto meno restano esclusi anche i modelli che pagano già il super bollo, la tassa per le auto con una potenza superiore a 185 kW (circa 252 cavalli).

 

Il bollo auto vale 7 miliardi di euro l’anno, per le Regioni. Chi li coprirà?

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