Fabrizio Corona fa il suo ingresso in politica a modo suo: niente palco, niente congresso e niente conferenza stampa. Lunedì 14 settembre, durante una nuova puntata di Falsissimo, ha presentato ‘Per la Verità’, il movimento che vuole portare la sua enorme presenza online dentro la politica. E lo ha fatto senza nascondere l’ambizione: “Sono il nuovo Berlusconi”.
Corona si definisce alla guida di un movimento “liberale e antisistema” e dice di voler parlare a chi non si riconosce più nei partiti tradizionali. La sua idea è cambiare anche il modo stesso di leggere la politica: non più destra contro sinistra, ma sistema contro antisistema, tra chi si sente rappresentato e chi invece non lo è.
“NON ESISTONO PIÙ I PARTITI”
È proprio questa la chiave del progetto. Nel video Corona sostiene che oggi non esistano più i partiti e i valori di una volta, ma soltanto “casacche” che cambiano a seconda della convenienza. Secondo lui, le forze politiche sarebbero diventate sempre più simili ad aziende, costruite sulla comunicazione digitale e sulla capacità di “cavalcare l’algoritmo”.
Da qui la sua idea di entrare direttamente nel sistema per provare a combatterlo dall’interno: “Voglio entrare dentro il potere per essere l’antisistema”, dice.
E quando arriva il momento di spiegare chi vorrebbe essere, il riferimento è chiarissimo. Corona richiama la discesa in campo di Silvio Berlusconi nel 1994 e poi rilancia: “Io sono il nuovo Berlusconi, più bello, più giovane, meno inciucione, più pulito, più trasgressivo”.
Non è solo una battuta. Corona spiega di riconoscersi nel modello dell’imprenditore che, dopo aver costruito il proprio successo, decide di entrare in politica: “In che cosa sono bravo io? A fare i soldi. Quindi sono qui per fare i soldi al nostro Paese”.
L’ATTACCO A MELONI E AI PARTITI
Il primo bersaglio del nuovo movimento è anche il governo guidato da Giorgia Meloni. Corona contesta soprattutto lo slogan “Dio, patria e famiglia”, sostenendo che quei principi non siano stati tradotti, a suo giudizio, in risultati concreti.
La domanda che pone nel video è diretta: “La famiglia? Che cosa ha fatto questo governo per la famiglia?”. E lo stesso ragionamento viene esteso ai giovani, altro tema sul quale dice di voler concentrare il progetto politico.
IMMIGRAZIONE, DROGHE, PROSTITUZIONE E INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Il programma presentato da Corona mette insieme temi molto diversi e, in alcuni casi, difficili da collocare dentro gli schieramenti tradizionali.
Sull’immigrazione la posizione annunciata è netta verso chi è irregolare: “Via gli immigrati che non sono regolari”. Allo stesso tempo, Corona distingue chi arriva illegalmente da chi entra in Italia per lavorare e porta competenze professionali. Fa l’esempio di ingegneri, medici e cuochi stranieri che, secondo la sua visione, dovrebbero essere accolti e valorizzati.
Su altri temi la linea è decisamente più libertaria: nel programma compaiono la legalizzazione delle droghe e la regolamentazione della prostituzione, con l’idea che quest’ultima possa diventare anche una fonte di entrate per lo Stato.
Poi c’è un tema molto più attuale: l’intelligenza artificiale. Corona la indica come uno dei primi fronti sui quali intervenire, sostenendo che non debba essere utilizzata per sostituire i lavoratori senza adeguate tutele. “Impedire che l’intelligenza artificiale entri a gamba tesa nel mondo del lavoro”, dice.
Tra le altre idee citate ci sono interventi per giovani e over 50, famiglia, scuola, sanità, fisco, giustizia e carceri. Il programma, almeno nella forma presentata finora, è quindi ancora una raccolta di proposte e temi più che una piattaforma politica strutturata nel dettaglio.
IL PROBLEMA È CHE CORONA NON PUÒ CANDIDARSI
Ed è qui che arriva il paradosso della sua discesa in campo. Corona può fondare e guidare un movimento politico, ma, allo stato attuale, non può essere candidato personalmente alle elezioni. Il motivo è una condanna definitiva del 2013. La Cassazione confermò per Corona cinque anni di reclusione, 1.000 euro di multa e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici per l’estorsione ai danni dell’ex calciatore David Trezeguet e per il trattamento illecito di dati personali. Secondo la ricostruzione giudiziaria, Corona aveva chiesto 25mila euro per non pubblicare fotografie che ritraevano il calciatore insieme a una donna.
La parte decisiva, però, è la pena accessoria. L’articolo 28 del Codice penale stabilisce che l’interdizione perpetua dai pubblici uffici priva il condannato anche del diritto di elettorato o di eleggibilità. Tradotto: non può votare né presentarsi come candidato a una carica elettiva finché quella pena accessoria resta efficace.
Aver terminato di scontare la pena detentiva non significa quindi che l’interdizione sia automaticamente decaduta: si tratta di una conseguenza distinta dalla reclusione. Al momento, non risultano provvedimenti pubblici che abbiano fatto venir meno l’interdizione perpetua. Questo significa che il volto del movimento può essere Corona, ma il nome di Corona non può comparire sulla scheda elettorale come candidato.
“SE MI DANNO OLTRE IL 3%, SONO CAZZI AMARI PER TUTTI”
Eppure lui sembra tutt’altro che intenzionato a fare un passo indietro. Anzi, nel video guarda già al consenso e mette sul tavolo una soglia precisa. “Vediamo i sondaggi tra uno o due giorni a quanto mi danno, perché se mi danno oltre il tre sono cazzi amari per tutti”, dice Corona.
Il 3%, in questo caso, non viene presentato come un obiettivo tecnico del movimento già verificato da un sondaggio, ma come la soglia che lo stesso Corona considera sufficiente per dimostrare di poter entrare nel gioco politico e creare problemi agli altri partiti.
Ed è forse questa la vera scommessa di Per la Verità: trasformare una community costruita sul web, intorno alla figura di Corona e ai contenuti di Falsissimo, in consenso politico reale. Per ora c’è il movimento, c’è il simbolo e c’è un programma ancora in costruzione. Manca però la cosa più importante: capire se l’attenzione ricevuta online si trasformerà davvero in voti. E, soprattutto, chi sarà disposto a metterci il nome sulla scheda al posto di Fabrizio Corona.
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