Gaffe istituzionale o malafede? Una storia, quella di questi giorni, che fa emergere l’uso “politicizzato” di fasce istituzionali che dovrebbero rappresentare i cittadini indistintamente e che rischia di diventare un caso perchè non si potrebbero utilizzare per “battaglie di partito”. Forse questo non era ben chiaro al Presidente della Provincia di Vicenza Andrea Nardin, che ha letteralmente tradito l’Alto Vicentino non rappresentandolo nella querelle sul tribunale della Pedemontana. Qualcosa che i cittadini si spera si ricordino quando chi decide di schierarsi e abusare dei “mezzi istituzionali”, compreso l’ufficio stampa pagato con i soldi delle tasse della collettività, vengono a chiedere voti.
Parte dall’aula di Palazzo Nievo la nuova scintilla sul progetto del Tribunale della Pedemontana. I consiglieri provinciali di minoranza del gruppo “Vicenza in Comune”, Marco Guzzonato, Carlo Gecchelin, Mattia Pilan, Enrico Storti e Massimo Zulian, hanno depositato un’interrogazione a risposta orale rivolta al presidente della Provincia, Andrea Nardin. Tre i punti chiave: la compatibilità del suo comportamento con il ruolo super partes, la posizione ufficiale dell’ente rispetto al fronte contrario alla nuova sede giudiziaria, e l’apertura di un confronto con tutti i Comuni vicentini.
Nel testo, i firmatari contestano a Nardin la partecipazione, con fascia istituzionale, alla sola manifestazione pro-Pedemontana tenutasi a Bassano del Grappa e la diffusione di un comunicato a sostegno del nuovo Tribunale, a fronte del mancato intervento al presidio “apartitico” organizzato a Vicenza dagli Ordini degli Avvocati di Vicenza, Padova e Treviso. Scelte che, per la minoranza, entrano in rotta di collisione con la rappresentanza imparziale dell’intero territorio, specie a fronte di una maggioranza di Comuni che si è detta contraria all’ipotesi bassanese. I cittadini dell’Alto Vicentino sono forse figli di un Dio minore , dato che Nardin ha deciso di prendere parte con tanto di fascia blu ad una sola manifestazione? E’ possibile che una persona come lui, non certo ingenua, lo abbia fatto come “scivolone”?
L’interrogazione dell’opposizione punta i riflettori su un dato politico-istituzionale: secondo i consiglieri, oltre sessanta amministrazioni comunali della provincia, trasversalmente agli schieramenti, insieme alla magistratura dei tre fori e alle avvocature con i rispettivi Ordini, hanno espresso netta contrarietà al nuovo presidio giudiziario, temendo un ulteriore depauperamento di risorse umane ed economiche a danno del Tribunale di Vicenza, già sotto pressione. Sul fronte opposto, una trentina di Comuni dell’area bassanese e i principali partiti di centrodestra sostengono la riapertura della sede a Bassano del Grappa.
La frattura si è materializzata nelle piazze: il 3 luglio il mondo forense e amministrativo vicentino si è ritrovato davanti al Tribunale di Vicenza per segnalare le criticità dell’operazione; il 10 luglio il centrodestra ha risposto con una manifestazione a favore del Tribunale della Pedemontana davanti all’ex sede di Bassano, con un’ampia partecipazione di sindaci e amministratori del territorio bassanese.
Su questo sfondo, i consiglieri chiedono a Nardin se la presenza ufficiale alla sola kermesse bassanese e il sostegno pubblico a una delle due tesi siano compatibili con il ruolo di garante dell’intera provincia. Domandano inoltre quale sia la posizione ufficiale dell’Amministrazione provinciale rispetto al fronte contrario e se il presidente intenda farsi portavoce presso la Regione Veneto e il Ministero della Giustizia delle criticità evidenziate, in particolare sul trasferimento di risorse dal Tribunale di Vicenza. Terzo capitolo: l’impegno a promuovere un confronto istituzionale che coinvolga tutti i Comuni — non solo quelli favorevoli alla nuova sede — per arrivare a una rappresentanza unitaria nelle sedi competenti.
Pur riconoscendo che l’istituzione di nuove sedi giudiziarie è competenza dello Stato, la minoranza richiama il ruolo politico-istituzionale della Provincia: ascoltare il territorio, sintetizzarne le istanze e rappresentarle a Venezia e a Roma. Da qui la richiesta di una linea chiara e condivisa, in un quadro che oggi appare diviso.
La risposta è attesa in Consiglio nella prima seduta utile, come da Regolamento. Magari sarà anche l’occasione per chiedere scusa agli abitanti dell’Alto Vicentino, dove, appena qualche mese fa, era venuto a chiedere voti in occasione della candidatura a consigliere regionale.
di Redazione AltovicentinOnline
Stampa questa notizia




