Ci sarebbero decine e decine di testimonianze dietro l’arresto del senologo Luca Rotunno, 69 anni, accusato di aver messo le dita nel retto a diverse pazienti, convincendole che le malattie oncologiche potessero coinvolgere altri organi. Ma non si sarebbe fermato a questo, il professionista che aveva già una vecchia condanna per lo stesso reato, che però non gli era servita per riabilitarsi, pare facesse anche delle strane cose ai capezzoli delle donne, “per capire se ci fosse secrezione”. E se qualcuna ha avuto il coraggio di denunciare, c’è chi ha tenuto il trauma per se: troppo doloroso ripercorrere quei momenti che qualcuna ha preferito provare a cancellare dalla propria mente. Altre, che si sono rivolte alla nostra redazione per raccontare di quelle “strane visite”, confessano di aver avuto paura di denunciare. “A quei tempi era un primario del San Bortolo, diceva di essere impegnato in associazioni di volontariato, raccontava di aver scritto libri scientifici – racconta una vittima che confida di non aver avuto il coraggio di denunciare – , sembrava un uomo potente ed intoccabile. Non ci sono mai più andata, mi sono sempre chiesta in queste anni come potesse ancora esercitare la professione medica dopo i precedenti penali e soprattutto perchè era lì a ripetere il suo rituale dell’orrore. Perchè l’ordine dei medici non lo sospendesse. Forse pensavano tutti che dopo la condanna a oltre tre anni fosse cambiato, invece, a quanto pare no”.
“Ero stata indirizzata a questo senologo da una mia amica, che però aveva avuto esperienza positiva, parlo di oltre un decennio fa – racconta la donna, che si è rivolta alla redazione di AltovicentinOnline – , non ho il coraggio di raccontarlo a nessuno, tanto ero scossa. Non è riuscito a fare tutto quello che voleva perchè non sono proprio una sprovveduta, ma ci sono donne non istruite adeguatamente e non forti caratterialmente. Donne che si fanno inibire dal camice bianco e dall’autorevolezza di un professionista che sembra potente, molto inserito nella società che conta. Ma io le sue mani addosso e le sue richieste di spingersi oltre non le dimenticherò mai. Oggi sono mamma e forte, quando ho letto che era stato arrestato ho capito che si tratta di maniacalità, di ossessioni, di morbosità che vanno ben oltre la professionalità, anzi, che sono così accese come istinti da prendere il sopravvento sulla razionalità, che dovrebbe portare un medico a fermarsi”.
L’arresto di ieri mattina e i dettagli dell’inchiesta bis
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