La relazione 2025 del Garante regionale dei diritti della persona arriva in Consiglio Veneto come un macigno, e fotografa un sistema che non riesce più a tutelare i cittadini nei loro diritti fondamentali: sanità, minori, disabilità, condizioni carcerarie. Il quadro che emerge è quello di una Regione in affanno, incapace di affrontare criticità che da anni i comitati, le associazioni e numerosi amministratori denunciano senza essere ascoltati.

Secondo i dati presentati, le segnalazioni di difesa civica sono aumentate del 20% rispetto al 2024, e la sanità rappresenta ormai quasi un quinto del totale, con il Garante che segnala un trend drammatico: a metà del 2026 ha già ricevuto tante pratiche quante nell’intero 2025. Un raddoppio che rivela l’insostenibilità del sistema.

A margine della seduta della Quinta Commissione, il capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Carlo Cunegato, punta il dito contro la gestione regionale: “I veneti sono sempre più costretti a fare ricorso contro le proprie ULSS per ottenere cure che dovrebbero essere garantite per legge”, sottolinea, aggiungendo che “i problemi principali riguardano il mancato rispetto dei tempi massimi di attesa e le dimissioni ospedaliere premature”. Cunegato richiama anche il lavoro del Coordinamento Veneto Sanità Pubblica, che con i suoi 55 sportelli ha raccolto oltre tremila casi tra 2024 e 2025: “Quegli sportelli non dovrebbero esistere: dovrebbe essere il servizio sanitario pubblico a garantire i diritti dei veneti”, afferma.

E l’attacco prosegue: “La giunta Stefani non sta invertendo la rotta. Le liste d’attesa non si accorciano, il personale continua a fuggire dal pubblico, manca un piano per affrontare l’inverno demografico. L’aumento vertiginoso dei ricorsi al Garante è un segnale d’allarme che la destra, da trent’anni al malgoverno della Regione, non può continuare a ignorare”.

Preoccupazioni condivise anche dal fronte del Partito Democratico. Le consigliere regionali Chiara Luisetto e Anna Maria Bigon, presenti in Commissione Sociosanitaria, parlano di un quadro che svela fragilità profonde nella protezione dei diritti dei veneti: “Dalla relazione emerge un quadro segnato da criticità che rendono fragile la tutela dei cittadini del Veneto, a partire dalla sanità, i minori, le persone con disabilità e la condizione carceraria”.

Particolarmente allarmante la situazione dei minori: un aumento del 21,52% dei casi di abuso e maltrattamento, pari a 1.378 segnalazioni nel 2025. “Un dato che spaventa e preoccupa”, evidenziano Luisetto e Bigon, che denunciano inoltre la frammentazione dei dati, tale da impedire un monitoraggio adeguato: “Il Veneto incontra forti difficoltà nel mettere a sistema i dati sui fenomeni più allarmanti, dal gioco d’azzardo al bullismo alla salute mentale”.

Non va meglio sul fronte della disabilità: “L’Autorità Garante nazionale scarica il lavoro sui garanti regionali, generando grossi problemi”, affermano le consigliere, che richiamano anche la cronica carenza di personale nell’integrazione scolastica, aggravata da appalti affidati al massimo ribasso.

Il quadro carcerario completa l’immagine di un sistema in sofferenza. “Rimane irrisolto il problema degli educatori, come nel caso di Vicenza”, denunciano le esponenti dem, che riferiscono di nuove sollecitazioni promesse dal Garante. A ciò si aggiunge la grave carenza di personale nei tribunali per i minori.

Luisetto, Bigon e Sambo sintetizzano così la situazione: “Questa relazione rappresenta un forte monito rivolto alla Regione, affinché agisca con maggiore efficacia per tutelare i diritti dei cittadini”.

Dai banchi della minoranza il messaggio è unanime: le istituzioni regionali non possono più sottovalutare segnali così evidenti. Un Garante sommerso dalle segnalazioni, cittadini lasciati soli a difendere i propri diritti, fragilità crescenti nei settori più sensibili della società: il Veneto, si legge tra le righe, non può permettersi di ignorare oltre una realtà che chiede interventi urgenti e strutturali.

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