In centinaia e da tutti i Comuni dell’Alto Vicentino, compresi i paesi più piccoli, stanno partecipando alla manifestazione per la Sanità del territorio. Madri, padri, ma anche volti giovani e addirittura medici si sono riversati al Pala Romare di Schio per dare il via al corteo che sfilerà fino ad arrivare all’ospedale di Santorso. Gli organizzatori hanno imposto ai partecipanti di non portare bandiere politiche e tutti hanno rispettato il volere del Comitato, che non ha voluto ‘sporcare’ di politica una manifestazione pacifica e che vuole essere contro nessuno. “Sono qui perché ho un figlio disabile e il mio bambino è considerato un numero. Io e mio figlio abbiamo dovuto vendere casa per investire sulla sua riabilitazione nonostante sia prevista dai Lea. Dobbiamo pagare tutto in privato ed io ho anche dovuto lasciare il mio lavoro per dedicarmi al mio bambino fragile”.

“Sono orgoglioso di essere qui e di fare la mia parte, ma vi dico subito che sono molto arrabbiato – racconta Luigi S., 53 anni, residente a Schio – Tre mesi fa ho dovuto fare ricorso alle cure del Pronto Soccorso e ci ho trascorso una notte intera. Ringrazio l’infermiera che mi ha coperto. Dopo un vita che pago le tasse non è possibile che alla prima necessità mi trovi in questa situazione”.

La manifestazione è in corso, più tardi seguirà ampio servizio.

 

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