In Veneto un lavoratore su tre tra le nuove assunzioni è straniero. E tra chi ha già un impiego, la presenza degli immigrati non è più un fenomeno marginale, ma un pezzo stabile del motore produttivo regionale. Nel 2025 gli occupati stranieri residenti sono circa 267 mila, il 12% del totale, mentre i cittadini stranieri con almeno un rapporto di lavoro dipendente attivo in aziende venete superano quota 320 mila, che diventano 371 mila considerando anche il lavoro domestico.

È la fotografia che emerge dal report di Veneto Lavoro “Misurare la presenza straniera nel mercato del lavoro veneto”, che invita a superare le letture semplicistiche di un fenomeno molto più articolato di quanto dicano i soli numeri.

Non una sola cifra, ma molte fotografie diverse

Partire dalla domanda “quanti sono i lavoratori stranieri in Veneto?” è, secondo gli autori, il modo migliore per rischiare una risposta sbagliata.

La risposta, infatti, cambia a seconda della lente utilizzata:

  • Popolazione residente: misura la base demografica potenziale.
  • Forze di lavoro: raccontano chi partecipa attivamente al mercato (occupati + disoccupati).
  • Occupati: fotografano chi ha un lavoro in quel momento.
  • Rapporti di lavoro nelle imprese venete: mostrano la domanda di lavoro del territorio.
  • Flussi di assunzione e disoccupazione: misurano il turnover e le traiettorie di ingresso/uscita.

Numeri diversi, tutti corretti, ma riferiti a realtà non sovrapponibili. Per questo, sottolinea Veneto Lavoro, più che cercare “il numero vero”, occorre imparare a leggere numeri diversi senza confonderli.

Oltre mezzo milione di stranieri, 15% con background migratorio

Secondo Istat, al 1° gennaio 2025 in Veneto gli stranieri residenti sono 503 mila, pari al 10,4% della popolazione regionale. Di questi, 356 mila sono cittadini non comunitari (circa il 71% del totale straniero).

Se ci si concentra sulla fascia 15-64 anni, quindi sull’età da lavoro: gli stranieri in età lavorativa sono 388 mila, il 77,1% degli stranieri e rappresentano il 12,6% dell’intera popolazione veneta in età lavorativa.

Allargando lo sguardo a chi ha background migratorio – stranieri più italiani che hanno acquisito la cittadinanza – il Veneto conta, a fine 2023, circa 730 mila persone, il 15% dei residenti. Un veneto su sei, dunque, ha un’origine straniera.

Forza lavoro e occupazione: la quota straniera cresce

Passando dall’anagrafe al lavoro, il peso degli stranieri si conferma tutt’altro che marginale.

Secondo il Censimento, a fine 2024 gli stranieri nelle forze di lavoro (occupati e disoccupati) sono circa 272 mila, l’11,5% del totale. Su base media annua, nel 2025 gli stranieri che partecipano al mercato del lavoro salgono a 283 mila, pari al 14,2%: due su tre sono non comunitari.

Sul fronte degli occupati residenti:

  • nel 2025 gli occupati stranieri sono in media 267 mila, il 12,1% del totale;
  • 177 mila sono non comunitari, ovvero il 66,4% degli occupati stranieri.

La quasi totalità è composta da lavoratori dipendenti: circa 234 mila, pari all’88% degli occupati stranieri. Tra i dipendenti residenti in regione, gli stranieri pesano per il 13,2%.

In altre parole, più di un dipendente su otto residente in Veneto è straniero.

Nelle imprese venete quasi un dipendente su cinque è straniero

Quando lo sguardo si sposta sulle imprese che operano in Veneto, i numeri salgono ancora.

Gli archivi Inps relativi ai lavoratori contribuenti (con almeno un versamento nell’anno) fotografano nel 2024:

  • 425 mila lavoratori stranieri impegnati in aziende con sede in Veneto;
  • oltre il 90% con contratto dipendente;
  • circa l’87% con cittadinanza non comunitaria (poco meno di 370 mila persone).

Calcolando la media annua, i lavoratori stranieri si attestano a 366 mila, di cui 283 mila non comunitari.

L’analisi del sistema informativo lavoro veneto (Silv), che guarda ai rapporti di lavoro dipendente attivi nelle unità locali delle imprese, offre un’ulteriore chiave di lettura. Nel 2025:

  • lo stock di fine anno conta 305 mila lavoratori stranieri dipendenti (che salgono a 354 mila includendo il lavoro domestico);
  • lo stock medio annuo è di 321 mila (e 371 mila con i domestici), pari al 17,2% degli occupati dipendenti, fino al 19,1% se si considera anche il lavoro domestico.

Qui la proporzione è chiara: quasi un lavoratore dipendente su cinque nelle imprese venete è straniero.

Assunzioni: un terzo dei nuovi contratti va a lavoratori stranieri

Ancora più evidente è il ruolo degli stranieri se si guarda alla domanda di lavoro espressa dalle imprese, cioè alle nuove assunzioni.

Nel 2025 in Veneto: le assunzioni di lavoratori stranieri nel lavoro dipendente sono oltre 257 mila (che diventano 280 mila con il domestico); i lavoratori stranieri coinvolti sono poco più di 170 mila (185 mila includendo il domestico).

Il divario tra numero di assunzioni e numero di persone coinvolte segnala la presenza di rapporti di lavoro brevi e ripetuti: lo stesso lavoratore può essere assunto più volte nel corso dell’anno, specie nei settori stagionali.

La quota di assunzioni che riguarda stranieri si aggira attorno al 30% del totale, ed è in crescita. Significa che una nuova assunzione su tre in Veneto riguarda un lavoratore straniero.

Accanto a questo, pesa anche il contributo degli “esordienti”, cioè di chi entra per la prima volta nel mercato del lavoro dipendente regionale: nel 2025 gli esordienti stranieri sono stati circa 56 mila (57 mila con il domestico). Mmediamente, ogni anno oltre 50 mila lavoratori stranieri varcano per la prima volta la soglia di un’impresa veneta. Un flusso costante che alimenta di anno in anno il serbatoio di competenze a disposizione delle imprese.

Disoccupazione: uno su cinque è straniero, prevalgono i non comunitari

La presenza straniera è rilevante anche tra chi il lavoro lo cerca.

Nel 2025, secondo l’indagine sulle forze di lavoro: i disoccupati stranieri residenti sono in media quasi 16 mila, pari a circa il 20% dei disoccupati in Veneto; circa 11.400 sono non comunitari, ossia i tre quarti della disoccupazione straniera.

Negli archivi Inps, che misurano chi ha beneficiato di prestazioni di sostegno al reddito, il 2024 registra no 27 mila disoccupati residenti percettori di un sussidio e tra questi, mediamente 20 mila stranieri, con una quota di non comunitari attorno al 75%.

Sul fronte dei servizi pubblici per l’impiego, il 2025 vede: oltre 31 mila stranieri sottoscrivere un patto di servizio con i Centri per l’impiego del Veneto, pari al 25% di tutte le sottoscrizioni; 24 mila di loro sono cittadini non comunitari, il 77% dell’utenza straniera. Dati che segnalano una partecipazione intensa ma fragile: gli stranieri sono molto presenti tra chi lavora, ma anche tra chi oscilla tra occupazione, disoccupazione e misure di sostegno.

Una componente strutturale, tra crescita e discontinuità

In conclusione, il quadro tracciato da Veneto Lavoro è quello di una presenza straniera ormai strutturale nel mercato del lavoro veneto: oltre il 10% dei residenti, tra l’11 e il 14% delle forze di lavoro, più del 12% degli occupati residenti, fino a quasi un quinto dei lavoratori dipendenti nelle imprese, circa un terzo delle nuove assunzioni e un quinto dei disoccupati.

Una componente che pesa in modo particolare sul lavoro dipendente e sui flussi in ingresso, ma che è anche caratterizzata da maggiore mobilità, contratti più brevi e discontinuità.

La sfida, avverte il report, è duplice: da un lato imparare a usare le fonti in modo corretto, evitando facili strumentalizzazioni dei numeri; dall’altro governare un pezzo fondamentale della forza lavoro regionale, che contribuisce in maniera decisiva alla tenuta del sistema produttivo, ma che resta più esposta di altre fasce della popolazione alle incertezze del mercato.

di Redazione AltovicentinoNoline

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