Con Bàrnabo, Marano Vicentino si candida a diventare, per un fine settimana lungo, un laboratorio diffuso sul paesaggio: non solo sfondo delle nostre vite, ma protagonista di racconti, immagini e suoni. Dal 18 al 21 giugno 2026 la Stazione delle Arti di Marano Vicentino si trasformerà in un osservatorio privilegiato sul rapporto tra paesaggio, arte e territorio. Nasce infatti Bàrnabo. Piccolo Festival sul Paesaggio, rassegna ispirata all’opera di Dino Buzzati che, per quattro giorni, intreccerà mostre, cinema, musica, performance e incontri.

Promosso da S-CIAO APS, Folà, Rosa Parks e Casa Capra – con il contributo del Comune di Marano Vicentino, il supporto della Rete Biblioteche Alto Vicentino e di Performa e la collaborazione di Pro Loco Marano, Cooperativa Sociale Verlata e Cinema Campana – il festival punta a rileggere i paesaggi dell’Alto Vicentino, reali e immaginari, attraverso linguaggi artistici differenti.

L’inaugurazione è in programma giovedì 18 giugno alle 18.30 con l’apertura delle esposizioni, seguita dal dj set di Djudzu. A chiudere la prima serata sarà la presentazione e proiezione di The Image Hunter, film di Hitnes e Giacomo Agnetti che racconta il viaggio dell’artista sulle tracce del naturalista John James Audubon, figura chiave nella storia dell’illustrazione ornitologica.

Venerdì 19 giugno il festival entrerà nel vivo con il dialogo tra il regista Filippo Foscarini e il pubblico, momento di confronto dedicato al cinema d’autore. La serata proseguirà con i concerti di DELREI e Macedonia Sintetica, per poi virare sulle sonorità elettroniche del dj set di Dyzergic Acid.

Sabato 20 giugno il focus si sposterà sulle contaminazioni tra arti performative, letteratura e musica. In programma la performance Everyone del collettivo Jennifer rosa, il reading Un paesaggio da fiaba di Pino Costalunga e i concerti di Carua e BANADISA, in un crescendo che esplora il paesaggio anche come spazio emotivo e narrativo.

La giornata conclusiva, domenica 21 giugno, sarà dedicata in particolare alla dimensione sociale e partecipata del festival. La Cooperativa Sociale Verlata proporrà laboratori di carta riciclata e uno swap party di abiti usati, iniziative che intrecciano sostenibilità ambientale e pratiche di comunità. A seguire l’incontro Le contrade tra storia e geografia: il caso di Posina con Chiara Spadaro, Andrea Colbacchini, Mauro Varotto e Andrea Savio, occasione per riflettere sulle trasformazioni dei territori marginali. In chiusura, il concerto di Toni Bruna e la proiezione del film Le città di pianura, a cura di Cinema Campana.

Cuore pulsante di Bàrnabo saranno le tre esposizioni ospitate negli spazi della Stazione delle Arti. Al piano terra Qualcosa era successo, mostra della Fondazione Malutta – collettivo artistico internazionale nato a Venezia nel 2013 – raccoglie opere di diciannove artisti tra pittura, ceramica, disegno e collage ispirate all’omonimo racconto di Dino Buzzati, in un dialogo serrato tra letteratura e arti visive. Negli spazi delle scale sarà visitabile Deserto. Paesaggi che non valgono nulla, progetto fotografico curato da Emanuele Tortora e Veronica Mariani di Collettivo Tentativo, dedicato ai paesaggi marginali dell’Alto Vicentino, quei luoghi ai margini che raramente entrano nell’immaginario collettivo. Al primo piano, infine, sarà allestito il percorso espositivo The Image Hunter di Hitnes, tra incisioni, materiali di ricerca e documentazione del viaggio artistico che ha dato origine al film.

L’ingresso al festival è libero con offerta responsabile, ad eccezione della proiezione di Le città di pianura, per la quale è previsto un biglietto di 5 euro. Durante tutte le giornate saranno attivi servizio cucina e bar, mentre gli eventi e le mostre al piano terra sono accessibili alle persone con disabilità, a conferma dell’attenzione all’inclusività.

Immagine di coperti a generata da Ia

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