Se ce ne fossero molti altri in giro per il mondo come lui, si registrerebbe un avvicinamento alla fede cattolica degli italiani, che invece si allontanano dalla Chiesa ogni giorno di più.

C’è un motivo se, ovunque venga presentato, Il miele e le cipolle continua a richiamare un pubblico numeroso. Il nuovo libro di don Marco Pozza sta vivendo una stagione di grande interesse, confermando il sacerdote di Calvene tra gli autori di spiritualità più letti e seguiti del panorama italiano. Un successo costruito non soltanto sul valore del volume, ma anche sulla capacità dell’autore di affrontare temi universali con un linguaggio diretto, lontano dai toni accademici e vicino alla vita quotidiana.

Mercoledì 29 luglio, alle 21, sarà protagonista del quarto appuntamento della rassegna “Autori in piazza”, promossa dalla Libreria Bonturi. L’incontro si terrà in piazza Costituzione a San Bonifacio, con trasferimento nella sala civica Barbarani in caso di maltempo. A dialogare con l’autore sarà Paolo Ambrosini, titolare della storica libreria.

Per il pubblico  sarà l’occasione di incontrare uno dei sacerdoti più conosciuti del Nordest. Nato a Calvene e da sempre molto legato all’Alto Vicentino, don Pozza è diventato celebre ben oltre i confini della diocesi grazie al soprannome di “don Spritz”, conquistato negli anni in cui, giovane viceparroco a Padova, preferiva incontrare i ragazzi nei locali e nelle piazze piuttosto che aspettarli in chiesa. Un modo innovativo di vivere il ministero che gli è rimasto addosso come cifra distintiva e che ancora oggi ne caratterizza lo stile comunicativo. Negli anni è diventato cappellano del carcere Due Palazzi di Padova, ha intervistato più volte papa Francesco per TV2000 ed è autore di numerosi libri, mantenendo sempre uno sguardo privilegiato sulle fragilità dell’uomo e sul valore della libertà.

Proprio la libertà è il filo conduttore de Il miele e le cipolle, pubblicato da Edizioni San Paolo. Attraverso il racconto dell’Esodo e il cammino del popolo d’Israele nel deserto, don Pozza utilizza due immagini bibliche potenti: il miele, simbolo della Terra Promessa e della libertà conquistata, e le cipolle, che richiamano la nostalgia della sicurezza della schiavitù in Egitto. Ne nasce una riflessione sul rischio di preferire ciò che è conosciuto, anche quando limita la nostra vita, invece di affrontare l’incertezza del cambiamento. I Dieci Comandamenti vengono così riletti non come divieti, ma come una sorta di “manuale d’uso della libertà”, una bussola per orientarsi nelle scelte quotidiane.

Un messaggio che sta trovando grande riscontro tra i lettori. Dalla sua uscita il volume è stato protagonista di un fitto calendario di presentazioni in tutta Italia, dalle grandi città ai piccoli centri, con sale spesso gremite e un interesse che coinvolge non soltanto i credenti, ma anche chi cerca una riflessione sul senso della vita, sulle relazioni e sulla responsabilità personale. La forza di don Pozza continua infatti a essere quella di parlare di Vangelo senza retorica, intrecciando Bibbia, esperienza personale e storie raccolte in oltre quindici anni di ministero tra i detenuti del carcere di Padova.

M.L.

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo su:
Stampa questa notizia