Un nuovo percorso tra cascate, boschi, storia e arte per rilanciare il turismo dell’Alta Valle dell’Astico. È stato inaugurato a Pedemonte il progetto ‘I Sentieri delle Cascate’, una rete di itinerari ad anello che conduce alla scoperta delle bellezze naturalistiche del territorio e che ha il suo simbolo nella spettacolare opera ‘Il Nido’ realizzata dall’artista Marco Martalar.

Al taglio del nastro erano presenti il sindaco Diego Carotta, amministratori provinciali e regionali, oltre a numerosi cittadini ed escursionisti, accorsi per scoprire un progetto destinato a diventare una delle nuove attrazioni dell’Alto Vicentino.

Tre percorsi ad anello, per complessivi quasi dieci chilometri, conducono i visitatori attraverso un territorio di confine ricco di storia e paesaggi incontaminati. Dai borghi di Carotte, Ciechi, Brancafora, Longhi, Scalzeri e Casotto fino alle cascate che sgorgano dalla roccia viva, il cammino attraversa una valle che per secoli ha segnato il confine tra la Repubblica di Venezia e il Tirolo, poi tra Austria e Italia, fino all’annessione di Pedemonte alla provincia di Vicenza dopo la Prima guerra mondiale.

“È un progetto iniziato dalla precedente amministrazione e che oggi siamo orgogliosi di consegnare alla comunità e ai visitatori”, ha sottolineato il sindaco Diego Carotta. “Abbiamo voluto valorizzare un patrimonio naturale straordinario con sentieri ben segnalati che permettono di raggiungere le cascate, ma anche grotte, antichi manufatti e luoghi di grande interesse storico. È un investimento che guarda al futuro del territorio e alle opportunità che il turismo può creare”.

Il cuore del progetto è senza dubbio ‘Il Nido’, la monumentale installazione firmata da Marco Martalar, artista conosciuto per le grandi opere realizzate con il legno recuperato dalla tempesta Vaia, tra cui il Drago di Lavarone, l’Aquila di Marcesina e il Leone Alato di Tarzo. Collocata nella selvaggia Valle del Rio Torto, tra Longhi e Brancafora, l’opera sorprende per dimensioni e significato. Ha un diametro superiore ai cinque metri, è sostenuta da una struttura in acciaio e rivestita con oltre 2.500 radici recuperate nei boschi devastati da Vaia. Un’opera nella quale il visitatore può entrare fisicamente, diventando parte dell’installazione. “Il Nido nasce dalle radici degli alberi abbattuti dalla tempesta – spiega Martalar – e vuole essere un luogo che invita a fermarsi, meditare e ritrovare il rapporto con la natura. Entrandovi si comprende che siamo ospiti del bosco e che proprio per questo dobbiamo averne rispetto”.

 

I ‘Sentieri delle Cascate’ si sviluppano in 3 anelli, della lunghezza di 3,7 km., 6,4 e 9,8 km più un anello complessivo e prendono avvio nel parcheggio antistante la ex sede municipale in località Gionghi: Ecco i loro nomi:Anello del Gorgo Santo- Rio Torto con le cascate del Gorgo Santo e l’opera ‘Il Nido’ di Marco Matalar; anello Brancafora- Ciechi- Carotte fino alle cascate della val Civetta e anello Scalzeri- Casotto- con le cascate de I Gorghi. Nei prossimi mesi saranno organizzate visite guidate ai percorsi e alle opere.

di Redazione AltovicentinOnline

 

 

 

 

 

 

 

 

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