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Perchè visitare Malo. Ecco tutte le sue bellezze

Malo è un comune della Pedemontana Vicentina di circa 15.000 abitanti, ricco di storia e con numerose attrattive turistiche. Paese natale del famoso scrittore Luigi Meneghello, nonché paese emblema del Carnevale di Malo, che durante quest’anno ha raggiunto la sua 99° edizione. Di seguito si elencano i punti di interesse visitabili lungo l’itinerario turistico a Malo.

Museo dell’Arte serica e laterizia di Malo

Il Museo dell’Arte serica e laterizia è stato inaugurato dallo stesso Comune di Malo nel 1994. Al suo interno si possono trovare oggetti che rimandano alla lavorazione della seta e dell’argilla, oltre che a foto e documenti che contribuiscono a ricostruire quei mondi nel loro nascere, svilupparsi e nel caso della lavorazione serica, scomparire.

Il Museo è ospitato al secondo piano e nel sottotetto di Palazzo Corielli, dimora padronale adiacente alla filanda omonima, rimasta in attività fino al 1962. E’ suddiviso in due sezioni dedicate rispettivamente all’arte serica (allevamento del baco da seta e trattura della seta) e laterizia (manipolazione dell’argilla dalla preistoria fino alle grandi fornaci odierne). Molto interessante è il modellino didattico di una fornace del 1900 con forno Hoffman a fuoco continuo.

Itinerario turistico: Palazzo Corielli

Palazzo Corielli è un palazzo Settecentesco, un tempo di proprietà dell’omonima famiglia. Alla fine dell’Ottocento Giuseppe Corielli si trasferisce in questo edificio portandovi l’attività di trattura della seta, già avviata qualche anno prima. Recentemente l’opificio è stato trasformato in residence, ma conserva esternamente la struttura originaria.

Duomo di Malo

La Chiesa parrocchiale San Benedetto di Malo fu progettata dall’architetto Luigi De Boni ed eseguita tra il 1840 e il 1878.

Sugli altari e sulle pareti si allinea una serie di dipinti, espressione dei più noti maestri dell’Accademia Veneziana, come Molmenti, Roi, Busato, Grigoletti, Zona.

Nella sacrestia sono custodite tele provenienti dalle chiese di San Benedetto, di Santa Maria del Castello e di San Bernardino, come la Pala dell’Assunta del De Pieri, quelle di Sant’Antonio, di San Gaetano e La Strage degli Innocenti di G.Carpioni, la pregevole Annunciazione di G.Apollonio, genero di Jacopo Da Ponte detto il Bassano.

Itinerario turistico di Malo: Villa Castellani Fancon

Villa Castellani Fancon è un palazzo molto antico costruito sui poderi quattrocenteschi di proprietà della famiglia Muzan.

Nel 1775 l’edificio assume l’aspetto attuale, tranne che per la facciata a sud, rivolta verso la strada, che viene commissionata nel 1860 a Luigi Dalla Vecchia, ingegnere legato alla cultura neoclassica vicentina. Subiti saccheggi in periodo napoleonico, occupazioni durante le guerre mondiali e danni causati da un incendio, nel 1977 viene acquistata dalla famiglia Fancon, che la sottopone ad un grandioso intervento di restauro.

Gli interni mostrano ancora nelle pitture e nei soffitti la bellezza di un tempo; ritratti e busti di uomini illustri la adornano.

Le barchesse della villa ospitano una collezione di circa 250 moto Guzzi di proprietà del signor Ernesto Fancon. Si tratta di moto di serie che vanno dagli anni 1928 al 1960, usate, quindi tutte con una loro storia.

Di fronte alla villa una cancellata in ghisa permette l’accesso a un giardino romantico progettato dall’architetto Antonio Care-garo Negrin.

Chiesetta di San Francesco; itinerario turistico di Malo

Accanto al giardino di Villa Castellani Fancon, si trova la piccola chiesa di San Francesco. Essa viene edificata per volere di Francesco Muzan agli inizi del Cinquecento, probabilmente su un edificio gotico di più modeste dimensioni, e diventa punto di riferimento della vita religiosa degli abitanti della contrada che lavorano le sue terre.

Villa Checcozzi Carli Dalle Rive e Corte dei Loschi, Malo

Nel Quattrocento nell’attuale corte di Villa Checcozzi si trovava un casale appartenente ai Loschi.

L’attuale impianto della villa è progettato sempre nel Settecento dal Muttoni, che preserva una preesistente, quanto suggestiva, stanza dell’alcova cinquecentesca.

Voluta da Matteo Checcozzi come luogo di rappresentanza, la villa si presenta piuttosto come un palazzo di città, pertanto in contrasto con il contesto rurale in cui si trova.

Stupefacenti sono le decorazioni e gli affreschi del Salone, terminati nel 1717, destinato all’accoglienza degli ospiti. Questo è munito anche di un ballatoio ligneo, che partecipa al gioco dell’inganno prospettico dei dipinti. Straordinari sono anche gli scaloni, concepiti anch’essi come elementi di rappresentanza. Le statue simboliche della Scala d’onore sono attribuite ad Angelo Marinali.

Villa Clementi di Malo

Nel 1976 il complesso viene venduto al Comune di Malo. Mentre nel 1600 la fattoria era di proprietà del monastero femminile di San Domenico di Vicenza, affittata alla famiglia Zerbato.

Giovanni e Francesco Zerbato ampliano le vecchie stalle addossate ai muri di Contrà Busìn e costruiscono di fronte alla dimora lo splendido Porticale ad ampie arcate con sovrapposto finto attico e due piani di Laboratori per la trattura della seta, provvedono a far decorare la Sala della Musica valorizzata dalle semicolonne di ordine dorico all’esterno, attrezzano le Scuderie e la Tinazzara. Il loro nipote Francesco Clementi corona questi ultimi edifici con merli guelfi e trasforma la millenaria colombara in Castelletto Neogotico. Tra le strutture notevoli della Villa è la Cantina, sistemata da Francesco Zerbato.

Itinerario turistico: Villa Fabris

Percorrendo la strada comunale di Visàn, circondata da campi di mais e cave di argilla, si giunge ad un grande arco: è l’accesso laterale del complesso denominato Villa Fabris, dal nome dei proprietari che la acquistarono all’inizio del Novecento.

I primi documenti che abbiamo ci dicono che nel 1437 il proprietario, il nobile vicentino Francesco Branzo de Loschi, fa scavare un canale, la roggia Branza, per portare fin lì l’acqua del torrente Livergon.

Nel Cinquecento la villa diventa proprietà della famiglia Bissari; alcuni documenti dell’epoca la descrivono in modo molto simile allo stato attuale, con un alto porticato rivolto a Sud, la grande aia pavimentata in cotto, file di colonne ai lati.

Alla fine del Seicento l’edificio ed i campi circostanti vengono acquistati da un avvocato vicentino, Ortensio Zago, che nel 1688 fa edificare l’oratorio dell’Immacolata Concezione che sorge a fianco dell’ingresso Ovest.

Chiesa di Santa Libera a Malo

Rifacendosi a consuetudini, S. Prosdocimo, primo evangelizzatore delle terre venete, avrebbe fatto costruire una cappella dedicata alla Vergine. Successivamente  ingrandita, avrebbe dato origine alla pieve di S. Maria Assunta.
L’edificio primitivo probabilmente sorgeva sull’area del coro attuale. Attorno ad esso nel X secolo si costruì il Castello a difesa contro le invasioni degli Ungari.
Nel Trecento la costruzione è più ampia. Nello spazio elevato c’erano tre altari, sulla parete settentrionale si apriva una nicchia in cui era venerata un’immagine miracolosa detta “Santa Liberata” o “Santa Libera”.

Il primo ottobre 1640 il Vescovo Bragadin intitola l’altare a Santa Maria Liberatrice, che diventa il nome ufficiale.

Itinerario turistico di Malo: Chiesa di San Nicola

La sua storia è strettamente legata alla nobile famiglia dei Porto, da cui appunto prese il nome la via in cui la chiesa è situata.

Nel 1537, Nicolò da Porto con volere testamentario manifestò il desiderio che nell’antica “Contrà” venisse edificato, accanto alla sua nobile dimora, un oratorio in onore di San Nicola.

Nei primi anni del Seicento il nipote Don Gianpaolo fece costruire una chiesa (con annessa casa per il cappellano) in memoria del nonno Nicolò, sempre dedicata allo stesso santo. Nel corso dei secoli tutto il complesso di via Porto rimase proprietà esclusiva della nobile famiglia fino a quando per donazione passò alla parrocchia di Santa Maria di Malo.

L’opera artistica di maggiore rilievo, ancora oggi apprezzabile all’interno della chiesa, è la settecentesca pala dell’altare che raffigura San Nicola nell’esercizio della carità evangelica. Dopo la restaurazione effettuata nel 1993, l’edificio è stato destinato ad ospitare il Centro Anziani San Nicola di Malo.

Chiesa di San Nicola di Malo

Museo “Civiltà rurale della Val Leogra” di Malo

Il Museo nacque nel 1974 per volontà di un gruppo di agricoltori della zona che hanno pazientemente raccolto attrezzi per la lavorazione dei campi, oggetti e suppellettili antichi, nonché carri e macchine agricole, esponendoli e/o ricoverandoli presso la Cantina Sociale Val Leogra di Malo.

Si tratta di circa 1200 pezzi databili tra il 1880 ed il 1940.

Chiesetta di San Bernardino (Sala Consigliare), Malo

Si tratta di un edificio gotico edificato tra il 1451 e il 1453 su un sito preesistente dedicato all’ospizio per viandanti e di una precedente cappella.

La costruzione conserva il presbiterio nella forma originale. Le volte a tutto sesto e l’ornamento in cotto delle sommità del campanile sono frutto di interventi effettuati nel XVI sec.

Al suo interno si conservano tracce di affreschi quattrocenteschi. Annesso alla chiesa vi era un piccolo ospitale per pellegrini. La chiesa è sconsacrata ed è utilizzata come Sala Consiliare.

Itinerario turistico di Malo: Museo della grafica d’arte “La Casabianca”

La Casabianca è un Museo permanente di opere grafiche di artisti contemporanei degli anni ’60 e ’90.

Si percorrono, osservando le opere esposte, i movimenti più significativi e le tendenze più stimolanti delle arti visive contemporanee dall’informale alla transavanguardia, passando attraverso la pop-art, l’arte cinetica, il nouveau-réalisme, l’arte concettuale e quella povera, la body-art e la nuova pittura, gli anacronistici e i graffittisti americani, la transavanguardia italiana e tedesca e le ultime esperienze legate alla fotografia ed al video.

Una delle stanze del Museo è dedicata alla produzione letteraria dello scrittore maladense Luigi Meneghello con una cospicua raccolta di opere, scritti e studi pubblicati in varie edizioni.

Il Museo persegue un’operazione costante di aggiornamento, annotando quanto avvenuto e quanto avviene. La scelta delle opere è sempre basata sull’idea che il loro pregio e la loro importanza sono essenzialmente legate al tempo ed al luogo in cui sono nate.

Museo Mondonovo Maschere di Malo

Il Museo è ospitato al primo piano dell’elegante Palazzo Corielli, dimora settecentesca dell’omonima famiglia, dove il maestro d’Arte Guerrino Lovato ha ricostruito la sua famosissima bottega veneziana di maschere in cartapesta trasferendovi 250 opere, 500 matrici,  una biblioteca-archivio nonché strumenti di lavoro, oggetti e mobili antichi.

Non a caso il Museo Laboratorio, come lo ama definire il Maestro, è approdato a Malo, ma grazie alla forte tradizione legata al Carnevale di quest’ultima, tradizione che ogni anno si rinnova con le storiche sfilate dei carri allegorici.

Il Museo Laboratorio è stato inaugurato il 25 settembre 2011. La bottega è stata affidata al Comune allo scopo di rafforzare la storica attenzione della cittadina verso il Carnevale e le creazioni in cartapesta.

Barco Ghellini, itinerario turistico di Malo

Il termine barchessa indica un edificio rustico con porticati sostenuti da colonne e pilastri annesso alla villa.

Nel Cinquecento a quello dei Ghellini viene aggiunto un edificio padronale che lo collega alla colombara. La costruzione della facciata del barco risale al 1620.

L’edificio è caratterizzato da una loggia formata da nove alti archi sostenuti da robusti pilastri. Un tempo si accedeva al porticato dall’arco centrale per mezzo di una scalinata in pietra, sostituita nell’Ottocento da due accessi laterali.

Davanti al palazzo si estende un vasta aia pavimentata al centro in cotto e delimitata su un lato da fienili e da case riservate un tempo alla servitù.

Villa Da Porto, Malo

Varcato l’arco coronato da merli ghibellini, e marcato dallo stemma dei Colleoni, famiglia subentrata a quella dei Da Porto dopo l’estinzione di quest’ultima nel secondo decennio dell’Ottocento, si accede alla quattrocentesca Corte Granda e all’incompiuta Villa Da Porto.

Dominano la corte dieci fusti di colonne in mattoni che con capitello e trabeazione superavano i tredici metri d’altezza, uniche tracce della facciata di una grandiosa residenza di campagna, mai realizzata, progettata da Andrea Palladio.

Sui plinti delle basi in pietra delle colonne, accanto al nome di Iseppo Porto, sono incise delle cifre che sembrano indicare l’anno di costruzione della villa.
La data, che si presenta poco leggibile, è comunque additabile, come quasi unanimemente riconoscono gli studiosi, al 1572.

L’edificio non fu mai completato in quanto nel 1580 sia Iseppo che Andrea muoiono.

Itinerario turistico a Malo: Cammino del Beato Claudio

Il Cammino del Beato Claudio è un itinerario spirituale, culturale e paesaggistico che – nella figura di Riccardo Granzotto, uomo, artista e Beato – unisce 25 comuni: dal paese natale di Santa Lucia di Piave (TV) al paese in cui si è più dedicato alla vita spirituale, all’arte ed al servizio dei poveri, Chiampo (VI), dove il Convento dei Frati Minori Francescani conserva le sue spoglie e dov’è tutt’oggi venerato da migliaia di devoti che ne visitano la tomba, situata proprio davanti alla riproduzione della Grotta di Lourdes da lui stesso realizzata.

Questo itinerario, lungo 189 km, si può percorrere a piedi o in bicicletta tra le province di Treviso e Vicenza e permette di scoprire il territorio della Pedemontana Veneta, Trevigiana e Vicentina in particolare, attraverso strade secondarie che presentano però sempre un interesse culturale e paesaggistico.

Proprio nella Pedemontana Vicentina sono quattro i Comuni coinvolti da questo progetto che, oltre a promuovere la conoscenza del Beato, mira a valorizzare i luoghi attraversati: Fara Vicentino, Malo, Sarcedo e Thiene.

Il Comune di Fara Vicentino ospita l’antica chiesa dei Santi Felice e Fortunato.

Il Comune di Sarcedo in cui spicca la settecentesca Villa Capra, opera di gusto neoclassico chiaramente ispirata alle architetture palladiane.

Dalle colline alla città, il percorso del Cammino del Beato Claudio raggiunge il Comune di Thiene, contraddistinto nel suo centro storico dallo straordinario Castello di Thiene.

Infine, il passaggio dell’itinerario interessa il Comune di Malo, paese natale dello scrittore Luigi Meneghello e sede di ben cinque musei.