Mostre, incontri e testimonianze per rileggere la Grande Guerra e i luoghi della memoria. Dal Sacrario del Pasubio a quello di SS Trinità, fino ai 110 anni dalla battaglia del Monte Novegno: una settimana di appuntamenti rivolta soprattutto alle nuove generazioni. Una settimana per tornare indietro nel tempo e rileggere, attraverso la storia e la memoria, alcuni dei passaggi più drammatici che hanno segnato il territorio vicentino e l’Europa. È il Festival della Storia e della Memoria di Schio, promosso dal Comune di Schio e dalla Fondazione Festival della Storia e della Memoria, in programma dal 14 al 20 settembre.

Sette giorni di mostre, conferenze, presentazioni e incontri con storici, studiosi ed esperti, con un filo conduttore preciso: conoscere ciò che è accaduto per evitare che la storia possa ripetersi. Al centro del programma ci saranno il centenario del Sacrario del Pasubio, il centenario del Sacrario Militare di SS Trinità e i 110 anni dalla battaglia del Monte Novegno. “Il richiamo alla storia ha radici oggettive e si ricerca con strumenti quali l’archeologia, lo studio di manoscritti, l’analisi critica di manufatti e le molte fonti a disposizione degli storici”, spiegano gli organizzatori, sottolineando al tempo stesso la dimensione soggettiva della memoria, individuale e collettiva. L’obiettivo è mettere insieme questi due aspetti “per far riflettere sul passato, affrontare il presente e costruire il futuro”.

Dalla Grande Guerra ai luoghi della memoria
Il Festival prenderà il via con una serie di appuntamenti dedicati alla Prima guerra mondiale. Tra gli argomenti affrontati ci saranno il contributo dell’Arma dei Carabinieri durante il conflitto, l’epigrafia della Grande Guerra, con lo studio di lapidi, iscrizioni e graffiti, e il rapporto tra zone monumentali sacre, geoscienze e recupero dei luoghi della memoria. Nei giorni successivi si parlerà dell’archeologia dei paesaggi militari, dei cimiteri della Grande Guerra nell’area Pasubio-Cimone e sull’Altopiano dei Sette Comuni, oltre che dei luoghi del ricordo. Particolare attenzione sarà dedicata anche alla storia del territorio vicentino, con gli incontri sul Sacrario Militare di SS Trinità di Schio, sui Caduti custoditi al suo interno e sulla battaglia del Monte Novegno, a 110 anni dagli eventi. Il programma allargherà poi lo sguardo ad altri fronti e ad altri luoghi della memoria: dalla guerra tra i ghiacci all’Alto Garda, dalle trincee di Bezzecca al Sacrario Militare di Trento, fino al Sacrario del Pasubio.

La storia come eredità
Il Festival nasce dall’idea di mettere in dialogo la storia, ricostruita attraverso fonti e strumenti scientifici, e la memoria, individuale e collettiva. Una distinzione sottolineata dagli organizzatori, secondo cui la memoria «è soggettiva ed elabora e rispecchia l’intimo di ognuno di noi come singoli individui e come collettività». È proprio dall’incontro tra questi due piani che nasce il senso dell’iniziativa: «far riflettere sul passato per affrontare il presente e costruire il futuro». Un percorso rivolto in particolare alle nuove generazioni e affidato a studiosi ed esperti chiamati a raccontare non solo gli eventi, ma anche le tracce che quei conflitti hanno lasciato sul territorio.

Una città che diventa luogo della memoria
Per sette giorni Schio sarà attraversata da un racconto che si muoverà tra alcuni dei suoi luoghi più significativi. Palazzo Toaldi Capra, la sede del CAI, il Meeting Box e la Sala Calendoli del Teatro Civico ospiteranno storici, studiosi, esperti e rappresentanti delle istituzioni. Il programma parte dalla Grande Guerra e dal territorio vicentino per poi allargare lo sguardo ad altri fronti e ad altri paesaggi militari. Archeologia, epigrafia, cimiteri di guerra, sacrari e trincee diventano così altrettante porte d’ingresso a una storia che non appartiene soltanto ai libri, ma è ancora visibile nel paesaggio.

Il programma
Lunedì 14 settembre, a Palazzo Toaldi Capra, si parlerà del contributo dell’Arma dei Carabinieri nella Grande Guerra, dell’epigrafia del conflitto e delle zone monumentali sacre. Martedì 15 il focus sarà sull’archeologia del paesaggio militare dell’Alto Garda, sui cimiteri della Grande Guerra nell’area Pasubio-Cimone e sull’Altopiano dei Sette Comuni, per concludere con un incontro dedicato ai luoghi del ricordo. Mercoledì 16, al CAI di Schio, protagonista sarà il centenario del Sacrario Militare di SS Trinità, con un approfondimento sui Caduti custoditi al suo interno. La giornata si chiuderà con un incontro dedicato ai 110 anni dalla battaglia del Monte Novegno. Giovedì 17, al Meeting Box, si passerà dalla guerra tra i ghiacci all’impegno per la pace di Papa Benedetto XV, fino a Forte Maso 2026 e all’incontro tra le nuove generazioni dei territori un tempo contrapposti. Venerdì 18 settembre, alle 15.30, il momento più solenne: al Sacrario Militare di SS Trinità è prevista la cerimonia di deposizione di una corona in onore dei Caduti. Nel pomeriggio, alla Sala Calendoli del Teatro Civico, due incontri saranno dedicati alle zone monumentali sacre e all’archeologia e al recupero dei Caduti della Grande Guerra. Il programma continua sabato 19 con le trincee di Bezzecca, il Sacrario Militare di Trento e la storia del Sacrario del Pasubio. Domenica 20, infine, gli ultimi appuntamenti saranno dedicati al paesaggio dopo la battaglia, all’Ossario di Custoza e all’Alta Via della Grande Guerra. Alle 19.30, al Meeting Box, la chiusura del Festival e l’arrivederci alla prossima edizione. Tutti gli incontri sono a ingresso libero e gratuito.

Le mostre, tra fotografie e libri
A completare il programma ci saranno due mostre. La prima, fotografica, sarà dedicata a “La Grande Guerra nel Vicentino” e sarà ospitata nella sede dell’Associazione Fanti di Schio, in via Baratto 39. La seconda, curata dalla Biblioteca comunale, porterà in via Carducci 33 una selezione di libri a tema, offrendo un ulteriore percorso tra documenti, immagini e testimonianze. Madrina del Festival sarà Anna Maria Malussi Massalin.

di Redazione AltovicentinOnline

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