Un nuovo spazio dedicato all’autonomia, alla socializzazione e all’inclusione delle persone con disabilità. È stata inaugurata il 24 settembre a Schio ‘La Casa accanto’, l’appartamento realizzato da Schio Solidale Cooperativa Sociale, realtà radicata nel territorio che da anni si dedica al sostegno delle persone con disabilità e alle situazioni di fragilità, affiancandosi a servizi storici come il Centro Diurno ‘G. Tapparelli’ e Casa Thiella, con l’obiettivo di offrire percorsi concreti di autonomia, laboratori e momenti di socializzazione.
La nuova struttura nasce proprio con l’obiettivo di ampliare queste opportunità, mettendo a disposizione un ambiente accogliente e adeguato per le attività quotidiane, i laboratori, i percorsi di autonomia e le occasioni di incontro. Un progetto che punta a mettere la persona al centro, valorizzandone capacità, desideri e possibilità.
All’inaugurazione erano presenti la sindaca Cristina Marigo, la presidente della commissione sanità della Regione Veneto Chiara Luisetto, la direttrice dei servizi socio-sanitari dell’Ulss 7 Pedemontana Paola Vescovi, rappresentanti dell’Ulss, del Silas e dell’Ambito Territoriale, esponenti di UniCredit e Banca delle Terre Venete, oltre al capitano della Guardia di Finanza Simone Massimo, al vicebrigadiere Davide Salomoni e agli altri invitati. Una fotografia istituzionale affollata, dunque. Ma il vero banco di prova, inevitabilmente, sarà quello che viene dopo il taglio del nastro: far funzionare ogni giorno ciò che sulla carta appare come un progetto di inclusione.
Il presidente del CdA di Schio Solidale, Giuseppe Cavedon, ha sottolineato proprio questo passaggio: “l’inaugurazione di questo appartamento non rappresenta solo il taglio di un ‘nastro’. È un traguardo fondamentale per la nostra Cooperativa e, soprattutto, per il mondo della disabilità. Il territorio ci chiama a dare riscontri concreti. Siamo certi che, quando le istituzioni, la sanità locale e il terzo settore camminano insieme, si creano risposte reali per chi ne ha più bisogno”. Parole che riportano il progetto alla sua dimensione più concreta, perché un appartamento può essere inaugurato in un giorno, mentre costruire autonomia richiede tempo, professionalità, continuità e risorse. E soprattutto persone disposte a esserci anche quando le autorità hanno già lasciato la sala. Cavedon ha ricordato anche il contributo dei numerosi volontari e il sostegno arrivato dal mondo del credito, in particolare da Banca delle Terre Venete e da UniCredit attraverso la Carta Etica.
Andrea Mazziero, manager di UniCredit, ha spiegato: “oggi inauguriamo non solo un nuovo spazio, ma un’opportunità concreta per favorire autonomia, relazioni e inclusione. Siamo felici che i fondi di Carta Etica abbiano contribuito alla realizzazione di un progetto che mette al centro la persona e le sue potenzialità. Per Unicredit sostenere iniziative come ‘Cosa bolle in pentola’ significa essere vicini al territorio e alle realtà che ogni giorno lavorano per generare valore sociale e migliorare la qualità della vita delle persone più fragili”.
La ‘Casa accanto’ nasce così come un ulteriore tassello di una rete che a Schio lavora per offrire alle persone con disabilità opportunità di crescita, relazione e maggiore autonomia. Un progetto che ora dovrà vivere soprattutto nella quotidianità, attraverso le attività, gli incontri e i percorsi che prenderanno forma tra le sue pareti. È lì, più che nel giorno dell’inaugurazione, che uno spazio può diventare davvero una casa.
di Redazione AltovicentinOnline
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