Il ghiaccio che rende inagibili alcuni marciapiedi di Marano Vicentino, transennati e bloccati da cartelli di divieto di transito, riaccende le polemiche tra amministrazione comunale e opposizione sulla gestione di richiedenti asilo ed il loro impiego nei lavori socialmente utili.

“Il sindaco Piera Moro aveva assicurato che i profughi sarebbero stati utilizzati per svolgere lavori socialmente utili, principalmente nella manutenzione delle strade”, ha spiegato Erik Umberto Pretto, capogruppo di Noi di Marano.

E dove sono ora questi uomini, visto che molti marciapiedi sono inagibili e ricoperti di ghiaccio e nessuno sembra averli cosparsi di sale o si sia occupato di ripulirli?

“La nevicata che c’è stata 10 giorni fa e che ha coinvolto il nostro territorio è un evento atmosferico assolutamente ordinario, sia per il periodo sia per la quantità di neve caduta – ha commentato Pretto –  Ma Marano Vicentino le principali piste ciclabili sono state sbarrate, con tanto di cartello di divieto di transito e anche molti marciapiedi che si trovano all’ombra si presentano tuttora impraticabili, perché ricoperti da un consistente strato di ghiaccio”.erik pretto

Pretto continua la denuncia, segnalando che il comune di Marano Vicentino è dotato di un piano operativo che, in caso di nevicate, prevede l’intervento di una ditta esterna che agisce con spazzaneve. Lo stesso dovrebbe succedere in caso di necessità di sale o ghiaia, mentre in caso di pulizia delle strade, il lavoro deve essere effettuato da dipendenti comunali. E profughi, se serve.

“Nessuno si è preso la briga di  spargere un pugno di sale o di ghiaino, o di rimuovere almeno in parte neve e ghiaccio dal fondo, in modo da rendere marciapiedi e piste ciclabili accessibili alla cittadinanza – ha sottolineato Pretto – L’unica soluzione trovata dall’Amministrazione comunale è stata quella di chiudere le piste ciclabili, costringendo ciclisti e pedoni a transitare sulle strade trafficate, accanto alle auto di passaggio, per evitare di scivolare sul ghiaccio. A lamentarsi sono soprattutto i residenti lungo la circonvallazione di Viale Europa. Riteniamo che il problema reale sia la mancanza di organizzazione e ci tornano in mente alcune affermazioni fatte dal sindaco quando ci siamo trovati a dover affrontare l’emergenza profughi. Piera Moro – ha continuato il consigliere di opposizione – aveva assicurato che i richiedenti asilo residenti in paese avrebbero collaborato per il benessere della comunità. Dove sono  dunque, nel momento in cui la comunità che li ospita e mantiene ha bisogno di qualche braccio in più? Dove sono le cooperative che li gestiscono, che in accordo con il comune si erano rese disponibili ad impiegare queste persone in attività socialmente utili? Mancano forse badili nei nostri magazzini comunali? O si è forse scelto di mantenere queste persone in casa, dopo il grave danno compiuto al muro di recinzione del cimitero, quando un ‘presunto profugo’ ne aveva abbattuto una parte dopo essersi messo alla guida di un veicolo comunale pur essendo sprovvisto di patente di guida?”

A.B.

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