A raccontarla sembra quasi una barzelletta, di certo si tratta di un paradosso bello e buono.

 

Le sale slot di Thiene hanno trovato il modo di eludere alla grande gli orari di apertura previsti dall’ordinanza comunale del marzo 2015,  che impone tutti i giorni una limitazione temporale dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 22. In che modo? Semplicemente pagando sull’unghia le multe che vengono loro notificate per i numerosi ed evidentemente irrispettosi di tutti (fuorché del tornaconto personale) slittamenti dell’orario di chiusura fissato dall’ordinanza.

 

E non si tratta di spiccioli, ma di sanzioni salate, che evidentemente le sale gioco possono (e lo fanno) tranquillamente ascrivere nella colonna delle perdite. Da qui viene naturale immaginare la portata del saldo di quella dei guadagni. E viene spontaneo chiedersi che senso abbia una ordinanza rivelatasi alla luce spietata della realtà inefficace verso quello per cui è nata: contrastare la piaga della ludopatia che continua a mettere sul lastrico intere famiglie.

 

Dalla voce e dall’espressione del vicesindaco e assessore al commercio di Thiene Alberto Samperi traspare l’amarezza che tutto il lavoro fatto da una intera amministrazione per il bene dei cittadini, in virtù di un etica sociale e della salute pubblica in generale, sia stato fatto per essere gettato alle ortiche, se non sbeffeggiato. E il tutto messo ancora più in risalto dalla recente apertura di una nuova sala slot in via Garibaldi, per giunta vicina ad una scuola . Una sala giochi gestita da una coppia di cinesi, che il primo giorno di apertura si è beccata una multa da 350 euro, che non l’ha scomodata per niente.

 

Vicesindaco Samperi1

‘Abbiamo dato più di 30 sanzioni da 250 euro – ha spiegato infatti Samperi – alle varie sale giochi, ma non solo. All’attivo abbiamo due provvedimenti di chiusura, il primo da 3 giorni, il secondo da 7 giorni. Entrambi non rispettati e sanzionati con multe da 500 euro. Quasi tutte pagate’.

 

Samperi non fa mistero di sentirsi anche deluso da come gli enti superiori, che dovrebbero per primi tutelare il cittadino, siamo poi quelli che fanno lettera morta e permettono con la loro poca sollecitudine il consolidarsi di questo tipo di atteggiamenti di menefreghismo. ‘Abbiamo già scritto al questore – ha continuato il vicesindaco – per chiedere la chiusura della sala giochi di via Roma, viste le ripetute violazioni, ma nessuna risposta. Abbiamo chiesto un incontro per discutere dell’argomento, ma ancora nulla di fatto. Comunque è chiaro che la questura non considera i comuni’. E, di conseguenza, nemmeno i cittadini che vi abitano.

L’amaro in bocca e nel cuore ce l’ha anche il sindaco Giovanni Casarotto che ieri pomeriggio si è lasciato andare ad uno sfogo, che la dice tutta su quel senso di frustrazione da parte degli amministratori, ignorati anche quando denunciano un allarme sociale, che sta diventando una vera e propria emergenza. Perchè, lo dicono le statistiche, i nuovi ‘poveri’ sono anche gli ammalati di ludopatia.

‘Abbiamo scritto una lettera accorata al questore – ha spiegato il primo cittadino thienese – nessuno ci ha risposto. abbiamo chiesto aiuto per arginare questo fenomeno preoccupante, ma sembra che non importi a nessuno, che il business debba andare avanti ad ogni costo. Tutto questo ci lascia sgomenti’.

 

Marta Boriero

 

La denuncia di Elena Donazzan: ‘Totti pubblicizza l’azzardo, fatelo smettere’

 

“Desidero segnalarvi la bellissima iniziativa che sta vedendo protagonisti i ragazzi del Liceo Copernico di Prato, nell’ambito della lotta all’azzardopatia, o più genericamente ludopatia, una problematica purtroppo in forte crescita”. Inizia così la lettera che l’assessore regionale alla scuola, Elena Donazzan, ha inviato a studenti, docenti e dirigenti degli istituti scolastici di tutto il Veneto, a sostegno dell’iniziativa dei liceali toscani.

Gli studenti dell’istituto Copernico di Prato, infatti, hanno scritto al capitano della Roma Francesco Totti, che da qualche anno ha prestato la propria immagine per la campagna pubblicitaria di 10eLotto,invitandolo a non prestare la propria immagine di ‘campione’ ad un un gioco che, pur essendo consentito, può rappresentare l’inizio di una dipendenza.

“Tu sei non solo un grande campione – scrivono i ragazzi di Prato – ma rappresenti anche il calcio pulito, onesto, dell’impegno e della fedeltà alla squadra; hai una bella famiglia, sei disponibile ad azioni solidali e di sostegno a tanti meno fortunati di te: per molti giovani sei, quindi, un punto di riferimento e da imitare. Ci chiediamo, quindi, come sia possibile che tu ti sia prestato a pubblicizzare un gioco, apparentemente innocuo, ma che può danneggiare gravemente le persone e condurre alla dipendenza, come si dice velocemente alla fine dello spot, come se si trattasse di un pericolo di poco conto. Sappiamo che è legale, ma dietro l’azzardo c’è un giro di interessi economici che con l’onestà hanno molto poco a che fare e che lucrano sulla disperazione e la debolezza delle persone: un’attività che, se non è possibile eliminare, sicuramente non è da pubblicizzare”.

L’assessore veneto alla scuola ha apprezzato la lettera dei liceali di Prato e ne ha sposato l’invito rivolto ai personaggi dello sport e dello spettacolo a diventare ‘testimonial’ di iniziative no-slot e di campagne di prevenzione nei confronti delle dipendenze e, in particolare, delle ludopatie. Nel 2016 – secondo il documento del ministero per la Salute trasmesso al ministero del Tesoro la settimana scorsa – gli italiani hanno buttato in azzardo 95 miliardi di €: 260 milioni al giorno, 3.012 euro al secondo, l’8% in più rispetto al 2015.

“La lettera che ha avuto il merito di evidenziare i numeri di un disagio troppe volte vissuto in modo silenzioso, grazie anche a Governi che, per mere ragioni economiche, non fanno nulla per combattere con serietà una malattia che mette in ginocchio intere famiglie – osserva l’assessore Donazzan – Il disagio coinvolge gli stessi ragazzi, che si trovano a convivere o ad essere addirittura protagonisti, alcuni già a 11 anni, di una dipendenza rovinosa.

“Invito le scuole e i docenti a dare la massima diffusione a questa lettera – conclude la Donazzan – con la speranza che lo spirito di positiva emulazione possa coinvolgere gli

studenti e renderli, a loro volta, protagonisti di iniziative così belle e spontanee. La purezza e la semplicità delle loro parole valgono molto più di tante iniziative o provvedimenti pensati da noi adulti”.

 

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